NBA Recap Inside: Boston non molla Toronto, Miami non blinda i playoff

NBA Recap Inside: Boston non molla Toronto, Miami non blinda i playoff

Le 5 partite della notte NBA riassunte nei loro numeri più interessanti

di Domenico Laudando

–  52+41

Fa 93, la somma delle sconfitte delle ultime due squadre capaci di espugnare l’American Airlines Arena, in quelle che per gli Heat dovevano essere due semplici tappe di transizione verso i playoff, e se quella di inizio marzo contro i Lakers lasciò pochi strascichi (seppur arrivata con un pesante passivo), quella di stanotte contro i Nets getta una secchiata di malumore sul sistema Spoelstra. La partita, come efficacemente riassunto da coach Atkinson, è stata una ”good old-fashioned brawl”, decisa perlopiù dalle individualità di Jefferson e LeVert, da cui i padroni di casa sono usciti malconci nel fisico (vedi gli acciacchi di Wade, a cui non è stato fischiato un fallo alquanto palese nel possesso decisivo) e nella psiche, come testimoniano le lamentele verso minutaggio concessogli da parte di Whiteside, che si è riferito a se stesso in terza persona quando interpellato dalla stampa, definendo uno spreco il poco utilizzo di uno dei migliori centri della lega: brutto segnale. Ora, la conquista della postseason è una formalità, e probabilmente affrontare Raptors o Celtics al primo turno poco cambia, ma Miami ha diverse spigoli da smussare in vista degli appuntamenti che valgono una stagione.

Brooklyn Nets @ Miami Heat 110-109 OT (22-32; 48-55; 80-76; 101-101)

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– 35% campo e 7 palle perse

Dovesse mai verificarsi l’addio di LeBron James alla Eastern Conference nella prossima estate, state tranquilli: quella tra Celtics e Raptors sembra avere tutti i crismi di una rivalità pronta a protrarsi per diversi anni e che, abbinata alla crescita di 76ers e Bucks, può movimentare e non di poco le acque dell’Atlantico. I numeri sopra snocciolati sono ciò di cui è stata capace la difesa di Boston nella cura dell’attacco canadese nell’ultimo e decisivo quarto della sfida in Massachussets, periodo in cui gli uomini di coach Casey sono stati forzati a soli 15 punti segnati. Come facciano i verdi, dopo una stagione tutta al massimo e in un contesto di stanchezza e infortuni, ad andare costantemente al di là della soglia e spingersi sempre un po’ più lontano all’interno di questo spazio immaginario, non si spiega e non va spiegato, merita solo stupore e ammirazione. Come loro meritano di tenere viva la corsa alla prima testa di serie, che però vede ancora i canadesi in posizione di vantaggio, con però ancora uno scontro diretto da giocare. Top scorer ancora una volta Marcus Morris, che non si sta facendo fermare da qualche acciacco risultando la prima arma offensiva dei suoi in contumacia Irving, oltre che credibile centro emozionale del team quando non ha sorvolato su un contatto duro a pochi secondi dalla fine, argomentando animatamente e ”guadagnandosi” un’espulsione, ininfluente ai fini del risultato, ma che manda un messaggio per l’ultimo scontro di stagione regolare che avverrà a breve, e non è detto che sarà l’ultimo di questa annata.

Toronto Raptors @ Boston Celtics 99-110 (33-31; 55-53; 84-82) 

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– 55 (and counting)

Con la passeggiata sul campo dei Sacramento i Kings, i Golden State Warriors raggiungono quota 55 vittorie per la quarta stagione consecutiva, impresa riuscita solo altre 14 volte nella storia della lega. Sempre orfani di Curry, in questo annoiato finale di regular season, gli Warriors si sentivano in dovere di dare una lezione ad un avversario reo di averli battuti due volte su tre nei confronti precedenti. I Kings non hanno mostrato segni di resistenza, in un match immediatamente instradato verso quelli della baia, e blindato con il solito gran terzo quarto dei campioni in carica. Contenuti tecnici e statistici poco interessanti, la partita ha fatto maggiormente parlare di sé per un momento dall’alto impatto emotivo come l’angosciante infortunio occorso a Pat McCaw, caduto malissimo sulla schiena e rantolante nel dolore a seguito di ciò, è stato trasportato fuori in barella nella preoccupazione generale, dipinta in particolar modo sul volto di coach Kerr, che ha perso il suo aplomb rivolgendo diverse imprecazioni al carnefice della situazione, il veterano Vince Carter, la cui consapevolezza nel gesto risulta difficile da stabilire.

Golden State Warriors @ Sacramento Kings 112-96 (28-25; 57-49; 93-69)

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Le altre gare della notte:

Detroit Pistons @ New York Knicks 115-109 (30-27; 56-54; 85-84)
Charlotte Hornets @ Washington Wizards 93-107 (27-30; 51-50; 74-87)

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