NBA Playoffs Inside, II turno Ovest, Gara 3: Rivers e Redick inarrestabili, Houston di nuovo sotto

NBA Playoffs Inside, II turno Ovest, Gara 3: Rivers e Redick inarrestabili, Houston di nuovo sotto

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Houston Rockets @ Los Angeles Clippers 99-124 (24-33, 33-31, 19-35, 23-25)

I Clippers guidano la serie 2-1.

Il ritorno a casa è dolce per i Los Angeles Clippers che, con due accelerazioni nel primo e nel terzo quarto, sbrigano la pratica Rockets senza molti patemi e possono far riposare Paul per molti minuti vista la partita di Austin Rivers.
Il figlio del coach, che non pare nemmeno raccomandato, gioca in modo molto aggressivo e scava con JJ Redick il solco con i Rockets.

Il primo quarto inizia con Paul in campo dopo la sosta forzata dei primi due episodi della serie. Paul gioca 7 minuti e divide il tempo di gioco con Rivers. Nel frattempo JJ Redick si carca la maggior parte del lavoro con un 3/3 da tre sugli scarichi di Griffin e Paul. I Rockets restano attaccati grazie alla vena di Harden e ai 17 punti della coppia di lunghi Jones e Howard, che all’inizio sembra reggere il gioco di Jordan e Griffin.

Nel secondo quarto i Rockets entrano in campo con maggiore voglia. Sbagliano molto (40% da due), ma riescono a tirare bene da tre e a reggere sotto canestro. A fine quarto sul 55-64 Harden si tiene l’ultima azione e va in uno contro uno con Redick da centro area segnando il canestro del conquansettesimo punto.

Il terzo quarto è la svolta della partita. I Clippes difendono benissimo su Howard e Jones, che con Smith rimangono a 0 punti nel quarto. I Rockets non riescono a tirare mai da liberi e mettono percentuali pessime da due e da tre. Quando Austin Rivers entra per Paul a 6 minuti dalla fine del quarto, sembra un avvicendamento come un altro. I Rockets hanno Harden e Jones sul terreno e la situazione sembra in controllo. Rivers invece inizia un suo show personale. Prima un lay-up al centro della difesa, poi tira da tre e i Rockets non trovano sostanziali alternative in difesa per fermarlo. Il quarto finisce con un parziale di 20-3 che scava un solco che si rivelerà impossibile da colmare per i Clippers.

L’ultimo parziale della partita inizia sul 99-76 per i Clippers. I Rockets non riescono a piazzare controbreak significativi anche perchè adesso è Redick a scatenarsi nuovamente con 11 punti nel quarto e far sfumare definitivamente speranze già molto fievoli per i Rockets.
A fine terzo quarto siparietto di Coach Rivers e Paul, con il play che si avvicina a Doc e gli dice: “Questa sera ti puoi mettere tranquillo a fare il padre e io faccio il coach”.

Gara 4 si gioca dopodomani ancora a Los Angeles. Molte domande senza risposta rimangono sul tappeto per i Rockets. Nel secondo tempo i lunghi sono stati cancellati dal gioco grazie alla difesa dei Clippers e anche se l’xploit di Rivers ha sicuramente dell’estemporaneo, una risorsa inattesa in più dalla panchina equivale a un bel pieno di benzina, per giocatori impegnati su partite ogni due giorni.
Terry espulso a otto dalla fine per un fallo inutile su Griffin, chiaramente di frustrazione.
Il piano partita dei Clippers invece va a gonfie vele. La vittoria in gara-1 ha inaspettatamente spostato l’asse della serie verso i losangelini e se coach Mchale non troverà contromisure sarà molto difficile per i Rockets riportare la serie su binari ottimali

Rockets: Ariza 10, Jones 12, Howard 14 (14 rimbalzi), Harden 25 (11 assist), Terry 13, Capela 1, Prigioni 6, Smith 7 (9 rimbalzi), Brewer 11, Johnson, Papanikolau, Dorsey.

Clippers: Barnes 7, Griffin 22 (14 rimbalzi), Jordan 6 (15 rimbalzi), Redick 31, Paul 12, Rivers 25, Hawes 2, Crawford 12 (6 rubate), Davis 4, Jones, Hudson, Turkoglu 3, Udoh.

Key Stats: C’è l’imbarazzo della scelta… I Clippers hanno surclassato gli avversari nelle percentuali al tiro: 55.4% contro 39.8% dal campo e 82.6% contro 58.1% ai liberi. Anche il conto dei punti dalla panchina è impietoso: 46-25 a favore dei padroni di casa. Inoltre Howard, Jones e Smith sono rimasti a secco di punti per l’intero secondo tempo.
Decima doppia doppia consecutiva per Griffin, che raggiunge proprio Dwight Howard (versione 2009) in questa speciale classifica.

MVP: Austin Rivers. Non ci dimentichiamo del super Redick e dei suoi 31 punti con 14 tiri, ma il vero mattatore di gara 3 è il figlio del coach, che entrando dalla panca ha girato la partita come un calzino: 25 punti (career high nei playoff) con 10/13 dal campo e 6 rimbalzi per lui in soli 23 minuti di gioco. La difesa di Harden su di lui è sicuramente più che colpevole, ma la standing ovation che il pubblico gli ha tributato alla sua uscita nell’ultimo periodo è altrettanto meritata.

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