NBA Recap Inside: Ai Clippers il derby di L.A., quinta W in fila per i Celtics

NBA Recap Inside: Ai Clippers il derby di L.A., quinta W in fila per i Celtics

Il recap delle partite NBA della notte.

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Miami Heat @ Milwaukee Bucks 107-103 (33-28, 55-48, 81-83)

Partenza bruciante degli Heat – 33 punti sono season high per punti segnati in un quarto in trasferta – ma Milwaukee riesce a rimanere aggrappata con un ispirato Antetokounmpo. Lui, Monroe e Parker poi limitano i danni quando Miami era volata anche a +12 nel secondo periodo. 13 punti con 5/5 al tiro per il greco e una bomba di Vaughn riaprono la contesa, con i Bucks anche avanti a fine terzo quarto. L’ultimo è tutto un susseguirsi di sorpassi e contro sorpassi. Wade alla fine si ricorda di cosa è stata Milwaukee per lui – il college di Marquette gli ha ritirato la maglia che è appesa soul soffitto del Bradley Center – e spezza la parità con un jumper a 44″ dalla fine. Poi sbaglia due pesanti liberi, ma rimedia con i due che danno il +4 Heat a 4″ dalla sirena finale.

Heat (26-21): Wade 24, Bosh 20, Deng 16, Dragic 12, Stoudemire 12, Green 10, Winslow 6, Udrih 5, McRoberts 2.
Bucks (20-29): Antetokounmpo 28, Monroe 24, Parker 17, Middleton 9, Carter-Williams 9, Plumlee&Vaughn 8, Bayless, Ennis.

Key Stat: 2/12 da 3 impietoso per i padroni di casa, contro il 39% di Miami. 2/13 al tiro per Middleton e virgola per Bayless (entrambi con 0/3 da 3)…

MVP: Dwyane Wade. Mette i punti decisivi nell’ultimo minuto e chiude con 24 punti, 4 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate e 3 stoppate, tirando 7/13 da 2 e 10/13 ai liberi.

 

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Los Angeles Lakers @ Los Angeles Clippers 93-105 (29-28, 49-54, 71-78)

Derby favorevole ai Clippers, ma i Lakers hanno venduto cara la pelle prima di doversi arrendere per la nova volta di fila (il record di franchigia sono le 10 di fila del 1993-94) e la quarantesima in questa stagione. Dopo un primo tempo equilibrato, i Lakers segnano un 10-0 con cui vanno anche avanti, prima che i Clippers ne segnassero uno da 19-7 che li portasse avanti di 7 a fine del terzo quarto. Sembra fatta quando Crawford porta i suoi sul 90-76, ma Randle non ci sta e i Lakers sono di nuovo a -8. Lo strappo decisivo arriva subito dopo, con il tabellone che segna 96-82 e i Lakers non torneranno più sotto la doppia cifra di ritardo.

Lakers (9-40): Randle 23 (14 rimbalzi), Clarkson 17, Hibbert 12, Williams 11, Russell 8, Young 5, Brown 5, Nance 4.
Clippers (31-16): Paul 27, Rivers 17, Stephenson 16, Crawford 15, Johnson 9, Redick 7, Aldrich 6, Jordan 6 (17 rimbalzi), Wilcox 2, Mbah a Moute, Prigioni, Ayres.

Key Stat: decisivo il contributo della panchina: quella dei Clippers ha infatti demolito quella Lakers 56-25.

MVP: Chris Paul. 27 punti, 7 assist, 1 rimbalzo e 2 rubate, tirando 8/12 da 2 e 3/6 da 3.

