NBA Playoffs Inside: Golden State fa Golden State, Houston ko

NBA Playoffs Inside: Golden State fa Golden State, Houston ko

Durant trascina i californiani, inutile la super perfomance di Harden.

di Raffaele Pezzarossa

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Sono le serie di playoffs giocate dai Warriors col fattore campo favorevole nell’era Kerr. La quindicesima, però, si apre al Toyota Center di Houston, e di fronte ai campioni in carica si vedono i Rockets, primi nel seed della Western Conference alla fine della regular season. L’intensità del primo quarto è qualcosa di raramente visto negli ultimi anni a questo punto della stagione, e i Rockets, guidati da uno straripante James Harden (tutti suoi i primi 9 punti dei padroni di casa) segnano il primo break sull’11-4 dopo il fallo e canestro messo a segno da Trevor Ariza. Gli animi sono già caldissimi, e Draymond Green si becca il primo tecnico della gara e della serie per uno spintone su Harden in seguito a un canestro del 13 in penetrazione. Due triple in fila di Curry prima e di Thompson poi rimettono in ordine il punteggio, ma Harden continua a fare la voce grossa e il punteggio segna 19-12 dopo la metà del quarto. Primi cambi in casa Houston, esce Harden per un duro colpo all’addome e Durant sfrutta l’inerzia per dare una scossa ai suoi; sono 13 i punti nel quarto per KD35, che non sbaglia praticamente nulla e permette ai suoi di chiudere la frazione sotto di 1 sul 30-29. Cambia la musica nel secondo tempo, le difese salgono di colpi e Golden State fissa il primo vantaggio di serata sul 33-35, con le percentuali di Houston che si abbassano drasticamente. Arriva il primo allungo Warriors, ma il probabile futuro MVP James Harden non ci sta, e con 24 punti nel solo primo tempo rimette la partita sui binari dell’equilibrio, aiutato da Gerald Green (6 punti alla fine per lui), che con la prima delle due triple di serata fissa il punteggio sulla parità a fine quarto (56-56). Dopo la pausa lunga i Warriors escono con la solita faccia da terzo quarto, e alzano l’asticella difensivamente, soprattutto grazie alle giocate di Green, che nonostante la mediocre serata dal punto di vista realizzativo (5 punti) mette in cascina 9 assist e 9 rimbalzi. Problemi di falli per Ariza, che commette quarto e quinto fallo personale in un amen ed è costretto ad uscire; senza di lui Durant ha vita molto più facile e, dopo un paio di jumper del nativo di Washington, è un’insolita difesa di Curry su Harden a generare la rubata che porta in schiacciata solitaria Andre Iguodala per portare il vantaggio a 8 lunghezze (70-78) e indurre Mike d’Antoni al time-out obbligatorio. Sulla schiacciata di Looney a rimbalzo d’attacco i Warriors toccano il massimo vantaggio fin qui della partita (83-72), ma un’altra tripla di Gordon (positivo alla fine, con 15 punti alzandosi dal pino in 33 minuti e tirando col 46%) a fine periodo lascia qualche spicciolo di speranza ai padroni di casa. I 7 punti con cui Klay Thompson inaugura il quarto periodo, però, smorzano subito gli entusiasmi, e dopo aver ritoccato il vantaggio in doppia cifra, Golden State addomestica la gara non permettendo più a Paul e Harden di recuperare lo scarto, nonostante le triple e i diversi tiri complessi realizzati dai due prima della sirena finale. Harden conferma il trend positivo delle sue gare 1 nelle serie playoffs, chiudendo la nottata da top scorer con 41 inutili punti e con un brillante 58% dal campo; Paul gli fa da scudiero, mettendone 23 e a cui aggiunge 11 insoliti rimbalzi. Per i viaggianti, che ribaltano e si riprendono subito il fattore campo, oltre alla prestazione fuori dal normale di KD (37 punti finali), è Thompson a fare da contorno con 28 punti e 6 triple, mentre Curry, nonostante i suoi 18 punti finali con 6 rimbalzi e 8 assist, può permettersi una tranquilla serata in ufficio senza scomporsi, che male non gli fa visto il recente rientro da un infortunio abbastanza complesso.

Golden State Warriors @ Houston Rockets 119-106

 

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