NBA Recap Inside: colpi esterni di Jazz, Blazers e Kings; Lakers alla terza W consecutiva

NBA Recap Inside: colpi esterni di Jazz, Blazers e Kings; Lakers alla terza W consecutiva

Sei partite nella domenica NBA: ecco il nostro consueto riepilogo.

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Parite clou 

Utah Jazz @ New York Knicks 114-109 (20-30; 49-54; 78-80)

Rientri e riunioni nel matinee (americano) che apriva il blocco domenicale di partite. Al Madison Square Garden i Jazz riabbracciavano Jeff Hornacek, il cui nome sempre sarà associato alla franchigia dei mormoni, ma lo sfidavano in quanto coach della squadra avversaria, e ritrovavano Gordon Hayward dopo il singolare infortunio alla mano della preseason. I Knicks, alla proverbiale ricerca di continuità, partivano forte con un ispiratissimo Porzingis, frenato solo dai problemi di falli, e un solido Carmelo Anthony. Hayward ci mette poco a ritrovare il ritmo partita e tiene a galla i suoi nei quarti centrali, dove Utah rosicchia punto dopo punto grazie ad una meticolosa ricerca del tiro ad alta percentuale, ricevendo in premio diversi viaggi in lunetta. Gli ospiti, sospinti dal brio del proprio backourt, piazzavano il parziale spacca-partita all’alba del quarto periodo, nel momento in cui i titolari di New York stavano rifiatando in panchina. Il resto lo rifiniva la compattezza difensiva dei Jazz, vero marchio di fabbrica della truppa di coach Snyder.

Jazz (4-3): Favors 13, Hayward 28, Gobert 13, Hill 23, Hood 18, Lyles 5, Joe Johnson 10, Ingles, Exum, Mack 4.
Knicks (2-4): Porzingis 28, Anthony 28, Noah 4, Rose 18, Lee 10, O’Quinn 4, Kuzminskas 5, Thomas 5, Jennings 5, Holiday 2.

MVP: Il più talentuoso e al contempo l’equilibratore della squadra di Utah, Gordon Hayward è un giocatore dai grandi istinti cestistici che, dopo appena 10′ di rodaggio, ha subito impresso il marchio sulla vittoria dei suoi con 28 punti e un impressionante 14/14 dalla lunetta.  

blazersedge.com

Portland Trail Blazers @ Memphis Grizzlies 100-94 (25-22; 47-51; 76-77)

Colpaccio Portland nel Tennessee, al termine di una sfida tiratissima contro un avversario tra i più tignosi dell’intera lega. Mattatore della contesa stavolta è C.J. McCollum, autore di una prova di una continuità disarmante, agevolata anche dalle speciali attenzioni che la difesa di Memphis ha riservato a Damian Lillard, i cui 34.2 punti di media alla palla a due costituivano la principale fonte di preoccupazione per coach Fizdale. I Grizzlies hanno giocato con un Conley sofferente al tendine d’Achille e anche per questo, hanno spedito lo specialista Tony Allen sulle tracce di ”Dame”, asssegnando al loro play titolare un accoppiamento più morbido, mossa ben congegnata che però ha perso d’impatto primo al secondo fallo veloce di Allen, poi con il fastidio all’anca che ha condizionato la partita dell’ex Celtic. Con ill punteggio che ha visto ben 13 sorpassi nell’arco del match, la differenza l’ha fatta la prova dei secondi violini: laddove il debuttante Parsons litigava coi ferri e con la partita, il buon C.J. metteva a segno tutte le giocate decisive del clutch time, prendendo in prestito, per una sera, il mantello da supereroe del compagno col numero 0.

Blazers (4-3): Plumlee 7, Aminu 8, Harkless 18, McCollum 37, Lillard 19, Leonard 3, Davis 2, Vonleh, Turner, Crabbe 6.
Grizzlies (3-4): Green 5, Parsons, Gasol 21, Conley 16, Allen 11, Martin 3, Randolph 15, Ennis 7, Harrison 5, Carter 11.

