NBA Recap Inside: Dallas sopravvive al Garden, Houston vince la prima del dopo-McHale

NBA Recap Inside: Dallas sopravvive al Garden, Houston vince la prima del dopo-McHale

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nba.com
Minnesota Timberwolves @ Orlando Magic OT 101-104 (25-17; 52-38; 76-71; 93-93) Appaiate nel record, Magic e Timberwolves giungono a questa sfida dal sapore NCAA con addosso il cartello di squadre più futuribili della lega. In attesa della loro maturazione, fanno divertire chi assiste al processo di crescita di questa generazione di cestisti, alla quale si perdona qualche errore di fronte all’enorme quantità di talento di cui sono provvisti. Minnesota ritrova Rubio in quintetto, Orlando recupera Oladipo dopo due turni in infermeria. Lecito attendersi una partita di parziali, e il primo lo mettono a segno gli ospiti che, a cavallo tra primo e secondo periodo, trascinata dagli sforzi di Towns e Wiggins sapientemente diretti dal play iberico, raggiungono la doppia cifra di vantaggio che mette i Magic davanti al primo momento d’imbarazzo della partita. Coach Skiles è inquieto, stato d’animo testimoniato dalle continue rotazioni con cui rimodella il suo quintetto ma, complice il cattivo impatto sul match dei suoi giocatori cardine, sprofonda fino al -15 all’intervallo lungo, con addirittura un 7-0 subito nell’ultimo minuto del tempo. La condizione di lavorare con atleti non del tutto formati ti dà, oltre a tante altre, la possibilità di operare scelte al limite del drastico, come quando l’ex allenatore di Milwaukee lascia fuori Vucevic al rientro dagli spogliatoi (e non calcherà il parquet per il resto del match) e allo stesso Oladipo verrà concesso un misero minutaggio. La cura stavolta funziona, anche perché gli altri sono ancora pregni di quell’essere disfunzionali caratteristico dell’età, e Orlando ricuce lo strappo in presenza della giornata di grazia di Evan Fournier. Si entra nelle fasi calde e si palesa tutta la difficoltà di eseguire sotto pressione per queste due squadre, ma l’intensità è quella giusta e, soprattutto i T’Wolves, realizzano la difficoltà nel segnare dal campo e cercano di muovere il tabellone dalla lunetta. Finale concitato: polemica arbitrale su un canestro annullato a Payton per aver pestato la linea di fondo, tutto questo accade sul +2 Orlando a 5 secondi dalla fine. I ”lupi” hanno il possesso per impattare o anche vincere la partita e si affidano al creatività di Wiggins e la prima scelta del draft 2014 li ripaga col canestro di tabella in avvicinamento che manda la contesa al supplementare non prima che Towns, il futuro della lega, respinga prodigiosamente il lay-up di Harris, ricacciandone l’urlo in gola. A rompere gli equilibri ci pensa ancora Fournier che, dopo un rimbalzo offensivo di Jason Smith, connette con la tripla del +3 con 3 secondi sul cronometro della partita. L’ultima replica spetta a LaVine, ma il suo tentativo si spegne lontano dal bersaglio. Iniezione di stima per tutto il roster di Orlando, che dopo questa vittoria perviene al 50% di vittorie. Timberwolves (5-7): Payne, Prince 4, Towns 21 (12 rimbalzi, 6 stoppate), Rubio 8 (12 assist, 12 rimbalzi), Wiggins 28, Bjelica 3, Muhammad 4, Dieng 7, LaVine 14, K. Martin 12 Magic (6-6): T. Harris 12 (11 rimbalzi), Fournier 26, Vucevic 8, Payton 24 (7 rimbalzi, 6 assist), Oladipo 1, Gordon 5, Frye, Ja. Smith 5 (10 rimbalzi), Nicholson 8, Dedmon 4, Napier 9, Hezonja 2 Key Stat: Il buon 43% dal perimetro dei Magic, che diventa ottimo se comparato al pessimo 22% degli avversari. MVP: Tra tanti prospetti made in USA, la testa avanti la mette il francese Evan Fournier, con i suoi 26 punti, 3 dei quali hanno regalato la vittoria a Orlando.
