NBA Playoffs, II Turno, Gara 6 – L’insostenibile leggerezza di Miami porta la serie sul 3-3

Per la seconda volta in questa postseason, Miami e Toronto vedranno i loro destini decisi da una gara 7. Vediamo come ci sono arrivate.

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“That’s what we lift weights for”- Questo il commento di Justise Winslow intento a sminuire l’impresa di aver tenuto testa a un centro di ruolo come Biyombo nella vittoriosa versione piccola e leggera dei Miami Heat di gara 6. Questo perché coach Spoelstra, preso atto dell’inadeguatezza di Stoudemire in questa serie, ha cercato di mischiare le carte gettando scompiglio nella difesa dei Raptors che prima di stanotte aveva il controllo della situazione.

Nonostante il tentativo di small ball, sulle prime i padroni di casa hanno faticato a trovare le giuste spaziature consentendo agli avversari di chiudere l’area senza dover coprire lunghe distanze per i closeut, anche se a metà primo periodo avevano già più triple rispetto all’intera gara 4. Toronto affidava la sua replica ad un Kyle Lowry ispirato sin dalle prime battute, e quasi sembrava poter allungare se non fosse stato per l’asfissia offensiva di metà quarto e per l’inaspettata produzione di punti da parte di elementi come Tyler Johnson e McRoberts per gli Heat.
Il break, invece, lo creava Miami in apertura di secondo periodo, quando Dragic diventava inarrestabile per i Raptors e andava a segno ripetutamente, perlopiù attaccando il ferro. Stavolta il problema canadese non risiedeva nell’attacco ma nella difesa, a testimoniarlo il quarto da 32 punti degli avversari, guidati dal play sloveno (elogiato in settimana dal suo capitano per il temperamento finora dimostrato) con 14 punti e favoriti da un eccellente 10/14 nel pitturato, conseguenza dell’indovinato piano partita. Un Wade sulle sue ma vigile rifiniva il tutto per il +9 dell’intervallo lungo.

Alla ripresa delle operazioni gli ospiti si sforzavano di rientrare aggrappandosi alle due stelle Lowry e DeRozan che, nel loro momento migliore, trascinavano i sodali sotto nel punteggio, non ripagati dal resto della compagine in serata no al tiro. Miami, dal canto suo, mostrando gran carattere manteneva costantemente quei due-tre possessi di vantaggio per poi piazzare la spallate a fine terzo periodo che regalava il massimo vantaggio sul +13, con la firma della premiata ditta Wade-Dragic, alla loro miglior prestazione combinata dai tempi di gara 1.
La panchina degli Heat, nelle persone di McRoberts e Richardson, apriva il quarto finale con un paio di canestri fondamentali per tenere a distanza gli avversari, mentre il #7 canadese si metteva definitivamente in proprio con lo scopo di dare una scossa al resto della truppa. Tentativo fallito perché Miami aveva un’altra marcia e anche quando la stanchezza faceva la sua comparsa e l’attacco si faceva frammentario, sull’asse play-guardia quelli della Florida conducono in porto una sfida approcciata con piglio migliore rispetto agli avversari, poco cattivi al loro primo matchpoint.

Spoelstra, con i suoi Heat, si conferma squadra da do-or-die match, e si porta su un record di 8-1 quando c’è da evitare l’eliminazione in casa. Adesso ha l’opportunità di imprimere a fuoco il suo nome nella storia: dovesse vincere gara 7, Miami sarebbe la prima squadra a recuperare da uno svantaggio di 2-3 nei primi due turni di playoff. Al contrario, Toronto continua a faticare a chiudere i giochi e peggiorano il loro record (2-6) nelle gare per vincere la serie. Numeri messi a confronto che, nonostante il vantaggio di giocare in casa, turbano profondamente i canadesi in vista dell’ultimo atto di questa sfida dall’equilibrio precario come difficilmente si è visto prima.

Raptors: Patterson 8, Carroll 5, Biyombo 4 (13 rimbalzi), Lowry 36, DeRozan 23, Ja. Johnson, Thompson, Ross 6, Nogueira 2, Powell, Joseph 7.

Heat: Joe Johnson 12, Deng 2, Dragic 30, Wade 22, Winslow 12, McRoberts 10, T. Johnson 5, Richardson 9.

Key Stat: Anche un dato statistico equilibrato può celare la chiave del match: Miami cede solo di 2 (41-43) a rimbalzo nonostante il giocatore più alto schierato fosse il 2.06 Josh McRoberts. Grande sforzo di squadra per non andare pesantemente sotto nei pressi dei due tabelloni.

MVP: Non è un caso che le uniche due volte che Miami abbia superato quota 100 abbia coinciso con due grandi prove di Goran Dragic, che lo stesso Wade ha designato come braccio destro armato.

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