NBA Playoff Inside: storici Bucks, Warriors in vantaggio

NBA Playoff Inside: storici Bucks, Warriors in vantaggio

Milwaukee si sbarazza di Boston dopo 5 gare, centrando una finale che mancava da anni, mentre Golden State vince su Houston ma rischia Durant

di Raffaele Guerini

L’ultima volta che i Milwaukee Bucks avevano centrato una finale di Conference, Pau Gasol (ora a roster) non era ancora entrato nella lega. 2001, dunque, dall’altro del tabellone ancora Toronto-Philadelphia. Allora vinsero i 76ers guidati da un immenso Allena Iverson, mentre ad oggi manca ancora il nome ufficiale dell’avversaria. Milwaukee, ad ogni modo, avrà tempo di riposare e aspettare di conoscere il proprio destino: Boston torna a casa, mentre i Bucks si godono la vetta più alta ad Est in solitaria. Trascinati, come solito, da Giannis Antetokounmpo: 20 punti, 8 rimbalzi, 8 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate. Prestazione non da 40 punti, ma fondamentale per assicurare il passaggio del turno ai suoi. Non che gli altri si scansino: Middleton (nonostante la brutta serata al tiro, 5 su 15) e Bledsoe, 19 e 18 punti rispettivamente, formano un supporting cast degno di rispetto; la panchina, in particolare, porta linfa vitale alla squadra. Connaughton, Ilyasova, Hill, Brogdon: tranne il primo, tutti in doppia cifra e con buone percentuali dal campo, senza contare le poche palle perse che trattengono Milwaukee davanti. Il tabellino di Boston, invece, rappresenta bene la desolazione vissuta in questo momento dai tifosi: Kyrie, miglior scorer, segna solo 15 punti con 1 rimbalzo e 1 assist in 33 minuti di impiego; 9 punti in 35 minuti per Al Horford, anche miglior assist-man dei suoi con 6 passaggi chiave, doppia doppia di Marcus Morris dalla panchina con 14+11 rimbalzi e, per quanto riguarda gli altri, poche aggiunte. 19 assist per Boston contro i 27 di Milwaukee, a segnare come il gioco offensivo dei Bucks sia stato semplicemente migliore stasera: del resto, non si spiegherebbe una vittoria con 25 punti di scarto. Sono molte le cose su cui Boston avrà bisogno di ragionare in questa post-season: certo i Bucks erano la favorita, ma 4-1 è sintomo di qualcosa di più profondo. Irving non è sembrato all’altezza, così come il supporting cast alle volte è totalmente mancato. Segnali di ripresa da Gordon Hayward, se non altro, ma ancora flebili. Milwaukee, invece, affronta il prossimo turno forte di una grossa iniezione di fiducia: con un Giannis così e la solidità dimostrata in questa serie, chiunque vada a giocarsela con i Bucks affronta un avversario temibile.

Sorridono ma forzatamente invece i Golden State Warriors ad Ovest: vincono sì gara-5, ma rischiano di perdere Kevin Durant per qualche giorno. Qualche giorno, nei Playoff, può costarti caro. Durant era sul punto di chiudere l’ennesima, ottima prova di questi Playoff quando, proprio verso la fine del terzo quarto, atterra male dopo un tiro ed è costretto ad allontanarsi dal campo. Per ora le notizie parlano di un infortunio muscolare di poco conto, ma coach Kerr ha dichiarato che in gara-6 non ci sarà. Brutto colpo, anche perché i Warriors dovranno giocare in casa degli Houston Rockets. La squadra di D’Antoni deve biasimare solo sé stessa, avendo toccato un parziale di -20 a metà gara. Si è successivamente riportata sotto con maestria, ma senza un primo quarto da incubo (31-17 per GS) forse parleremmo di un’altra partita. Le tre stelle di Golden State (Curry, Thompson e Durant) sfondano il muro dei 20 punti, con un Draymond Green da 12 rimbalzi e 11 assist come supporto offensivo d’eccellenza. Curry e Thompson, va anche detto, giocano 43 e 44 minuti rispettivamente: il fattore stanchezza, congiunto all’assenza di Durant, potrebbe far la differenza in gara-6. Così almeno sperano i Rockets, che però fanno calcoli simili: 44 minuti per Harden e 45 minuti per PJ Tucker, che però non sono stati sufficienti a uscire vittoriosi dalla Oracle Arena. Harden, oltre al bel gioco offensivo a cui siamo abitutati, si mette in luce con 4 palle rubate a fronte di 2 sole palle perse. Capela, poco incisivo al tiro, cattura 14 rimbalzi mentre Gordon paga una brutta serata al tiro (3/10 dalla distanza). Si torna in Texas per la prossima sfida, con dei Rockets motivati a giocarsi il tutto per tutto in gara-7 ed eliminare, dopo tanti anni, Golden State prima delle Finals.

Boston Celtics @ Milwaukee Bucks, 91 – 116 (Irving 15, Morris, Tatum 14; Antetokounmpo 20, Middleton 19, Bledsoe 18)

Houston Rockets @ Golden State Warriors, 99 – 104 (Harden 31, Gordon 19, Tucker 13; Thompson 27, Curry 25, Durant 22)

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