bleacherreport.com
Dallas Mavericks @ Boston Celtics 106-102 (16-31; 45-54; 70-78) Il TD Garden di Boston è la sempre affascinante cornice che avvalora la già interessante sfida tra i Dallas Mavericks e i Boston Celtics. Ben lontani dalle selvagge contese per la file avanzate della griglia, le due squadre godono di un ottimo stato di salute, e se dai Celtics ci si poteva aspettare un buon inizio di stagione dopo gli ottimi segnali della scorsa annata, i Mavs’ possono essere annoverati tra le sorprese di questa prima ventina di giorni, stando anche alla travagliata estate trascorsa da Cuban in termini di mercato, con quasi tutte le trattative principali andate in fumo, alcune anche in modo beffardo. Alla palla a due Dallas si presenta senza Charlie Villanueva, assente giustificato per la nascita della sua seconda figlia, mentre i Celtics sono a ranghi completi, con Avery Bradley ancora in veste di sesto uomo. I padroni di casa sembrano subito decisi ad inanellare la terza W consecutiva contro una big dell’Ovest (dopo Thunder e Rockets), infatti il 7-0 dei primi due minuti costringe Carlisle a chiamare un timeout sul campo. I texani stentano comunque a mettere il guinzaglio agli indemoniati verdi, che allungano ulteriormente nel punteggio con una prova di grande intensità in entrambe le fasi di gioco, con Sullinger in grande spolvero. A rincarare la dose arriva la seconda ondata dalla panchina sintetizzata in un subito caldo Bradley, in missione per riprendersi il posto in quintetto. Il vantaggio tocca il +17 in apertura di secondo periodo ma, dopo essersi stabilizzato per un po’, subisce un significativo ridimensionamento quando ”WunderDirk”, insieme al backourt di Dallas, aumenta il fatturato con un’ottima varietà offensiva. All’intervallo lungo gli ospiti si riportano sotto la doppia cifra di scarto, poi annullato del tutto ad inizio secondo tempo con l’apporto anche del redivivo Parsons. Il terzo quarto al Garden evoca sempre bei ricordi, e questa versione dei Celtics non vuole essere da meno rispetto alle gloriose passate: i padroni di casa riprovano la fuga e in parte la concretizzano (+10), con le riserve dei lunghi Olynyk e Lee sugli scudi, ma Dallas reagisce con eccellenti brani di basket offensivo. Il vantaggio si dissolve e l’inerzia passa ai texani, una volta che gli uomini di coach Stevens perdono ritmo in attacco e fiducia in difesa. Nowitzki traccia la strada, Matthews e soprattutto Deron Williams firmano le giocate decisive. Crowder è l’ultimo ad arrendersi e, anche a causa di uno 0/2 di Felton dalla lunetta, porta i suoi ad avere il possesso sul -2 a 20 secondi dalla fine, ma è lo stesso Felton a sfilarla dalle mani di un Isaiah Thomas una volta tanto titubante nell’azione d’attacco. Battuta d’arresto non eccessivamente preoccupante per Boston, che ha comunque evidenziato ulteriori passi in avanti nel processo di sviluppo del progetto. Dallas sa che nel ”selvaggio West” quando si andranno a fare i conti alla fine della stagione, questo tipo di vittorie possono risultare decisive nel raggiungimento dei playoff. Mavericks (8-4): Nowitzki 23, Parsons 8, Pachulia 14 (12 rimbalzi), D. Williams 16, Matthews 18, Powell 6, Evans, Barea 7, Felton 9, D. Harris 5 Celtics (6-5): A. Johnson 6, Crowder 14, Sullinger 18 (12 rimbalzi), I. Thomas 19, Smart 2, Lee 14, Jerebko, Olynyk 5, Bradley 18, Turner 6 Key Stat: Le percentuali dal campo, 51% a 41% per i vincitori, che sono anche andati molto più spesso in lunetta(35-24). MVP: Deron Williams non è a Dallas per svernare, 16 punti concentrati nelle fasi cruciali del match.
