NBA Recap Inside: Brooklyn e il sogno playoff, quello di Giannis si chiama MVP

NBA Recap Inside: Brooklyn e il sogno playoff, quello di Giannis si chiama MVP

Sessione pomeridiana in NBA nel giorno del grande sognatore, sei sfide che hanno dato indicazioni nella corsa playoff nella Eastern Conference

di Domenico Laudando
nypost.com

Sessione pomeridiana nella giornata dedicata alla memoria a Martin Luther King, ricorrenza che ha il suo peso in una lega composta prevalentemente da atleti afroamericani. Matinée caratterizzati dallo scarso equilibrio a New York e Cleveland, dove Thunder e Bulls hanno espugnato senza grossi affanni due compagini che mai hanno avuto qualcosa da chiedere a questa stagione. Tra le due una lieve forma di resistenza la offre Cleveland, che però paga una serata disastrosa al tiro e lascia strada libera alla vena offensiva di LaVine, insolitamente sotto controllo alla guida dell’attacco chicagoano; il +20 all’intervallo lungo del Madison Square Garden costituiva una parete troppo grande da scalare per i derelitti Knicks, travolti nel  primo quarto dal talento di Paul George e dall’energia del compare Westbrook, che ha chiuso ad un solo assist dalla tripla doppia. Molto positiva anche la prova del supporting cast, approdato in doppia cifra con 4 uomini (più Ferguson autore di 9 punti).

La sfida più suggestiva del turno era probabilmente quella di stampo FIBA che vedeva contrapposti Antetokounmpo e Doncic, all’interno di una partita tesa tra Milwaukee e Dallas. Il greco ha vinto sia la battaglia che la guerra, snocciolando la solita prova totale e costante nell’arco dei 48 minuti, mentre lo sloveno ha a tratti litigato coi ferri del Fiserv Forum ma questo non gli ha impedito di far registrare la prima tripla doppia della sua giovane carriera d’oltreoceano. In merito all’esito della contesa, ha prevalso la squadra più solida e col sistema più funzionale ai giocatori che impiega, perché attorno a Giannis c’è tanto altro, come dimostra il fatto che tutto il quintetto titolare ha raggiunto la doppia cifra; spostandoci alla Capital One Arena di Washington, è andata in scena la risposta alla domanda su chi sia la principale candidata alla rimonta verso l’ottavo posta ad Est: stando alla verità del campo, Washington ha mostrato di avere un maggiore slancio rispetto a Detroit, forte di un’incoraggiante prova corale in contumacia Wall. 7 uomini in doppia cifra capitanati da un Ariza in grande spolvero hanno scavato il solco già nel primo tempo contro gli ospiti dalla mira disallineata, orfani di Drummond e dimostratisi competitivi solo nella persona di Blake Griffin. Continua la stagione anonima degli uomini di coach Casey, mentre squadre come Charlotte e Miami hanno di che tremare osservando il rientro dei capitolini.

Nella prima serata italiana altre due squadre con legittime speranze di postseason ad est affrontavano i loro rispettivi impegni: da una parte Orlando faceva visita ai giovani scapestrati di Atlanta mentre dall’altra Brooklyn ospitava i briosi Sacramento Kings. Certo i Magic nel trenino delle squadre racchiuse tra il sesto e l’undicesimo posto forse rappresentano il vagone meno gettonato, ma se il duo europeo Vucevic-Fournier si tiene sui livelli mostrati stasera in Georgia anche gli uomini di coach Clifford possono dire la loro. Partita non bellissima che ha visto l’allungo decisivo degli ospiti a cavallo tra terzo e quarto periodo, con gli Hawks troppo inconsistenti nella metà campo difensiva per avere fondate speranze di rimonta; forse le sorprese più gradite della stagione faccia a faccia al Barclays Center, dove i Nets hanno prodotto una prova di grande maturità con un secondo tempo di spessore in entrambi i lati del campo abbattendo le resistenze dei Kings. Un saggio di playmaking nei secondi 24′ da parte di D’Angelo Russell, protagonista di una sequenza impressionante di scelte azzeccate, ha trasformato in men che non si dica una partita equilibrata in una lunga volata vincente dei padroni di casa. Insieme ad uno dei candidati per il MIP a fine anno, la solita energia di Dinwiddle unita alla solidità di Harris e Kurucs tra gli ingredienti principali di questo successo, con Sacramento uscita forse troppo presto dalla contesa nei suoi uomini più rappresentativi Fox e Hield, con il solo Bogdanovic marinaio nella tempesta brooklyniana.

I risultati:

Oklahoma City Thunder @ New York Knicks 127-109 (George 31, Westbrook 17+10r+9r, Schroder 17; Hardaway Jr. 23, Trier 16, Mudiay 14)
Chicago Bulls @ Cleveland Cavaliers 104-88 (LaVine 25, Portis 15; Sexton 18, Zizic 13)
Dallas Mavericks @ Milwaukee Bucks 106-116 (Doncic 18+11r+10a, Brunson 16, Jordan 15+15r; Antetokounmpo 31+15r, Bledsoe 21, Brogdon 19, Lopez 16+10r)
Detroit Pistons @ Washington Wizards 87-101 (Griffin 29, Bullock 12; Ariza 20+12r, Porter Jr. 19, Beal 16)
Orlando Magic @ Atlanta Hawks 122-103 (Vucevic 29+14r, Fournier 29, Ross 16; Dedmon 24, Young 21, Collins 14+10r)
Sacramento Kings @ Brooklyn Nets (Bogdanovic 22+11a, Jackson 14; Russell 31, Harris 19. Kurucs 16)

 

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