NBA Recap Inside: Indiana sbanca OKC; Bulls e Knicks riprendono la marcia

NBA Recap Inside: Indiana sbanca OKC; Bulls e Knicks riprendono la marcia

Domenica non molto trafficata ma interessante in NBA, ecco il riepilogo

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Partite clou

Indiana Pacers @ Oklahoma City Thunder 115-111 OT (30-21; 58-54; 79-70; 103-103)

Buona la sesta per Indiana, che si scrolla di dosso il peso delle cinque trasferte esterne di questo avvio di stagione ed espugna il caldo parquet di Oklahoma City pur senza la loro stella più fulgida che risponde al nome di Paul George. Il peggio è sicuramente alle spalle per i Pacers, che però sono un gruppo con dei problemi e lo dimostrano lasciandosi quasi sfuggire una partita quasi sempre tenuta in pugno. Buon per loro che anche i Thunder vivano un momento di affanno, anche perché Westbrook insiste a propinare una guida umorale e discontinua, seppur foriera di buoni risultati personali: infatti è la sua tripla-doppia con tanto di canestro a 2” dal termine dei regolamentari a forzare gli avversari a ulteriori 5′ altrimenti non nel copione, ma il solo Kanter sembra capace a stargli dietro. La gran prova di Jeff Teague, disciplinato e preciso, fa da perfetto contraltare a quella di RW0, che ancora deve ben capire che essere leader va ben oltre risultare il migliore che si vinca o si perda, ma richiede equilibrio. Indiana manda in doppia cifra l’intero quintetto base, dato a cui va aggiunto il lodevole sforzo collettivo a rimbalzo utile per non finire sotto contro una delle migliori compagini sotto le plance. La truppa di coach McMillan sta ingranando.

Pacers (7-7): Young 20 (11 rimbalzi), Turner 15, Teague 30, Ellis 12, Robinson III 16 (11 rimbalzi), Allen 2, Niang, Brooks 10, Jefferson 2, Stuckey 8.
Thunder (8-6): Sabonis 7, Roberson 6, Westbrook 31 (15 assist, 11 rimbalzi), Adams 8, Oladipo 14, Grant 9, Lauvergne 7, Kanter 16, Abrines 8, Morrow 5.

MVP: Caricato di maggiori responsabilità, Jeff Teague ha sfoderato la miglior prestazione stagionale, costituita da 30 punti, 9 assist, 5 rimbalzi e 6 rubate, a cui aggiungere la freddezza dimostrata ai liberi nei momenti decisivi.

vavel.com

Toronto Raptors @ Sacramento Kings 99-102 (28-36; 63-58; 81-86)

I Kings si confermano indigesti per i Toronto Raptors che, dopo aver perso in casa due settimane fa, cadono nuovamente sotto i colpi di un ispirato Rudy Gay, di una difesa avversaria competente e…di una controversa decisione arbitrare sull’ultima azione del match. Sì, perché i canadesi l’avevano pareggiata sulla sirena con un buzzer-beater dalla lunghissima distanza di Terrence Ross, ma andando a vedere il replay, gli arbitri hanno notato la deviazione di Cousins sulla rimessa e che quindi, per deduzione, il tiro del pareggio era stato scoccato dopo che il cronometro segnasse 00.00. Furenti le proteste di coach Casey, che chiedeva senza successo la ripetizione della rimessa, ma gli arbitri avevano già decretato la fine delle ostilità. Rimane opaca la prestazione di Toronto, imbrigliata da una difesa no irresistibile e condannata da un paio di canestri in contropiede da palla persa di Rudy Gay. Terza sconfitta nelle ultime 4 per i Raptors, mentre Sacramento interrompe una striscia di 4 sconfitte consecutive e, pur proseguendo nel suo campionato anonimo, può dire di aver piazzato uno sweep (le due non si incontreranno più in stagione) ai finalisti uscenti della Eastern Conference.

Raptors (8-5): Siakam 4, Carroll 17, Valanciunas 23 (14 rimbalzi), Lowry 25, DeRozan 12, Patterson 11, Ross 4, Nogueira, Joseph 3.
Kings (5-9): Barnes 8, Gay 23, Cousins 19 (10 rimbalzi), Collison 15, Lawson 5, Tolliver, Cauley-Stein 2, Koufos 8, Temple 8, McLemore, Afflalo 14.

