NBA Recap Inside: gli Warriors si riscattano, i Cavs cedono ai Grizzlies

NBA Recap Inside: gli Warriors si riscattano, i Cavs cedono ai Grizzlies

Pau Gasol in tripla doppia guida i Bulls alla vittoria sui Bucks, Monta Ellis dopo un periodo deludente ritrova la serenità nel successo sugli Spurs.

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Memphis Grizzlies @ Cleveland Cavaliers 106-103 (33-25, 58-49, 82-74)

Conley, Barnes, Wright, Randolph, Andersen e Gasol. Tutti fuori. Eppure Memphis vince, lo fa alla Quciken Loans Arena e stupisce tutti: Allen e compari arrivano a Cleveland con la voglia di vincere dei grandi e confezionano un sontuoso primo quarto da 33 punti e 62% dal campo, conquistando un margine che non perdono per gran parte del match. L’impressione è che i Cavs, prossimi a un lungo viaggio a Ovest, affrontino la partita con un po’ troppo relax e un approccio soft, aspettando di azzanarla nell’ultimo quarto, un grande classico dei match “at the Q”. E’ effettivamente quello che succede perchè grazie a una scarica di Irving (12 punti nell’ultimo quarto), Cleveland da -10 si porta sul +1 (97-98). Negli ultimi due minuti James prova a vincere il match: dopo un paio di colpi sparati a salve, pare azzeccare con la virata del 99-100. Ma Mario Chalmers per l’ennesima volta si traveste da eroe nel clutch time e mette un runner molto difficile per il sorpasso. Nei 15” finali succede di tutto: fallo lontano dalla palla di Dellavedova, un libero e possesso per Memphis che va sul +4 (104-100); James segna da tre, poi Carter fa 2/2 dai liberi; l’ultimo tiro dei Cavs, giustamente, se lo prende da tre Kyrie Irving. Il numero 2 dei Cavs sfugge a una buona marcatura di Chalmers, ma va lungo sul secondo ferro: meritata vittoria di Memphis,106-103.

Cavs (44-18) – Irving 27, JR Smith 6, James 28, Love 14 (11 rimbalzi), Mozgov 2; Thompson 11, Dellavedova 2, Shumpert 9, Jefferson 2, Frye 2.

Memphis (38-25) – Chalmers 17, Allen 26, Green 16 (10 rimbalzi), Hairston 9, Hollins 4; Stephenson 17, Carter 15, Martin 2.

Key Stat: L’approccio sbagliato dei Cavs si vede dalle palle perse: 25, un paio sanguinose nel finale. Ma soprattutto 20 nei primi tre quarti, alcune assolutamente banali e puerili. Nulla di nuovo sotto il sole per una squadra che, in casa, spesso ha acceso e spento, a suo rischio e pericolo.

MVP: Tony Allen dà sempre è l’impersonificazione del “Grit and Grind”, il mantra dei Grizz. Chalmers è l’eroe del finale, ma i 26 punti di Allen, uniti a tutto quello che porta in difesa, sono il manifesto della vittoria dei Grizzlies.

 

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Orlando Magic @ Golden State Warriors 113- 119 (18-31; 46-59; 77-94)

Curry entra ancora di più nella storia segnando la tripla numero 300 in una Regular Season. Gli Warriors ottengono la 45° vittoria consecutiva in casa migliorando così il record  dei Bulls (45) del 1995-96. Dopo la caduta con i Lakers gli uomini di Kerr si riscattano subito contro i Magic. Una partita senza storia salvo qualche brivido nell’ultimo quarto. Orlando arriva anche a -2, grazie ai liberi di Oladipo, a 1.13 min dalla fine.  Per Golden State, una tripla di Thompson, un Layup di Curry e i tiri dalla lunetta di Livingston permettono di tenere a distanza gli avversari prima che sia troppo tardi,  aggiudicandosi così l’incontro.

Magic (27-35): Fournier 20, Gordon 20 (16 rimbalzi), Smith 13, Oladipo 19, Payton 6, Ilaysova 7, Jennings 20, Dedmon 2, Hezonja 4, Watson 2, Marble, Napier, Nicholson

Warriors (56-6): Barnes 8, Green 1 (10 rimbalzi), Bogut 4 (10 rimbalzi), Thompson 27, Curry 41 (13 rimbalzi), Rush 11, Barbosa 9, Speights 2, Livingston 9, Clark 2, Varejao, McAdoo 5, Lonney

Key Stat: Nonostante abbiano perso 24 palloni, a fronte dei 15 persi dai Magic, gli warriors hanno vinto nella gara dei tre punti: 45.7% contro 23.8%.

MVP: Stephen Curry. Ancora lui, top scorer dell’incontro e nei rimbalzi (13), secondo solo a Gordon (16), è il migliore della sua formazione.

