NBA Playoffs, Western Conf. Finals, Gara 1 – Inseguimento e sorpasso finale, Oklahoma City beffa Golden State

NBA Playoffs, Western Conf. Finals, Gara 1 – Inseguimento e sorpasso finale, Oklahoma City beffa Golden State

Dopo un primo tempo complicato, chiuso a -13, i Thunder rimontano lentamente sino a vincere Gara 1 per 102-108. Russell Westbrook ne mette 27 (19 nel terzo periodo), Kevin Durant completa la rimonta e segna il tiro che sigilla la partita, dopo aver litigato parecchio col ferro. Troppi errori per i Warriors nel finale.

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Oklahoma City Thunder @ Golden State Warriors 108–102 (21-27, 47-60, 85-88)

Vittoria da grande squadra per gli Oklahoma City Thunder in Gara 1 delle Western Conference Finals: psicologicamente un successo che pesa come un macigno, dopo tre quarti a inseguire sotto nel punteggio. Per i Warriors tonfo un po’ inaspettato, specie per come si era messa la partita nella prima metà.
La prima sgasata infatti la dà subito Golden State: Curry da due, poi grande hustle play d’Iguodala per la tripla di Barnes (20-13) che costringe Donovan al timeout. Non esce male dalla sospensione OKC con punti veloci di Kanter e Westbrook: ma i Thunder sono eccessivamente porosi in difesa e in attacco perdono troppi palloni, ben 6  nel primo quarto con Durant e Westbrook. Livingston, Iguodala e Barbosa, la panchina Warriors, porta il vantaggio della numero uno a Ovest sino al +13 (37-24). Nel momento più difficile Oklahoma però esce nuovamente alla grande da un timeout, confezionando uno 0-8 aperto da un bel movimento in post di Adams, il migliore dei suoi a inizio partita, e concluso da un libero di Durant (37-32). Ma basta qualche errore “non forzato” di troppo e Golden State è lì pronta a colpire, con Thompson scatenato: allungo sul +12 con una sua tripla, poi altri otto punti di fila per rispondere a un pericoloso parziale che aveva portato gli ospiti a -4 (da 46-42 allungo sino al 54-42). A metter la ciliegina sulla prima metà è il solito Steph Curry: due triple, l’ultima fantascentifica allo scadere per il 60-47.
OKC soffre tremendamente, nella prima fase di gara, la serata-no di Westbrook (nove dei primi dieci tiri sbagliati). Il numero 0 però cambia marcia nella seconda metà e ne mette 19 nel solo terzo quarto, contrastando quasi da solo l’immancabile mareggiata dei Dubs, guidata da due triple pazzesche di Curry. Dopo tre quarti è 88-85, e i Warriors sono avanti solo grazie a un paio di magie di Green, che sfrutta alle grande i mismatch contro Kanter per dare punti preziosi come ossigeno.
Durant e un ottimo Waiters a inizio ultimo quarto danno a Oklahoma il primo vantaggio dal primo quarto sull’88-90, dominando la second unit della Baia (Thompson unico starter in campo) e costringendo Kerr a rimetter dentro i suoi titolari. I Thunder confezionano un tesoretto di otto punti di vantaggio a 4’30” dal termine (93-101): a svegliare i Warriors ci pensano Curry con la tripla e Green con l’appoggio a tabella del -3. Dopo una serie incredibile di errori si arriva all’ultimo minuto sul 100-103 per OKC: bel canestro di Barnes da una parte, 2/2 di Adams dalla lunetta dopo un’azione rocambolesca dall’altra. Thompson sbaglia in entrata, Durant dopo aver litigato col ferro per otto minuti mette un jumper da due in isolamento per il +5. Il finale vede gli arbitri decisamente in difficoltà: dopo due punti realizzati da Iguodala di puro fisico, poi Westbrook scivola chiaramente col perno un attimo prima di chiamare il timeout. Nessuna infrazione di passi rilevata, sospensione Thunder e negli ultimi secondi dalla lunetta arrivano i punti che cementano la vittoria della squadra di Donovan, finisce 102-108.

Thunder – Westbrook 27 (12 assist), Roberson 7, Durant 26 (10 rimbalzi), Ibaka 11 (11 rimbalzi), Adams 16 (12 rimbalzi); Waiters 10, Foye 3, Kanter 8.

Warriors – Curry 26 (10 rimbalzi), Thompson 25, Barnes 12, Green 23, Bogut; Livingston 4, Iguodala 6, Ezeli 3, Speights 1, Barbosa 2.

Key Stat: Complici le condizioni di Bogut (virgola in 17′) e il pessimo impatto dei lunghi della panchina, i Warriors optano per la strutturazione “atipica” che ha svoltato la scorsa edizione delle NBA Finals e con cui Kerr prova a metter in difficoltà i Thunder specie nella metà campo difensiva, dove vengono generati interessanti mismatch specie per Green. Ma Golden State paga tanto a rimbalzo, 52-44 l’esito: i tiri da seconda chance, il controllo dei tabelloni e la miglior prontezza sulle palle vaganti aiutano OKC a rimanere a galla, per poi sorpassare nel finale.

MVP: Il cambio di marcia dei Thunder arriva quando accende la luce Russell Westbrook, dopo un inizio da film dell’orrore. Solita prestazione da “Dottor Russell e Mister Westbrook” per il numero 0, errori intervallati a giocate di pura esplosività, è lui l’anima della rimonta nel terzo quarto. Cioè la frazione in cui i suoi acquistano fiducia nell’impresa. Nel suo scout, oltre ai 27 punti, anche 12 assist, 7 rubate e 6 rimbalzi: prestazione tout court.

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