NBA Playoffs, II Turno, Gara 4 – Miami riacciuffa partita e serie; Toronto ricade sui suoi vecchi errori

NBA Playoffs, II Turno, Gara 4 – Miami riacciuffa partita e serie; Toronto ricade sui suoi vecchi errori

L’equilibrio regna sovrano nella serie tra Toronto e Miami, Gara 4 non fa differenza e viene anch’essa decisa al termine di un tempo supplementare.

miamiherald.com

Toronto Raptors @ Miami Heat OT 87-94 (21-25; 35-44; 62-60; 83-83)

Gli infortuni di Valanciunas e Whiteside, le polemiche per il mancato utilizzo di Dragic nel finale di gara 3, le difficoltà offensive delle due squadre: tutto spazzato via dalla palla a due di gara 4 che, come da tradizione, significa tanto per chi è avanti nella serie, significa tutto per chi è sotto, specie se la si gioca in casa come i Miami Heat.

Se per i Raptors appariva certa la presenza di Biyombo in luogo del centro lituano, c’era molta più indecisione su chi tra McRoberts, Haslem e Stoudemire potesse rimpiazzare Whiteside nel quintetto di partenza. Lotta serrata vinta dall’ex stella dei Phoenix Suns, che ha fin da subito i suoi problemi a gestire l’energia del pivot congolese, deciso a prendersi la scena portando blocchi a ripetizione (è primo nella lega in questo fondamentale, con 65,2 blocchi per 100 possessi) e facendo la voce grossa nel pitturato, testimoniato da una ruggente schiacciata con fallo subito proprio su Stoudemire. Si viaggia sui binari dell’equilibrio e agli Heat non bastano le giocate aggressive di Deng e Winslow per scavare un solco, a Toronto basta tenersi a contatto senza accelerare troppo i ritmi.
Con il brasiliano Nogueira preferito ad un logoro Scola nel ruolo di backup di Biyombo, presto nel secondo periodo i Raptors impattano nel punteggio, vanificando i primi sforzi di Dwyane Wade grazie a un paio di canestri dalla lunga distanza confermando la sensazione che, nel momento in cui si scrollano la tensione di dosso, riescono a muovere la palla meglio degli avversari. Il problema che proprio quando sembrano aver trovato il grimaldello, l’attacco canadese si inceppa e non trova più soluzioni al punto da non mettere punti a referto negli ultimi 4′ del tempo, con Miami che fa abbastanza per chiudere col massimo vantaggio: +9 all’intervallo lungo.

Gli ospiti avrebbero qualche buona motivazione nel mollare la presa in questa gara, ma stavolta sono gli Heat a tendere la mano all’avversario agonizzante annullando la propria produzione offensiva, con il solo Wade a tenere livelli di efficacia accettabili. Toronto ricuce lo strappo e stavolta non si mette in scia ma opera la sferzata per distanziare gli avversari, grazie ad un ispirato DeMarre Carroll da 10 punti senza errori nel terzo periodo. Gli uomini di Spoelstra si tengono in linea di galleggiamento con la tripla di Goran Dragic nell’ultimo minuto del quarto, l’unica di tutta la partita per Miami, ma fondamentale sotto l’aspetto psicologico.
I Raptors giocano più leggeri (e la leggerezza è una componente di fatto assente in questa serie), avendo tutto da guadagnare, e pur senza l’apporto della coppia di trascinatori Lowry-DeRozan piazza un altro allungo nel cuore del quarto decisivo: lo firmano Biyombo ma soprattutto Terrence Ross che con due triple regala il massimo vantaggio sul +9. Spoelstra tenta il tutto per tutto schierando il quintetto piccolo con Winslow e Deng interni e, a differenza di gara 3 dove c’era da rimontare, Casey si mostra pavido non mettendosi a specchio ma tenendo il centro classico, e quando lo fa è troppo tardi: Miami è già rientrata con la classe di Wade e qualche libero lucrato d’esperienza da Joe Johnson. Il possesso del possibile pareggio o sorpasso viene gestito dal #3 che legge l’area sguarnita e con la giusta linea di penetrazione manda la sfida all’overtime, non prima che Joseph, con Lowry fuori per falli e DeRozan in serata no, si incaricasse dell’ultimo tiro e lo scagliasse sul ferro.

L’aiuto di cui il capitano degli Heat aveva enorme bisogno arriva nei supplementari, sotto forma di un Johnson (ancora a secco di canestri da 3 punti nella serie) che trova il modo di rendersi protagonista con due stoppate nel primo minuto. A indirizzare la contesa a favore dei padroni di casa è uno sforzo collettivo di tutti e cinque i giocatori in campo, ognuno di loro a segno prima che, come giusto che sia, il loro capitano mettesse l’ultimo chiodo sulla bara con la rubata più schiacciata in campo aperto. Miami pareggia.

Gli Heat rimettono in piedi una partita e una serie che a 6′ dal termine sembrava compromessa e finché la condizione fisica di Wade terrà ha concrete possibilità di passare il turno. Toronto si è arenata sul più bello e, proprio quando aveva trovato una fluidità prima sconosciuta, ha avuto un po’ di braccino, rispettando il trend della serie dove chi ha il controllo della sfida nelle fasi cruciali, lo perde.

Raptors: Patterson 7, Carroll 13, Biyombo 13 (13 rimbalzi), Lowry 10, DeRozan 9, Ross 14, Nogueira 2, Joseph 14, Powell 5.

Heat: Stoudemire 6, J.Johnson 15, Deng 9, Dragic 15, Wade 30, McRoberts 2, Haslem, Winslow 9, Richardon 6, T.Johnson 2.

Key Stat: Miami vince una partita tirando col 6.7% da 3, e lo fa grazie al 54-38 nel pitturato.

MVP: Dwyane Wade ci porta a spasso nel tempo: la stanchezza del 2016 è evidente ma non lo frena e per lunghi tratti si riconosce il campione plurianellato del recente passato. Intramontabile.

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