MVP: Meno scarto del solito tra quei due e il resto della squadra nei Kings, ma il premio di migliore se la giocano sempre Rudy Gay e DeMarcus Cousins: stavolta è l’ex di giornata a spuntarla grazie alle giocate decisive nelle fasi finali.

espn.com

Atlanta Hawks @ New York Knicks 94-104 (20-24; 41-46; 66-75) 

Incoraggiante successo dei New York Knicks nel matinee della domenica NBA. Vittoria arrivata ai danni di quegli Hawks che solo 4 giorni fa sembravano rappresentare la principale antagonista dei Cavaliers ad est. L’assenza di Noah ha fornito a coach Hornacek la possibilità di ruotare i lunghi del roster, ricorrendo anche al redivivo Marshall Plumlee nel delicato compito di contenere Howard. Tutti i tasselli si sono incastrati alla perfezione in una bella prestazione di squadra: l’energia di O’Quinn, la leadership di Melo, il talento di Porzingis e la versatilità di Lee. In una sfida sempre condotta dai padroni di casa, lo strappo decisivo è arrivato nel terzo periodo, con i Knicks bravi anche a gestire una complessa situazione falli. Poche le soluzioni offensive per Atlanta, con Korver spuntato per larga parte del match e Millsap sbiadito dopo la prima metà di gara, il tutto inacidito dalla pessima regia di Schroder. Numeri roboanti per Howard (18+18), che ha però palesato i soliti problemi alla lunetta e una scarsa attitudine difensiva. Il record pari è quindi più vicino per i newyorchesi, forse alla loro miglior prova stagionale.

Hawks (9-4): Millsap 19, Bazemore 12, Howard 18 (18 rimbalzi), Schroder 1, Korver 17, Muscala 4, Humphries, Prince 4, Delaney 7, Hardaway Jr. 12.
Knicks (6-7): Porzingis 19 (11 rimbalzi), O’Quinn 8, Anthony 31, Rose 14, Lee 14, Kuzminskas, Hernangomez 7, Plumlee, Jennings 5, Holiday 6.

MVP: Senza grosse forzature, Carmelo Anthony è il battistrada di questi Knicks. Hornacek ha chiesto maggior coesione, che sia Melo il primo a dare il buon esempio?

sports.inquirer.net

Chicago Bulls @ Los Angeles Lakers 118-110 (30-30; 62-61; 90-85)

I Bulls terminano il loro soggiorno losangelino riscattando la sconfitta subita per mano dei Clippers allo Staples Center. La seconda frazione del back to back li vedeva contrapposti ai vivaci Lakers, che però nulla hanno potuto contro lo strapotere di Jimmy Butler, inarrestabile durante tutto l’arco del match, vero trascinatore in contumacia Dwyane Wade e con Rondo a mezzo servizio. Eppure le pregevoli giocate di Williams e Nance Jr. avevano tenuto a galla i padroni di casa fino al mini-allungo del secondo periodo, prontamente cancellato. Il controllo dei tabelloni (56-37 con ben 15 per Mirotic) offriva agli ospiti la possibilità di gestire il ritmo partita, e di piazzare l’accelerazione decisiva in apertura di ultimo quarto, grazie anche al solido contributo della panchina. Gli uomini di coach Walton non riuscivano ad evitare la seconda sconfitta di fila, sebbene negli ultimi minuti ricucissero lo strappo fino al -5, ma le ritrovate mire di Russell e Young si rivelavano tardive. Bulls win!

Bulls (9-5): Gibson 15, Mirotic 15 (15 rimbalzi), Lopez 12 (11 rimbalzi), Butler 40, Rondo 4 (12 rimbalzi), Portis 6, Felicio, Canaan 17, Valentine 8, Grant 1.
Lakers (7-7): Randle 14, Deng 6, Mozgov 8, Russell 8, Young 15, Nance Jr. 18, Ingram 7, Black 4, Clarkson 5, Williams 25.

MVP: Alcune immagini ritraggono Luol Deng, ex storico dei Bulls, intento ad ammansire Jimmy Butler nel pre partita. Nulla da fare: il prodotto di Marquette mette a referto, oltre al quarantello, anche 7 rimbalzi e 6 assist in una partita multidimensionale.

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