NBA Recap Inside: That’s all, folks!

NBA Recap Inside: That’s all, folks!

Si conclude con le partite della notte la regular season NBA 2017-2018. Scoprite con noi cos’è successo nelle ultime gare della stagione!

di Raffaele Guerini

Data la moltitudine di avvenimenti nella notte, cercheremo di darvi la maggior copertura possibile e di restare un po’ più brevi sui singoli avvenimenti.

Boston:

Vince, assicurandosi in questo modo il secondo posto ad Est. Come sarebbe potuta andare la stagione dei Celtics con Hayward sano e Irving presente sempre? Non lo sapremo mai, ma l’unico miglioramento era un primo posto ad Est che è stato sfiorato. Spazio alle seconde linee stanotte, in attesa dei playoff: Aaron Baynes ringrazia e piazza 26 punti e 14 rimbalzi. Il top scorer per i Nets è invece Nik Stauskas in uscita dalla panchina, con 18 punti.

Cleveland:

Per la prima volta in carriera, Lebron gioca tutte e 82 le partite di regular season: una stagione travagliata per i Cavs, che chiudono al quarto posto ad Est dietro a tre grandi “sorprese”. Nell’ultima partita solo 10 minuti per il Re, giusto il tempo di fargli assaggiare il campo per l’82esima volta. Tanti minuti in compenso per Cedi Osman (18 punti), Ante Zizic (20 punti) e John Holland (21 punti). Lato New York, a ringraziare per gli extra minuti sono Frank Ntilikina (16 punti), Luke Kornet (23 punti), Isaiah Hicks (15 punti) e Damyean Dotson (11 punti + 10 rimbalzi). La bellezza dell’ultima partita di stagione sta anche nei nomi mai sentiti prima.

Miami:

Batte Toronto, e riesce ad agguantare il 6° posto ad Est all’ultimo respiro, complici anche i risultati dagli altri campi. I Raptors restano ad ogni modo saldamente in testa alla Eastern Conference, a coronamento di una stagione da ricordare per i tifosi canadesi. Doppia-doppia da 28 punti e 10 rimbalzi per Kyle Lowry e da 16 punti e 12 rimbalzi per Jakob Poeltl, mentre DeMar DeRozan si ferma a 19 punti. Miami invece è trascinata da Wayne Ellington, che uscendo dalla panchina ne mette 32: la stessa panchina è in fiamme stanotte, dato che tutti i giocatori non titolari vanno sopra i 10 punti (Olynyk, Winslow, Wade, Adebayo); aggiungiamo 10 punti e 12 rimbalzi di Hassan Whiteside e la vittoria è servita.

Washington:

Si fa sorprendere da Orlando, che vince e li mette all’ottavo posto. I tre migliori in campo per i Magic sono Mario Hezonja (15 punti), Khem Birch (13 punti) e Rodney Purvis (16 punti). Washington, dal canto suo, tira complessivamente col 34,7% dal campo e non è mai in controllo della partita. Beal ne piazza 13 con 4/15 al tiro, Morris ne segna 15 e sono 13 anche per Satoransky. Quando il tuo miglior scorer è Jodie Meeks, però (con tutto il rispetto, eh), la strada si fa in salita.

Philadelphia:

Alzi la mano chi non vede l’ora di ammirare i 76ers ai playoff. 16esima vittoria consecutiva, 3° posto ad Est assicurato e vantaggio casalingo nel primo turno agguantato: se la stanno godendo nella Città dell’amore fraterno, altroché. Una sola parola per descrivere la partita della notte: strapotere. I 76ers toccano un vantaggio massimo di 41 punti, chiudendo alla fine a più 35. Markelle Fultz si scatena e fa segnare la sua prima tripla doppia in carriera (13 punti, 10 rimbalzi e 10 assist), Dario Saric ne mette 24 ma il top scorer è Justin Anderson con 25 punti in uscita dalla panchina. I Bucks invece perdendo restano al 7° posto, facendosi scavalcare dagli Heat e affronteranno dunque i Celtics nel primo turno. Jabari Parker segna 25 punti, segno di una guarigione ormai completata (ultime 6 partite sempre sopra gli 11 punti) e Giannis si “limita” a una doppia-doppia da 10 punti e 10 rimbalzi.