latinpost.com
Chicago Bulls @ Phoenix Suns 103-97 (31-18; 53-47; 72-70) Nella nottata NBA, I ragazzi di coach Hoiberg strappano l’ennesima vittoria corfermandosi una delle franchigie più in forma dell’Eastern Conference. I Tori guidati da un Butler in formato MVP (32 punti,6 rimbalzi e 2 assists per lui) partono subito forte chiudendo il primo quarto con un largo vantaggio grazie proprio ai primi dieci punti del “maggiordomo”. Nel secondo e nel terzo quarto si risveglia la coppia Bledsoe-Knight, la quale, pur non tirando con ottime percentuali, riesce a riagguantare i Bulls in fuga. Nell’ultimo periodo di gara la partita rimane in grande equilibrio fino a 4 minuti dal termine , quando Hinrich prima (che partiva in quintetto vista l’assenza di Rose) e Butler poi  decidono d’accelerare e portare a casa una vittoria che fa morale e classifica, andando in tal modo a riagguantare il primo posto della  Conference. Chicago Bulls(8-3): Butler 32(6 rimbalzi), Gasol 17(8 rimbalzi), Hinrich 14, Brooks 12, Mirotic 10, McDermott 8, Noah 11 rimbalzi, Gibson 6, Moore 4 Phoenix Suns(6-5): Knight 23, Bledsoe 21(7 rimbalzi), PJ Tucker 20( 7 rimbalzi), Chandler 6(9 rimbalzi). Morris 6, Len 6, Leuer 1, Booker 6, Price 2, Teletovic 6 Key stat: I Bulls tirano meno e segnano di più dal perimetro (47% contro il misero 29% dei Suns). Inoltre riescono a far  entrare in ritmo più giocatori differentemente dai Suns che, fatta eccezione per Tucker e il duo Knight-Bledsoe, non trovano sbocchi offensivi. MVP: Jimmy Butler. L’ex Eagles è potenzialmente un giocatore totale e lo sta dimostrando proprio questa settimana: prima l’ottima prova difensiva contro Paul George, adesso invece una gara in cui ha messo il luce tutte le sue abilità offensive. Con un giocatore simile e in questo stato di forma, i Bulls possono veramente ambire alla vittoria finale.   Portland Trail-Blazers @ Houston Rockets OT 103-108 (21-22; 46-35; 76-61; 99-99) Al Toyota Center, si è svolta una delle gare più emozionanti della nottata NBA. A fronteggiarsi sono due squadre in crisi di risultati e d’indentità; da una parte i Blazers reduci da 6 sconfitte consecutive, dall’altra i Rockets alla prima partita senza coach McHale, “silurato” per gli scarsi risultati.  Tra le fila dei Rockets torna in quintetto il trentottenne Jason Terry a discapito di Ty Lawson: il grande colpo di mercato di Morey stenta ad ambientarsi in Texas. Nella prima metà di gara Portland dimostra d’essere più solida, sottolineando ancor di più i limiti difensivi di Houston. La musica però cambia a partire dal terzo quarto, quando si scatena James Harden che con i suoi punti e assists  riagguanta i Blazers in fuga dall’inizio del match . Per il “Barba” 45 punti (di cui 35 solo nella seconda metà di gara), 8 rimbalzi, 11 assists e 5 rubate. Da sottolineare, tra le fila dei Rockets, la prova di Corey Brewer( 16 punti) abile a farsi trovare pronto per il Buzzer Beater che ha concesso l’overtime alla sua squadra. Tra i Blazer ottima gara del duo Lillard-McCollum che, nonostante le cattive statistiche al tiro, dimostra d’essere l’asset su cui concentrare la ricostruzione. Per loro 52 punti dei 103 totali messi a referto dall’intera squadra. Portland