NBA Playoffs, Western Conf. Finals, Gara 3 – Tempesta Oklahoma City, Golden State affonda 133-105

NBA Playoffs, Western Conf. Finals, Gara 3 – Tempesta Oklahoma City, Golden State affonda 133-105

Incredibile show dei Thunder, che si portano sul 2-1 dominando i Warriors in una Gara 3 a senso unico. Oklahoma City, dopo un promettente inizio, mette a segno un parziale di 32-7 in otto minuti di gioco, chiudendo la sfida. Seconda metà sul velluto, con un Kevin Durant da 33 punti. 30 per Russell Westbrook.

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Golden State Warriors @ Oklahoma City Thunder 105-133 (28-34, 47-72, 80-117)

Imbarcata non rende l’idea: i Warriors naufragano tra i perigliosi flutti di una caldissima Chesapeake Arena, bardata di bianco e blu per l’occasione, punteggio finale di 133-105. I Thunder cominciano a far sul serio già dopo sei minuti: tripla di Roberson, sottomano alla massima velocità di Westbrook e schiacciata per Ibaka ad area sguarnita, una costante del match di Golden State. Kerr chiama timeout sul 21-13, ma non cambia di molto il corso della partita, i Thunder fanno ancora male con Durant e Ibaka, tripla dall’angolo e altra poderosa schiacciata in faccia a Ezeli per il 30-18. Rifiatano un po’ i Warriors grazie ai punti dalla panchina di Iguodala, che in apertura di secondo periodo firma il -3 con la sua seconda tripla della partita (34-31): completa la rincorsa la tripla di Harrison Barnes del 38 pari.
Ma OKC non s’abbatte, tutt’altro: rimbalzi, contropiede e punti veloci portano a un nuovo strappo, completato da Waiters col delizioso appoggio al tabellone del 48-40. La partita sale d’intensità e con essa anche i colpi proibiti, come dimostra Green, che attenta alla progenie Adams con un calcio ben assestato: grigi pieni di lavoro, il più insoddisfatto della loro condotta pare però un irrequieto Steve Kerr, per un metro che accorda 21 liberi ai Thunder nella prima metà, contro due dei suoi Warriors. Ma la realtà è che Oklahoma City gioca meglio arrivando al ferro a piacimento, come dimostra Durant con un’altra schiacciata, seguito da Waiters, layup del 59-46 e poco dopo inchiodata imperiosa: c’è molto del duo nel parziale di 13-0 con cui la squadra di casa chiude il primo tempo, complice anche la sciocchezza dell’anno di Green che regala tre tiri liberi a Westbrook su un tiro da centrocampo. 72-47 il punteggio a metò gara, il conto dice 32-7 di parziale per la squadra di casa in 8’37” di gioco, una buona parte ottenuta con un quintetto più piccolo stante il massiccio riposo dato ad Adams dopo la “collisione” con Green.
Al rientro dagli spogliatoi Curry e Thompson provano a scuotere Golden State in attacco, ma il problema è nella metà campo difensiva, coi Thunder che abusano a piacimento dagli avversari. Il gap in termini fisici e di energie è evidente: a ribadirlo ci pensa KD, stoppata con tanto di “pinning” su Barnes e assist per due facili di Westbrook. Non piove, grandina alla Chesapeake Arena e Oklahoma City vola, altro parzialone di 12-0 firmato da ben quattro giocatori (Westbrook, Durant, Waiters e Roberson) per il +36, 95-59.
I Thunder giocano sul velluto, componendo una meravigliosa sinfonia che arriva a produrre ben 45 punti nel terzo periodo: Durant e Westbrook dirigono, i compagni seguono. Tra loro un Roberson in giornata di grazia al tiro (13 punti, 3/4 da tre), Ibaka sempre presente nel pitturato e un Dion Waiters che ormai pare sempre più abituato a prestazioni di grande efficacia (13 anche per lui, 6/8 dal campo). Ultimo quarto di garbage time che sancisce soltanto il 133-105 finale, 2-1 per Oklahoma City nella serie.

Thunder – Westbrook 30 (12 assist), Roberson 13, Durant 33, Ibaka 14, Adams 8; Waiters 13, Foye 4, Kanter 10 (12 rimbalzi), Singler 2, Payne 4, Morrow 2.

Warriors – Curry 24, Thompson 18, Barnes 7, Green 6, Bogut 2; Livingston 6, Iguodala 9, Ezeli, Speights 8, Clark 8, Rush 4, Ezeli 8, Barbosa 5, Varejao.

Key Stat: Rimbalzi, tiri rapidi e conclusioni nel pitturato. La ricetta con cui i Thunder schiantano i Warriors è semplice e vede tre voci statistiche spiccare: sotto canestro, pur contando solo per 17′ su Adams, Oklahoma City domina con un robusto 52-38 a rimbalzo. Guardando la ripartizione dei punti, ben 62 sono in area (media stagionale 46.8) e 29 sono “fastbreak points” (contro i 17.3 in stagione). E dire che in quest’ultimo dato Golden State sarebbe la primatista NBA (20.4, ma soltanto 13 in questa Gara 3). Chi di contropiede ferisce, di contropiede perisce?

MVP: Kevin Durant gioca una partita sontuosa, per buona pace degli scettici. 33 punti, 8 rimbalzi, 10/15 dal campo e un perfetto 10/10 dai liberi. Spesso si dice che la vera anima di Oklahoma City sia Westbrook, infatti Russell va anche lui benissimo (30 punti, 12 assist, 8 rimbalzi): ma stavolta è KD a mettere la firma su ogni parziale dei Thunder, spesso con giocate che sono una gioia per gli occhi. Partita da leader, proprio quando le circostanze lo richiedevano.

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