 

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Cleveland Cavaliers @ Detroit Pistons 114-106 (33-27, 66-58, 96-78)

Anche nella serata del season-high di Kevin Love e dell’ottima vena al tiro di Kyrie Irving, si chiacchiera soprattutto delle gesta di LBJ, non c’è niente da fare. Anche perché l’aria di Detroit deve aver scosso l’equilibrio emotivo del ”Prescelto” che, nella stessa serata in cui ha raggiunto i 26.000 punti in carriera, ed è stato il più giovane di sempre a farlo, ha trovato il tempo per litigare platealmente con compagni rei di mancanze difensive ed avversari indisponenti abili nel cogliere il suo stato di nervosismo, testimoniato da una schiacciata mancata in campo aperto mai vista prima.
Scampoli del vecchio (giovane) LeBron umorale che conoscevamo, e che i soloni da tastiera tanto amavano, nella vittoria tutto sommato più agevole del previsto dei Cavs al Palace of Auburn Hills. I Big Three dell’Ohio hanno combinato per 78 punti, e praticamente qui inizia e qui finisce il discorso, in quanto si tratta di una produzione che pochissime squadre in questa lega possono fronteggiare. A tenere a galla i Pistons nel corso del match è stato il duo Jackson-Drummond, coadiuvati dallo specialista del tiro dall’arco Caldwell-Pope, in particolar modo il primo che si conferma alla migliore stagione in carriera finora, anche se una sua tripla spedita sul ferro nel clutch-time poteva rimettere in gioco i suoi in quel che sarebbe stato un finale arroventato. Coach Lue ottiene così la sua terza vittoria consecutiva dopo la pesante sconfitta all’esordio contro i Bulls ma, rispetto alle precedenti avversarie, tutt’altro grado di difficoltà gli si presenterà tra qualche giorno, quando gli Spurs faranno visita a Cleveland.

Cavs (33-12): Love 29, James 20, Thompson 11 (14 rimbalzi), Irving 28, Smith 6, Mozgov 12, Jefferson, Dellavedova 5, Cunningham, Jones, Shumpert 3.
Pistons (25-22): Ilyasova 11, McMorris 14, Drummond 20, Jackson 15, Caldwell-Pope 19, Johnson 15, Jennings, Hilliard, Tolliver 8, Anthony, Baynes 4.

Key Stat: Partita di buon livello tecnico con poche palle perse e percentuali dignitose, in cui i Cavs hanno prevalso soprattutto grazie al 27 su 29 ai liberi.

MVP: Premio a Kevin Love, preferito ad Irving perché in quanto principale artefice dei parziali decisivi.

 

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Houston Rockets @ Oklahoma City Thunder 108-116 (29-22, 58-55, 83-89)

Quando questi tre si ritrovano sullo stesso parquet, poco importa se da compagni o da avversari, lo spettacolo è sempre dei più gradevoli. Durant-Westbrook-Harden hanno deliziato gli appassionati nella sfida tra Thunder e Rockets andata in scena alla Chesapeake Energy Arena, vinta dai padroni di casa dopo che a lungo erano stati indietro nel punteggio.
Eppure il protagonista (in negativo) del punto nodale del match è stato Dwight Howard: il centro dei texani si è fatto espellere per doppio tecnico nel corso del terzo periodo, consentendo agli avversari, in particolar modo ad Enes Kanter (20 dei suoi 22 dopo l’uscita di scena di ”Superman”), di banchettare all’interno del pitturato. Corey Brewer con i suoi 17 punti è stato forse l’unico ad andare dietro ad Harden, ma Westbrook con l’ennesima tripla doppia in carriera e Durant con un trentello dei suoi hanno imperversato nella già porosa difesa di Houston Il quarto periodo è filato tutto sommato liscio per i padroni di casa, capaci di tenere gli avversari a distanza di sicurezza pur senza riuscire ad ammazzare definitivamente la partita, forse il difetto principale degli uomini di coach Donovan. Vittoria di cui tener conto per Oklahoma, che dovrà fare i conti con un calendario thriller nel 2016, dove affronterà tutte le superpotenze della lega, alcune più di una volta. I Rockets, dal canto loro, possono pervenire tranquillamente alla postseason, ma al momento sono in una situazione di pericolo con un record appena superiore al 50%.

