NBA Playoffs, II Turno, Gara 1 – Miami deve vincerla due volte; Toronto cede subito il fattore campo

NBA Playoffs, II Turno, Gara 1 – Miami deve vincerla due volte; Toronto cede subito il fattore campo

Miami sopravvive al calore dell’ Air Canada Centre ma soprattutto ai propri errori che rimettono in discussione una partita ormai in controllo. A Toronto non basta il pazzesco buzzer-beater di Lowry nei regolamentari: continua la maledizione delle prime gare casalinghe per i Raptors.

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Partenza lenta per entrambe lo squadre, con le difese che prevalgono sugli attacchi. L’attesa disputa tra i due centri Valanciunas e Whiteside vede il lituano prevalere nelle prime schermaglie, con il pivot di Miami costretto anche al rientro negli spogliatoi per un paio di minuti causa problema al ginocchio destro. Primo quarto bruttino che si chiude in totale parità, con gli Heat che rispondono di squadra alla coppia DeRozan-Valanciunas (unici due a segno per i Raptors nel periodo d’apertura).
Joe Johnson con 7 punti nei primi due minuti da una parte e Terrence Ross con un secondo quarto da 11 punti dall’altra animano la contesa. I Raptors sembrano muovere meglio la palla e trovare maggiori soluzioni, ma gli Heat restano in scia con le triple dei puntuali Deng e Richardson. Due stelle del calibro di Lowry e Wade stanno a guardare, forse in attesa di scegliere il momento adatto per colpire, e sono le giocate dei comprimari Dragic e Carroll a definire il punteggio all’intervallo lungo: Raptors avanti 43-41, ma con la sensazione di aver sciupato una chance per allungare.

Le prime fasi del secondo tempo sono caratterizzate da sorpassi e controsorpassi, con i due team accomunati dalla scarsa ricerca del tiro da tre, fino a che il capitano degli Heat, che nel corso nella gara ha superato Elgin Baylor al 16° posto ogni epoca per punti segnati nella postseason, si iscrive al match con tre canestri a stretto giro di posta e stavolta è Toronto ad essere alle corde. Miami ne approfitta solo in parte raggiungendo il massimo vantaggio sul +7, ma stavolta sono gli uomini di Spoelstra a recriminare per un paio di possessi giocati male verso la fine del quarto.
Partenza bruciante degli ospiti a inizio quarto periodo, con Goran Dragic che riprende il discorso da dove l’aveva lasciato nella serie di primo turno: la grande vena dello sloveno propizia il primo vantaggio in doppia cifra del match. Il quintetto piccolo e uno strepitoso Valanciunas sui due lati del campo riporta i suoi a contatto, mentre Miami fatica a trovare soluzioni valide in un attacco che va via via impantanandosi. Il finale è rocambolesco: in un coacervo di difese feroci e attacchi estemporanei, Dragic connette con quella che ha tutto l’aspetto di una tripla ammazza-partita, con gli Heat avanti di 5 con 00:40 sul cronometro della partita. Toronto di nervi tenta la disperata rimonta e una scellerata gestione da parte degli ospiti (3 palle perse negli ultimi 22”) offre a Kyle Lowry la possibilità del pareggio sul -3 e il play, che fin lì aveva tirato col 14% da tre nei playoffs, piazza una memorabile bomba da centrocampo che regala l’overtime ai Raptors.

L’enorme sforzo profuso nel riaggancio manda fuori giri i padroni di casa che non trovano più la via del canestro e al contempo i veterani Johnson e (soprattutto) Wade fanno il loro gioco marcando a fuoco col loro nome il supplementare. Quelli della Florida dimostrano di aver imparato dai disastri di fine quarto periodo e riescono a portare a casa un successo che, per come è arrivato, significa più del semplice ribaltamento del fattore campo.

Heat: Johnson 16, Deng 10, Whiteside 9 (17 rimbalzi), Dragic 26, Wade 24, Haslem 2, Green, Stoudemire 2, Winslow, Richardson 11.

Raptors: Carroll 10, Valanciunas 21 (14 rimbalzi), Lowry 7, DeRozan 22, Powell 2, Joseph 10, Biyombo, Patterson 2, Ross 19.

Key Stat: Il 23 % dalla lunga distanza dei Raptors, per di più in casa, è davvero troppo poco per sperare di ottenere il vantaggio nella serie, soprattutto se accostato al 72 % degli avversari (seppur con soli 11 tiri).

MVP: Il Wade di questa postseason è scientifico nella scelta dei momenti in cui colpire, in questa gara 1 è stato l’overtime, che però non può cancellare quanto fatto prima da Goran Dragic: 26 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e la firma negli snodi decisivi della partita.

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