Minnesota:

Il respiro di sollievo dei tifosi di Minneapolis si è sentito fino a qua: 8° posto raggiunto all’overtime, al termine di una partita combattuta aspramente da entrambe le parti in causa. Playoff raggiunti per la prima volta dal 2004, e tragedia scongiurata. I Nuggets lottano con le unghie e i denti, consapevoli che è una di quelle partite da “vita o morte” in termini cestistici: riescono a riportarsi in parità dopo un lungo vantaggio di Minnesota ma cadono al supplementare, vittime di una Minnesota forte ma che a volte sembra non consapevole dei propri mezzi. 31 punti di Butler e una doppia-doppia da 26 punti + 14 rimbalzi stendono così i Nuggets, tenuti in piedi principalmente dal solito Nikola Jokic (35+10) e dai 24 punti di Will Barton. 20 sono anche i punti di Jamal Murray, mentre Gary Harris appena rientrato ne segna 10: senza il suo infortunio, i Nuggets avrebbero potuto conquistare quella vittoria in più per andare ai playoff? Non lo sapremo mai, purtroppo per i tifosi di Denver.

Oklahoma City:

C’è poco da dire. La corsa all’MVP quest’anno è un affare a 3, che molto probabilmente vedrà James Harden uscirne vincitore a discapito degli altri due: uno gioca a Cleveland; l’altro gioca ai Thunder. Quest’ultimo signore è ormai storia, avendo concluso la seconda stagione consecutiva con una tripla-doppia di media: l’unico nella storia a raggiungere questo traguardo. C’è davvero da ringraziare per essere spettatori del gioco più bello del mondo, quando una stagione del genere potrebbe non portare al premio di MVP. Non chiude comunque la stagione con una tripla-doppia, ma con una doppia-doppia da 20 e 19; parliamo di rimbalzi e assist, rispettivamente. 40 i punti di Paul George, e OKC archivia la partita coi Grizzlies preparandosi ai Playoff che affronterà dal 4° posto a Ovest.

Portland:

Chiude la stagione al 3° posto ad Ovest, dimostrando come i Trail Blazers ci credano davvero tanto. Damian Lillard, giusto per mettere i puntini sulle i, segna 30 punti e mette a referto 10 assist, per chiudere in bellezza, mentre 19 sono i punti del suo partner CJ McCollum. Sconfitta per i Jazz, ma trionfo stagionale assoluto: arrivare al 5° posto dopo aver perso la propria stella dimostra un carattere da leoni, un gruppo coeso e un allenatore che sa come fare il proprio mestiere. Aggiungiamo un rookie da 20.5 punti a partita e avremo la soluzione all’enigma “Come può essere arrivata così in alto, nell’Ovest ultra-competitivo, una squadra come Utah?”. Se la vedranno con i Thunder, non sempre impeccabili in stagione: ne vedremo delle belle.

Houston:

Chiude la stagione con il miglior record della Lega intera, a 7 vittorie di distacco dai Golden State Warriors che quest’anno sono sembrati meno invincibili del solito (ma guai a considerarli morti e sepolti). L’ultima partita stagionale, tuttavia, non va secondo i piani, dato che Houston perde contro i Sacramento Kings, in lotta quest’anno per le ultime posizioni ad Ovest. A onor del vero, tra i titolari resta il solo Gerald Green a tenere in piedi la baracca con i suoi 31 punti, mentre gli altri si vedono regalare dei minuti in una partita che non avrebbe cambiato nulla in vista del piazzamento finale.

 

Tutti i risultati della notte:

Nets @ Celtics, 97-110

Knicks @ Cavaliers, 110-98

Raptors @ Heat, 109-116

Wizards @ Magic, 92-101

Bucks @ 76ers, 95-130

Pistons @ Bulls, 119-87

Nuggets @ Timberwolves, 106-112

Spurs @ Pelicans, 98-122

Grizzlies @ Thunder, 123-137

Lakers @ Clippers, 115-100

Jazz @ Trail Blazers, 93-102

Rockets @ Kings, 83-96

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