Rockets (25-24): Ariza 8, Howard 8, Beverley 9, Harden 33, Brewer 17, Jones 4, Capela 12, Smith 10, Thornton 2, Lawson 5.
Thunder (36-13): Ibaka 2, Durant 33 (12 rimbalzi), Adams 5 (10 rimbalzi), Westbrook 26 (14 assist, 10 rimbalzi), Waiters 16, Singler 3, Kanter 22 (10 rimbalzi), Augustin 3, Morrow 6.

Key Stat: Complice la prematura uscita di Howard, il dominio sotto canestro dei Thunder con 33 canestri da 2 e un +17 alla voce rimbalzi (57-40).

MVP: Nell’alternanza tra i due, stavolta tocca a Russell Westbrook prevalere su Durant: altra tripla doppia per lui (i Thunder sono 21-4 quando il loro play ne fa una).

 

 

Le altre gare della notte:

 

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Minnesota Timberwolves @ Utah Jazz 90-103 (29-27, 55-56, 69-82)

Timberwolves (14-34): Towns 32 (12 rimbalzi), Dieng 20 (15 rimbalzi), LaVine 19, Muhammad 11, Wiggins 5, Rubio 3, Prince, Pekovic, Bjelica.
Jazz (21-25): Hood 22, Favors 20, Gobert 14 (12 rimbalzi), Hayward 12, Burke 12, Booker 11, Neto 9, Ingles 3, Johnson, Lyles, Withey.

 

Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 91-109 (25-21, 45-50, 69-83)

Hornets (22-25): Williams 20, Roberts 17, Walker 14, Kidd-Gilchrist 13, Hansbrough 12 (14 rimbalzi), Hawes 5, Daniels 5, Batum 3, Kaminsky 2, Hairston.
Blazers (22-26): Lillard 22, Crabbe 20, Aminu 17 (12 rimbalzi), McCollum 17, Plumlee 13 (12 rimbalzi), Leonard 9, Vonleh 6, Davis 3, Henderson 2.

 

Brooklyn Nets @ Dallas Mavericks 79-91 (18-25, 39-51, 55-71)

Nets (12-35): Lopez 28 (12 rimbalzi), Johnson 13, Sloan 13, Ellington 12, Young 11 (10 rimbalzi), Bargnani 2, Bogdanovic, Larkin, Robinson, Karasev, Brown.
Mavericks (27-22): Parsons 19 (10 rimbalzi), Pachulia 16 (12 rimbalzi), Barea 13, Nowitzki 12, Felton 9, Williams 8, Mejri 7, Villanueva 3, Matthews 2, Anderson 2, Powell.

 

Orlando Magic @ Boston Celtics 94-113 (22-26, 50-62, 77-90)

Magic (20-25): Gordon 10, Harris 12, Vucevic 14, Payton 12, Oladipo 11, Frye 2, Nicholson 2, Smith 6, Napier 13, Dedmon 2, Appling, Hezonja 2, Fournier 8.
Celtics (27-21): Johnson 5, Crowder 15, Sullinger 11 (11 rimbalzi), Bradley 6, Thomas 14, Jerebko 13 (10 rimbalzi), Zeller 2, Olynyk 16, Smart 16, Hunter, Young, Turner 15.

 

Phoenix Suns @ New York Knicks 84-102 (16-26, 40-58, 61-85)

Suns (14-34): Tucker 9 (10 rimbalzi), Chandler 2 (12 rimbalzi), Len 6, Goodwin 6, Booker 21, Teletovic 4, Leuer, Warren 12, Morris 6, Weems 6, McRae 12.
Knicks (23-26): Porzingis 7, Anthony 19 (10 rimbalzi), Lopez 13, Afflalo 17, Galloway 11, Amundson, Williams 10, Antetokounmpo 2, O’Quinn 4, Thomas 8, Vujacic 7, Grant 4.

 

 

– di Ario Rossi e Domenico Laudando

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