NBA Recap Inside: Harden e Davis brillano, bene Denver e Indiana

NBA Recap Inside: Harden e Davis brillano, bene Denver e Indiana

Venti squadre fanno il loro esordio nella seconda notte NBA.

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Partite clou

– di Andrea Cassini & Marco Morandi

 

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Denver Nuggets @ New Orleans Pelicans 107-102 (30-24, 30-24, 25-29, 22-25)

Anthony Davis ricorda alla lega che, tra i lunghi di nuova generazione, c’è anche lui. Partenza col botto e prestazione mostruosa, soprattutto perchè Denver schierava le due torri fin dalla palla a due. Jusuf Nurkic fa un ottimo esordio, meno Nikola Jokic che si ferma a 5 punti, solidi gli esterni con Gallinari, Barton e Chandler dalla panchina. I Nuggets sono più profondi e raggiungono il massimo vantaggio di 14 punti, i Pelicans tornano a contatto nel finale ma il supporting cast di Davis non è all’altezza: appena 21-58 al tiro, con E’Twaun Moore che sbaglia la tripla dell’aggancio nelle fasi finali. Prima partita tra i professionisti per i rookie Buddy Hield e Jamal Murray: entrambi pagano dazio all’emozione e sparano a salve.

Nuggets (1-0): Gallinari 15, Barton 22, Nurkic 23, Jokic 5, Mudiay 11, Hernangomez, Faried 9 (14 rimbalzi), Chandler 12, Nelson 9, Murray 1.
Pelicans (0-1): Davis 50 (16 rimbalzi, 7 rubate, 4 stoppate), Hill 2, Asik 2, Frazier 15 (11 assist), Moore 10, Jones 6, Cunningham, Ajinca, Galloway 5, Hield 4, Stephenson 8.

MVP: Anthony Davis. Anche se sconfitto alla sirena, le sue statistiche non lasciano spazio a dubbi. Oltre ai 50 punti e ai 16 rimbalzi ci sono anche 5 assist, 7 rubate e 4 stoppate.

 

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Minnesota Timberwolves @ Memphis Grizzlies 98-102 (32-29, 27-21, 16-26, 23-26)

I Grizzlies si presentano alla palla a due con un quintetto profondamente rinnovato – tra cui la sorpresa Andrew Harrison – ma alla fine la partita la portano a casa i soliti Mike Conley, fresco di rinnovo contrattuale, e Zach Randolph. Zibo entra dalla panchina e supporta Marc Gasol con una doppia doppia in 25 minuti d’azione: in attesa che Chandler Parsons torni dall’infortunio coach Fizdale non si può lamentare. Il nuovo corso di Thibodeau a Minnesota parte col piede sbagliato ma i Timberwolves lottano fino alla fine; erano avanti a meno di due minuti dal termine, poi l’inesperienza si fa sentire e subiscono un parziale di 11 a 5. Bene Wiggins, Towns da rivedere – soffre a rimbalzo – Kris Dunn esordisce dalla panchina ma lo spot di point guard titolare sembra saldamente nelle mani di Ricky Rubio. Tra i rookie dei Grizzlies Wade Baldwin riempie i tabellini con 25 minuti dalla panchina.

Timberwolves (0-1): Towns 21, Wiggins 25, Dieng 12 (14 rimbalzi), Rubio 4, LaVine 19, Bjelica 3, Muhammad 2, Aldrich 4, Dunn 8, Rush.
Grizzlies (1-0): Green 12, Ennis 15, Gasol 18, Conley 24, Harrison 4, Davis, Randolph 19 (11 rimbalzi), Baldwin IV 7, Carter 3.

MVP: Mike Conley. Non sarà un giocatore spettacolare, ma in quanto ad affidabilità non si può chiedere di meglio. Il 4-5 dall’arco è la ciliegina sulla torta, nonché la chiave della rimonta decisiva.

 

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Dallas Mavericks @ Indiana Pacers 121-130 OT (21-33, 31-26, 33-35, 30-21, 6-15)

Ci vuole un tempo supplementare per decidere la sfida più combattuta della notte. Alla vigilia il nuovo coach dei Pacers Nate McMillan riponeva la sua fiducia su Myles Turner: “le difese lo terranno d’occhio quest’anno, lui si dovrà adattare”. Il lungo al secondo anno non si fa aspettare ed esplode per 30 punti e 16 rimbalzi contro l’attempato frontcourt proposto dai Mavericks. Ha pure nelle mani la tripla della vittoria nei tempi regolamentari, ma la sbaglia. I polpastrelli di Paul George, invece, non tremano e firmano il definitivo sorpasso Pacers a 55 secondi dal termine dell’overtime. Il quintetto di Indiana sembra avere già ingranato; tutti in doppia cifra compreso un solido Jeff Teague. Per Dallas invece si segnala un redivivo Derron Williams, uno scatenato JJ Barea – unico a contribuire dalla panchina – e il buon esordio in Texas di Harrison Barnes. Suo il canestro che riporta a contatto i Mavericks dopo aver inseguito per tutta la partita.

Mavs (0-1): Nowitzki 22, Barnes 19, Bogut 6, Williams 25, Matthews 13, Powell, Acy, Finney-Smith, Brussino, Barea 22, Curry 7, Anderson 7.
Pacers (1-0): Young 11, Turner 30 (16 rimbalzi), George 25, Teague 20, Ellis 19, Allen 2, Miles 8, Jefferson 7, Young, Stuckey 8, Robinson III.

MVP: Myles Turner. Paul George proclamava una stagione da MVP, ma alla prima il palcoscenico glielo ruba il sophomore da Texas. Se le speranze dei Pacers passano in gran parte dalla sua evoluzione, non poteva esserci un inizio più convincente.

 

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Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 114-120 (38-38, 33-25, 25-27, 18-30)

Luke Walton debutta da capo allenatore con una vittoria, ai danni di una Houston forse già troppo Harden-dipendente.
Gara a ritmi altissimi e non certo dominata dalle difese, con il primo quarto chiuso sul 38 pari e le due squadre che tireranno entrambe con oltre il 50% dal campo. I Rockets, come detto, sono guidati dal Barba, che con la carta bianca datagli dal suo coach porta i suoi sul +8 all’intervallo lungo (14 assist per lui nei primi 24 minuti, chiuderà con un massimo in carriera di 17).
Il secondo tempo però è fatale a Houston, che segna solo 1 dei 16 tentativi da oltre l’arco nella seconda metà di gara; i Lakers continuano a marciare e raggiungono gli avversari sul 98-98 a inizio del quarto periodo. Clarkson ingrana la quinta, ne mette 12 dei suoi 25 negli ultimi 12 minuti e i Lakers possono festeggiare la vittoria nella loro prima gara senza Bryant nel roster dal 1995.

Rockets (0-1): Anderson 14, Ariza 5, Capela 16, Gordon 19, Harden 34 (17 assist), Dekker 4, Brewer 4, Nene 7, Ennis, McDaniels 11.
Lakers (1-0): Randle 18, Young 8, Deng 7, Mozgov 12, Russell 20, Nance Jr. 5, Ingram 9, World Peace, Black 4, Clarkson 25, Huertas, Williams 12.

MVP: Jordan Clarkson. Esce dalla panca e ne infila 25 con 8/12 dal campo in meno di 25 minuti, rendendo vana la cospicua doppia doppia di Harden.

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