NBA Playoffs, I Turno, Gara 1 – Cleveland vince trascinata dai Big Three, ma Detroit esce a testa altissima

NBA Playoffs, I Turno, Gara 1 – Cleveland vince trascinata dai Big Three, ma Detroit esce a testa altissima

Primo atto della serie di Playoffs tra i Cavs ed i Pistons. Vincono i primi, trascinati dai big three ma non senza qualche difficoltà contro una Detroit molto positiva e che fa capire come difficilmente sarà disposta ad arrendersi senza combattere.

Detroit Pistons @ Cleveland Cavaliers 101-106 (25-27; 58-53; 78-76)

Ci siamo. Il più incredibile spettacolo sportivo sta per prendere il via anche per i Cleveland Cavaliers ed i Detroit Pistons. In poche parole, è tempo degli NBA Playoffs. I Cavs, capitanati da LeBron James e dipendenti dalla verve del duo Irving-Love, cercano il tanto auspicato posto al sole. L’obiettivo è chiaro, la strada da percorrere per raggiungerlo è ancora molto lunga. I Pistons tornano alla post-season sette anni dopo l’ultima apparizione. Poco da perdere, sia chiaro, ma tanta voglia di mettersi in mostra, con la furbizia di Stan Van Gundy a fare da asso nella manica. La Quicken Loans Arena è gremita in ogni ordine di posto, ci sono tutti gli ingredienti per assistere ad una gara-1 colma di emozioni.

I quintetti base sono quelli annunciati nei giorni passati; grande curiosità desta il duello tra Irving e Jackson, mentre da monitorare è la marcatura di Caldwell-Pope su James. Inizio di partita ad altri ritmi: Love, da una parte, mette in difficoltà Morris sia dal perimetro, che dal post basso; l’ex Suns, però, ripaga con la stessa moneta il prodotto di UCLA, attaccandolo continuamente e dando sfogo alle azioni offensive dei Pistons. LeBron comincia a mettersi al lavoro come da lui ci si aspetterebbe, ma Detroit approfitta di qualche tiro di troppo sbagliato dagli avversari e va in vantaggio 13-11 a meno di 7′ dal termine del primo quarto, costringendo coach Lue a chiamare time-out. Gli accorgimenti dello staff tecnico dei Cavs, però, non sembrano portare i frutti sperati: l’attacco rimane poco fluido e Detroit segna con continuità, toccando anche il +7; Cleveland, comunque, riesce a risalire la china grazie ad una rinnovata energia difensiva, al contributo di Dellavedova dalla panchina ed al solito apporto di James. A fine primo quarto, i padroni di casa sono in vantaggio di due lunghezze (25-27), grazie ad un lay-up sulla sirena del solito LeBron.

Il secondo quarto comincia sulla stessa falsa riga del precedente: Cleveland produce grazie al proprio talento offensivo ma Detroit tira con percentuali stratosferiche, soprattutto da oltre l’arco, e dopo una manciata di minuti conduce per 36-33. L’attacco dei Pistons è poco macchinoso, vive sugli scarichi con il tiro da tre punti che continua ad entrare con grande facilità e, a 8′ dall’intervallo, il -6 (39-33) costringe i Cavs ad un altro time-out. Il ritorno di LeBron e Love, dopo un breve riposo, frutta un parziale di 8-0 che permette ai padroni di casa di tornare in vantaggio sul 39-41. La contesa si stabilizza sui binari dell’equilibrio, Love, da una parte, e Morris, dall’altra, danno spettacolo da oltre l’arco e, a 2′ dall’intervallo, il punteggio è fisso sul 50-50. Alla pausa lunga, i Pistons sono in vantaggio per 58-53, tutto grazie ad uno strepitoso 10/16 da tre punti.

Il terzo periodo parte con un 8-0 dei Cavs firmato tutto da Kyrie Irving, il cambiamento principale, però, arriva nella metà campo difensiva dove i padroni di casa alzano notevolmente l’intensità, in modo tale da tornare in vantaggio (58-61). Detroit non vuole fare da “sparring partner” e continua a giocare con la fluidità che ha caratterizzato il loro primo tempo, rimanendo in scia e andando ripetutamente in vantaggio. LeBron si mette in mostra nella sua versione da “facilitatore”: coinvolge i compagni, cerca sempre il passaggio giusto piuttosto che l’isolamento a testa bassa e permette ai suoi, condotti sempre dall’ottima coppia Irving-Love, di creare un mini-break che li porta sul +6 (66-72). Detroit non va al tappeto per nessun motivo al mondo, continua a tirare in modo semi-irreale da tre punti e comincia ad affidarsi a Drummond in post basso; l’equilibrio non si spezza, la partita vive di parziali e, all’ultima pausa, il punteggio vede i Pistons in vantaggio sul 78-76.

Ad inizio quarto periodo, partono fortissimo i Pistons con un mini-parziale di 5-0 che spinge gli ospiti addirittura sull’83-76, sempre più consapevoli dei propri mezzi e della possibilità di potersela giocare fino alla sirena finale. Cleveland non ci sta, risponde con un contro-parziale di 7-0 e pareggia immediatamente la partita (estremamente gradevole) a quota 83. I Cavs, oltre ad un LeBron tuttofare, trovano un buonissimo Jefferson dalla panchina e riescono, anche grazie ad ottimo atteggiamento difensivo, a raggranellare qualche punticino di vantaggio; la risposta di Detroit la scrive Reggie Jackson che mantiene i suoi ancora dentro la partita. A 4′ dal termine, Cleveland prova a scrollarsi di dosso Detroit con due triple consecutive di un Love molto efficace, ma la truppa di Van Gundy continua ad essere dura a morire e resta lì, sul -2 (92-94), senza dare il minimo segno di cedimento. Il finale è ancora punto a punto: James approfitta degli errori al tiro dei Pistons e porta i suoi sul +6 (96-102); l’attacco di Detroit comincia a sentire il peso di un palcoscenico del genere e non segna praticamente più. Nel finale, Irving e J.R. Smith chiudono i conti con i liberi della staffa, gara-1 va ai Cleveland Cavaliers ma Detroit esce a testa altissima.

Pistons: Harris 9 (10 rimbalzi), Morris 20, Drummond 13 (11 rimbalzi), Caldwell-Pope 21, Jackson 17, Johnson 9, Blake 1, Bullock 8, Baynes 3.

Cavs: James 22 (11 assist), Love 28 (13 rimbalzi), Thompson 2, Smith 9, Irving 31, Dellavedova 7, Shumpert 2, Jefferson 5, Mozgov.

Key Stat: Detroit tira con un ottimo 51.7% da tre punti ma perde ben 12 palloni contro i soli 5 dei Cavs. Fondamentali, per i padroni di casa, i big three che segnano 81 dei 106 punti totali.

MVP: Kevin Love. Solidissima partita dell’ex Timberwolves che chiude con 28 punti, con un buon 10/22 dal campo ed un 4/8 da tre punti. Condisce tutto, inoltre, con 13 rimbalzi e con un atteggiamento difensivo diverso rispetto agli standard

 

 

 

 

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