Trail-Blazers(4-9): Lillard 23, McCollum 19, Crabbe 15 , Aminu 16 (15 rimbalzi), Vonleh 4, Plumlee 9, Alexander 2, Davis 3, Harkless 3, Henderson 9 Houston Rockets(5-7): Harden 45 ( 8 rimbalzi, 11 assists, 5 rubate) Ariza 18, Howard 7 (19 rimbalzi), Brewer 16, Jones 8, Terry 5, Capela 4, Lawson 2, Thornton 3 Key Stat: Bruttissime le percentuali al tiro. Entrambe le squadre non arrivano nemmeno al 40 % sia con il  tiro dal perimetro sia con il tiro da due punti. A decidere la partita sono le iniziative e l’abilità dei singoli giocatori.     MVP: James Harden. L’ex OKC sfiora la tripla doppia dopo una settimana in cui è stata messa in dubbio la sua leadership all’interno dello spogliatoio e il suo status “Star” di questa lega a causa dei propri limiti difensivi. Dopo una risposta alle critiche tanto perentoria sul campo, tutta Houston confida nel rimonta per ripetere gli ottimi risultati dello scorso anno. Le altre gare della notte:   Indiana Pacers @ Philadelphia 76ers 112-85 (23-18; 52-38; 84-62) Pacers (7-5): Allen 7, Miles 20, George 34, Mahinmi 2, Ellis 7, S. Hill 4, Budinger 15, J. Hill 10, Joe Young 4, Robinson III 9 76ers (0-12): Noel 2, Jerami Grant 13, Okafor 14, McConnell 16, Stauskas 7, Wood 2, Covington 8, Pressey 9, Canaan 3, Sampson 8, H. Thompson 3   Denver Nuggets @ San Antonio Spurs 98-109 (24-31; 58-65; 79-93) Nuggets (6-6): Hickson 6, Faried 15, Gallinari 9, Mudiay 5, G. Harris 15, Arthur 9, Barton 9, Papanikolau, Jokic 23 (12 rimbalzi), Nelson 7, Foye Spurs (9-2): Aldridge 11 (12 rimbalzi), Leonard 20, Duncan 12 (11 rimbalzi), Parker 25 (9 assist), Da. Green 8, West 9, K. Anderson 2, R. Butler 3, Diaw 2, Mills 17   Toronto Raptors @ Utah Jazz 89-93 (19-24; 45-42; 64-59) Raptors (7-6): Scola 22, Carroll 7, Valanciunas 11, Lowry 20, DeRozan 14, Ja. Johnson 4, Patterson, Biyombo 3, Joseph 8, N. Powell Jazz (6-5): Favors 18 (11 rimbalzi), Hayward 17, Gobert 7, Neto 6, Hood 16, Booker 4, Ingles, C. Johnson, Whitey 2, Burke 10, Burks 13   New Orleans Pelicans @ Oklahoma City Thunder 103-110 (27-21; 45-53; 74-80) New Orleans Pelicans(1-11): Anderson 30 (7 rimbalzi), E.Gordon 18, Smith 18, Ajinca 12 (10 rimbalzi),  Douglas 8, Babbitt 5, Cunningham 9, Gee 3 Oklahoma City Thunder(7-5):Westbrook 43 (9 rimbalzi,8 assists), Kanter 24 (14 rimbalzi),Morrow 9, Ibaka 6, Roberson 8 (8 rimbalzi), Augustin 9, Waiters 4, Singler 5, N. Collison 2   Sacramento Kings @ Atlanta Hawks 97-103 (30-27; 52-62; 79-81) Sacramento Kings(4-8): Cousins 24 (12 rimbalzi), Rondo 12 (12 rimbalzi,10 assists),Gay 14,McLemore 11, Koufos 13, Casspi 8, Belinelli 8, Collison 7 Atlanta Hawks(9-5): Millsap 23 (16 rimbalzi), Horford 17, Schroder 22 (6 assists), Korver 8, Holiday 6, Patterson 9, Splitter 7, Sefolosha 3, Mack 6, Muscala 2   Brooklyn Nets @ Charlotte Hornets 111-116 (32-32; 56-52; 86-86) Brooklyn Nets(2-10): Young 27 (8 rimbalzi), Lopez 23, Johnson 16, Jack 16 (8 rimbalzi,9 assists), Hollis-Jefferson 5, Robinson 4, Larkin 6, Bogdanovic 2, Bargnani 8, Ellington 4 Charlotte Hornets(6-6): Batum 24 ( 8 assists), Walker 18( 7 rimbalzi,7 assists), Jefferson 18 (8 rimbalzi), Williams 14, Lin 13 (9 rimbalzi) , Hawes 12, Kaminsky 11, Lamb 6

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