NBA Playoffs Inside, Finals, Gara 3: LeBron è inarrestabile, la rinascita di Lee non basta

NBA Playoffs Inside, Finals, Gara 3: LeBron è inarrestabile, la rinascita di Lee non basta

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  Golden State Warriors @ Cleveland Cavaliers 91-96  (20-24, 37-44, 55-72) I Cavs conducono la serie 2-1 Cleveland sfrutta il fattore campo e passa in vantaggio nella serie dopo una partita dai mille volti. L’incontro inizia nel segno dell’intensità, con le due squadre che si limitano a conclusioni affrettate ed a iniziative individuali che premiano i Cavs avanti 10-5 al primo timeout. I Warriors nei primi 5′ riescono a realizzare solo una tripla su 5 tentativi, poi Green ed Iguodala decidono di attaccare il ferro con ottimi risultati e Golden State dà l’impressione di entrare in partita. Curry e James giocano un primo periodo a dir poco sottotono e sono i gregari a prendersi la scena. Livingston, Iguodala ed Ezeli rispondono ai colpi di Thompson ed al gioco da 4 punti di Jones, tenendo a galla dei Warriors che faticano ad esprimere il loro gioco. Il primo quarto termina con i Cavs avanti 24-20 grazie al misero 1/7 da tre punti degli ospiti. Nel secondo periodo Iguodala acciuffa subito il pareggio a quota 26, ma James e JR Smith entrano in partita e firmano un 8-2 che ristabilisce le distanze. La partita diventa strana, con Golden State che pur giocando male riesce a restare in corsa grazie agli spunti offensivi di Iguodala ed a quello che risulterà l’ultimo canestro della partita di Green. Sul 41-37 Jones realizza la tripla del +7 con il quale si va all’intervallo: massimo vantaggio per i Cavaliers. Si ricomincia ed il match regala subito tantissimi spunti. Dellavedova segna 8 punti in 4′ raggiungendo quota 13, Curry risponde con quello che è solo il suo quinto punto della serata. E’ qui che sembra spaccarsi la partita: James inizia a fare sul serio e guida i suoi ad un parziale di 12-0 che vale il +20, Curry e Barbosa provano a rimediare ma è LeBron non molla la presa e con quattro punti mantiene il +17 alla penultima sirena.
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Finita? Sembra proprio di sì. Golden State è alle corde, Curry e Thompson non incidono, James è un maestro alle prese con una scolaresca e Kerr non ha idea di cosa inventarsi. Il coach dei Warriors prova la carta David Lee. Sì, proprio lui che finora aveva segnato appena 18 punti nei playoffs, entra in campo e cambia la partita: gli ospiti firmano subito un parziale di 13-2 ed inaspettatamente si ritrovano sul -6. Lee regala migliori scelte offensive ai suoi, si impone in difesa e fa girare meglio la palla di un Bogut palesemente annebbiato, la partita incredibilmente è più aperta che mai. James e Thompson riescono a mantenere i due possessi di vantaggio, poi Curry ricorda di essere l’MVP della stagione e si scrolla dalle spalle tutta la tensione accumulata nei primi tre periodi. Steph sbaglia la tripla del pareggio e LeBron in contropiede inchioda un alley oop di pura cattiveria agonistica per l’81-76. A 2’45” dal termine il #30 dei Warriors si crea una tripla pazzesca e porta i suoi ad un solo punto di svantaggio, neanche il tempo di festeggiare che Dellavedova inventa la giocata della notte con un canestro e fallo dal coefficiente di difficoltà elevatissimo. James replica con la tripla dell’87-80, Curry e Lee non si danno per sconfitti ma il play sbaglia dal perimetro un tiro per lui semplicissimo regalatogli malamente da Shumpert. L’MVP si rifà subito con la bomba del -4 e, dopo i due liberi segnati da James, mette dentro anche la tripla del -3. Sulla rimessa per i Cavs a 18″ dalla fine si viene a creare una situazione dubbia tra Thompson e Dellavedova, gli arbitri assegnano prima la rimessa ai Warriors ma poi con l’instant replay cambiano decisione. Cala qui il sipario su una emozionante gara 3 che lascia qualche spiraglio di luce per il rilancio di Golden State nelle prossime uscite. Ora per i ragazzi di Kerr sbagliare è quasi proibito, la rinascita di Lee e l’ultimo quarto di Curry fanno ben sperare per gara 4 dove serviranno idee più chiare e soprattutto una finora non pervenuta mentalità vincente. Per i Cavs un altro match tutto cuore e grinta, a dimostrazione che a volte la mancanza di talento può essere sostituita con la voglia di vincere.   Warriors: Barnes 0, Green 7, Bogut 4, Thompson 14, Curry 27, Iguodala 15, Ezeli 5, Livingston 4, Barbosa 4, Lee 11 Cavaliers: James 40 (12 rimbalzi), Thompson 10 (13 rimbalzi), Mozgov 6, Shumpert 3, Dellavedova 20, JR Smith 10, Jones 7, Miller MVP: LeBron James. Se sono i Cavs a spuntarla, difficile che non sia il #23 l’MVP della partita. James mette a referto 40 punti, tira giù 12 rimbalzi e distribuisce 8 assist. Nonostante un rivedibile 14/34 al tiro, si conferma leader indiscusso nel finale e realizza 4 liberi fondamentali per la vittoria. Non si risparmia mai, gioca 46′ padroneggiando e chiama i suoi all’attenzione quando i Warriors si rifanno sotto. Semplicemente inarrestabile. Key Stat: I Cavs tirano meglio dal campo (46% contro il 40% dei Warriors), da tre (43% a 35%) e dalla lunetta (71% a 58%). I padroni di casa fanno registrare anche 3 palle recuperate in più degli avversari. Losing Factor: Ad un’ottima prestazione della panchina dei Warriors non corrisponde una buona partita dei tre che fanno compagnia in quintetto agli Splash Brothers. Barnes chiude con un pessimo 0/8 dal campo e 3 palle perse, Green termina con 7 punti (2/10), sbaglia molte letture offensive e subisce 3 stoppate, infine Bogut sembra quantomeno spaesato con appena 4 punti e 6 rimbalzi. Per ritornare in vantaggio nella serie il loro apporto sarà fondamentale.

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