 

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San Antonio Spurs @ Indiana Pacers 91-99 (13-25, 32-45, 62-73)

L’altro upset della serata lo servono i Pacers, che stendono gli Spurs, anche loro fin troppo cloroformizzati, per il disappunto del nostro ct Ettore Messina, in panchina in luogo dell’assente Gregg Popovich (emergenza medica in famiglia). 32 punti nel primo tempo per i neroargento, che non la mettono mai da tre e in difesa soffrono un guizzante Monta Ellis. In realtà per i Pacers ci sarebbe anche il nuovo arrivo Ty Lawson: ma la sua partita dura 5′ per un infortunio al piede sinistro. Sempre sotto la doppia cifra, gli Spurs tentano un timido rientro nel quarto periodo e, dopo esser stati sotto di 16 (82-66), provano a rimontare guidati dall’improbabile trio Mills-Leonard-Aldridge. L’australiano dalla lunetta mette il -3 (92-89), ma prima Ellis poi un gioco da tre punti di Paul George chiudono il match.

Spurs (53-10) – Parker 6, Green 4, Leonard 23, Aldridge 23 (12 rimbalzi), Duncan 9 (14 rimbalzi); Mills 17, Ginobili 2, West 4, Anderson 3, Diaw, Miller.

Pacers (34-30) – Ellis 26, Hill 5, George 23, Turner 9 (10 rimbalzi), Mahinmi 11, J. Hill 8, Stuckey 12, S. Hill 5, Lawson.

Key Stat: Se tiri il 14% da tre (4/28), oggi diventa difficile vincere una partita di pallacanestro, che piaccia o no. Gli Spurs pagano questo dato, anche da chi sostanzialmente è pagato per quello: lo 0/5 di Danny Green dice tutto di una partita che giocata male dal backcourt titolare degli Spurs.

MVP: Monta Ellis ne fa 26 e sembra tornato al periodo di Dallas, o meglio ancora di quando era considerato l’incedibile a Golden State…Bando alle ciance, buona prova dell’esterno d’Indiana: che abbia finalmente trovato un suo equilibrio, dopo una prima parte dell’anno un po’ deludente?

 

 

Cleveland Cavaliers at Chicago Bulls

Milwaukee Bucks @ Chicago Bulls 90-100 (16-25; 40-47; 69-73)

I Bulls dominano la partita, sono sempre avanti e non lasciano un minimo di respiro ai Bucks. Nel terzo periodo, quello più combattuto, con dei tiri liberi Parker riapre la partita segnando il -2. Nell’ultima frazione la furia di Gasol e compagni si scatena e per la formazione di jason Kidd non c’è niente da fare. Ai Bucks è pesata l’assenza del playmaker Carter Williams, assente da cinque gare, alle prese con un operazione all’anca sinistra. Ciononostante è stato ben sostituito dal greco Antetokounmpo.

Bucks (26-38): Antetokounmpo 12 (10 assist), Parker 18 (11 rimbalzi), Pulmlee 6, Middleton 18, J. Mayo 2, Bayless 20, Monroe 11 (14 rimbalzi), Vaughn 3, Carter-Williams, Ennis, Henson, Inglis, O’Bryant III

Bulls (32-30):  Dunleavy 18, Gibson 12 (10 rimbalzi), Gasol 12 (17 rimbalzi, 13 assist), Moore 16, Rose 22, Mirotic 14, Holiday 2, McDermott 4, Brooks, Portis, Butler, Felicio, Snell

Key Stat: Non c’è storia nei rimbalzi offensivi: 18 per i Bucks e 6 per i Bulls. Quest’ultimi però sono stati più efficienti nei tiri liberi: 80% contro 64.7% di Milwaukee.

MVP: Pau Gasol. Nona tripla doppia in carriera per lui e la seconda in questa stagione: 12 punti,17 rimbalzi e 13 assist.

Le altre partite della notte:

 

"Andrew Wiggins, Zach LaVine"

 

Sacramento Kings @ New Orleans Pelicans 112-115 (31-33; 63-50; 89-83)

Kings (25-37): Gay 18 (10 rimbalzi), Acy 2, Cousins 40 (16 rimbalzi), McLemore 2, Rondo 18 (10 assist), Collison 5, Cauley-Stein, Casspi 15, Koufos, Belinelli 12, Anderson, Butler, Curry

Pelicans (24-38): Cunningham 7, Davis 31 (10 rimbalzi), Asik, Cole 23, Holiday 20 (10 assist), Perkins, Douglas 6, Gee 9, Anderson 19, Ajinca, Babbitt, Dejean-Jones, Gordon

Los Angeles Clippers @ Dallas Mavericks 109-90 (23-24; 60-52; 93-68)

Clippers (41-21): Green, Pierce 2, Jordan 23 (20 rimbalzi), Redick 22, Paul 27, Johnson 3, Crawford 15, Rivers 10, Prigioni 3, Aldrich 4, Stephenson, L. Mbah a Moute

Mavericks (33-31):  Parsons 9, Nowitzki 22, Pachulia 2, Matthews 2, Williams 9, Lee 13, Felton 10, Harris 3, Barea 9, Villanueva, Anderson 7, Mejri 4, Powell

Minnesota Timberwolves @ Charlotte Hornets103-108 (18-23, 49-47, 75-92)

Timberwolves (20-44) – Lavine 19, Rubio 10 (10 assist), Dieng 12, Wiggins 25, Towns 28 (14 rimbalzi); Muhammad 5, Jones 2, Rudez 2, Payne, Prince, Smith.

Hornets (34-28) – Walker 34, Lee 4, Batum 11, Williams 15, Zeller 6; Jefferson 20, Lin 9, Kaminsky 2, Lamb 7.

di Alberto Incerti e Giuseppe corrao

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