MVP: 37 punti con 23, economici, tiri. Che fosse una grande serata per lui s’era notato dalla partenza sprint con 10 punti nel primo quarto, ma che C.J. McCollum togliesse addirittura lo scettro di migliore sul parquet a questo Lillard era difficile da immaginare: 6 delle 14 triple di squadra portano la sua firma.

cp24.com

Sacramento Kings @ Toronto Raptors 96-91 (20-23; 44-50; 68-66)

La coppia Cousins-Gay si conferma una delle più calde del momento in NBA ma, come tante volte accade, la loro prestazione non è fine a sè stessa anzi, vale una vittoria su un parquet che non vedrà corsari molti team in questa stagione. I Toronto Raptors erano in striscia positiva, in particolar modo l’attenzione era catallizzata dalle gesta di DeRozan, autore di 5 partite al di sopra dei 30 punti segnati nelle prime 5 uscite. Tutto lasciava presagire che il pronostico sarebbe stato rispettato, infatti i Raptors partivano con le marce alte per distanziare gli avversari, seppur privi di Valanciunas. La difesa di Sacramento reagiva bene, le percentuali dei canadesi non avranno impennate per tutto il match, ma l’attacco era stagnante, viste le poche alternative a quei due. La partita procedeva a sprazzi ma sui binari dell’equilibrio, quando Rudy Gay decideva di aprire il fuoco da lontano mettendo a segno due triple in rapida successione che creavano la crepa poi rivelatasi decisiva. A suggellare la vittoria, una grande giocata difensiva di Cousins su DeRozan e i tiri liberi che mandavano i titoli di coda su questa imprevedibile partita.

Kings (3-5): Gay 23, Koufos 13, Cousins 22 (14 rimbalzi), Lawson 5 (11 assist), Afflalo 12, Barnes 8, Casspi 2, Farmar 3, Temple 8.
Raptors (4-2): Carroll 4, Siakam 10, Poeltl 6, Lowry 15 (10 assist), DeRozan 23, Patterson 6, Ross 8, Nogueira 7, Joseph 8, Powell 4.

MVP: Da condividere tra l’ex col dente avvelenato Rudy Gay, che ha prodotto materiale da Top 10 della notte, e il centro dominante DeMarcus Cousins: i punti sì, i rimbalzi ok, ma la stoppata su uno dei migliori attaccanti della lega come DeRozan vale partita e menzione speciale.

thesmokingcuban.com

Milwaukee Bucks @ Dallas Mavericks 75-86 OT (27-19; 39-47; 56-59; 74-74)

Non per amanti degli attacchi. Due squadre afflitte da cronici problemi offensivi, con Milwaukee messa meglio in generale per via di record e futuribilità. A portarla a casa è però Dallas, che muove finalmente la casella delle vittorie dopo 5 sconfitte consecutive. La nota lieta tra i texani si chiama Harrison Barnes che, finalmente investito di responsabilità, risponde con un career-high da 34 punti, compreso il lay-up mancino del 74-74 di fine regolamentari. Dopo che le due squadre avevano fatto proprio un quarto per parte, il secondo tempo ha visto lasciarle anche quelle due idee offensive in croce, palesando una serie di errori quasi senza precedenti. Uno dei più lucidi era il veterano J.J. Barea, intento a rendere un po’ più semplice un gioco che le due squadre stavano facendo diventare maledettamente complicato. Il supplementare non ha avuto storia, Milwaukee era alla seconda del back to back e ha ceduto di schianto, segnando solo un tiro libero in tutti e 5 i minuti, mentre Matthews la chiudeva con la tripla dall’angolo del +9 a un minuto dalla sirena.

Bucks (4-3): Parker 16, Snell 5, Antetokounmpo 11, Plumlee 4, Dellavedova 2, Teletovic 9, Henson, Monroe 14 (12 rimbalzi), Beasley 7, Terry, Brogdon 7.
Mavericks (1-5): Barnes 34, Bogut 2 (16 rimbalzi), Barea 21, Matthews 9, Anderson 4, Powell, Brussino, Finney-Smith 5, Mejri 4, Curry 7.

MVP: In tutto il marasma che s’era creato, Barea è stato il più lucido di tutti, ma è giusto premiare il massimo in carriera di Harrison Barnes che, nonostante le percentuali non sbalorditive, è sicuramente la stella offensiva dei Mavericks.

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