NBA Recap Inside: Kevin Love da record, Golden State spaventosa

NBA Recap Inside: Kevin Love da record, Golden State spaventosa

Il recap delle partite della notte NBA.

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Partite clou
– di Fabrizio Martini, Ario Rossi, Filippo Miosi & Domenico Laudando
 
LarryBrownSport.com
Memphis Grizzlies @ Philadelphia 76ers 104-99 2OT (20-26, 43-51, 63-71, 86-86, 91-91) 
Partita tiratissima a Philadelphia, dove Memphis riesce ad avere la meglio solo dopo due overtime. Sotto anche di 11, gli ospiti hanno dimostrato ancora una volta di saperci fare con i finali in volata. 1/11 al tiro nel primo overtime, prima che Randolph segnasse il 91-88 a 49″ dalla fine. Pareggio immediato di Bayless da 3, prima che Conley perdesse palla e desse un’opportunità, non sfruttata, a Embiid e soci. Lo stesso #21 non ha poi giocato nel secondo supplementare per precauzione – nonostante le pressioni del giovane, coach Brown non l’ha rispedito in campo e forse non lo farà nemmeno contro i Bulls – e lì 4 punti in fila di Z-Bo hanno indirizzato la gara in favore di Memphis. Ancora Bayless ha riportato i suoi a -1, ma due liberi di Conley hanno messo un possesso pieno di distanza (101-98) che i padroni di casa non hanno più recuperato. 
Grizzlies (10-5): Green 10 (11 rimbalzi), Gasol 27, Daniels 6, Conley 25, Allen 9, Martin 2, Randolph 11, Harrison 7, Carter 7.
Sixers (4-11): Covington 19 (10 rimbalzi), Ilyasova 22 (12 rimbalzi), Embiid 12 (11 rimbalzi), Thompson 6, Rodriguez 7, Okafor 2, Stauskas 10, Saric 3, McConnell, Bayless 18. 
MVP: Marc Gasol. 27 punti, 4 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi e 3 stoppate. 8/15 da 2, 2/5 da 3 e 5/6 ai liberi per il centrone spagnolo.
grantland.come
Portland Trail Blazers @ Cleveland Cavaliers 125-137 (31-46; 60-81; 92-112)
LeBron scarica e Love infila la tripla. I primi 4 minuti sono stati qualcosa di allucinante: 20 punti e 7/7 al tiro con 6 bombe per l’ex Minnesota. Cleveland tocca anche il 9/9 al tiro, prima di sbagliare il primo. Portland è costretta sempre ad inseguire e non ci sarà mai storia, nonostante i 25 punti di Lillard nella ripresa – finirà con 40 e 11 assist. Cleveland tocca quasi il +30 e si concentra ad amministrare nella notte di Kevin Love. 
Trail Blazers (8-9): Plumlee 19, Davis 4, Harkless 11, Lillard 40 (11 assist), McCollum 13, Leonard 5, Vonleh, Layman, Napier 4, Crabbe 2, Turner 17, Connaughton 7, Quarterman 3. 
Cavaliers (11-2): Love 40, James 31 (10 rimbalzi e 13 assist), Thompson 6, Smith 8, Irving 20, Frye 14, Jefferson 6, McRae 2, Liggins, Shumpert 6, Andersen 2, Jones. 
MVP: Kevin Love. La scena è tutta per lui, anche se la 44esima tripla doppia in carriera di LBJ e i 40+11 di Lillard meritano una menzione. 34 punti nel primo quarto, record NBA, con 8/10 da 3 e 3/4 da 2. Chiuderà con 8/12 da 3, 4/8 da 2 e manderà a segno tutti gli 8 liberi tentati. Al tutto aggiunge 8 rimbalzi, 3 assist, una stoppata e una rubata, con un +/- di +20 in soli 32′ inferiore solo al +23 di Irving.
www.bleacherreport.com
San Antonio Spurs @ Charlotte Hornets 119-114 (30-28; 59-60; 84-84)
Un inizio di stagione passato quasi a nascondersi dai radar, poi gli arriva la palla in mano per una tripla spacca-partita e, ovviamente, connette: questo è Tony Parker, futuro hall of famer. Gli Spurs ringraziano tenendo immacolato il proprio record in trasferta avendo la meglio dei coriacei Hornets al termine di una sfida di tanto equilibrio e pochi parziali. Non sono bastati a Charlotte gli otto uomini in doppia cifra (Walker 26) e il 55% al tiro da 3, laddove gli ospiti si sono avvalsi della proverbiale precisione ai liberi (i texani sono primi nella lega per percentuali) e del monumentale Kawhi Leonard, ben supportato, tra gli altri, dal sorprendente Bertans dalla panchina (11 punti senza errori dal campo). La squadra di MJ è alla terza sconfitta di fila, ma coach Clifford può essere soddisfatto dell’enorme intensità messa in campo dai suoi. Buona prova da 12 punti per il nostro Belinelli contro la sua ex squadra.
Spurs (12-3): Aldridge 23, Leonard 30, Gasol 9, Parker 11, Green 16, Lee 6, Bertans 11, Simmons, Mills 8, Anderson, Ginobili 5.
Hornets (8-6): Williams 10, Kidd-Gilchrist 10, Hibbert 10, Walker 26, Batum 13, Kaminsky III 13, Sessions 7, Belinelli 12, Lamb 2.
MVP: Non si offenderà Leonard se gli ”scippiamo” un premio che per 47′ è stato suo, ma i 7 punti negli ultimi 25” di Tony Parker, compresa la tripla del +5, sono quelli che hanno rotto un equilibrio fin lì assoluto.
www.sportsdivisons.com
Atlanta Hawks @ Indiana Pacers 96-85 (31-24; 49-44; 74-66)
Al momento della notizia del rientro dopo tre partite fuori di Paul George, la sfida sembrava essere indirizzata nel verso giusto per i Pacers, alla spasmodica ricerca di un’identità, ma la sconfitta contro i non irresistibili Hawks di questo periodo dimostra che la solidità casalinga, unica certezza di questa squadra, sta pericolosamente vacillando. Non un inno al bel basket questa contesa, con tanti tiri mal costruiti e ancor peggio eseguiti, decisa dal dominio nel pitturato di Dwight Howard e dall’asfittico attacco di Indiana in cui è il solo Thaddeus Young a salvarsi. Al terzo tentativo di fuga la truppa di coach Budenholzer, nonostante le basse percentuali stante anche l’assenza di Korver, non si volta più indietro, piazzando il parziale decisivo tra fine terzo e inizio quarto periodo, costringendo i padroni di casa alla resa e relegandoli all’ultimo posto della Central Division.
Hawks (10-5): Millsap 18 (11 rimbalzi), Sefolosha 4, Bazemore 8, Howard 23 (20 rimbalzi), Schroder 9, Muscala 13, Prince 8, Hardaway Jr., Delaney 13.
Pacers (7-9): Young 24, George 18, Turner 7, Teague 11, Ellis 19, Allen, Jefferson 2, Stuckey, Robinson III, Brooks 4.
MVP: Quando entrambe tirano così male il controllo dei tabelloni è fondamentale, e Dwight Howard c’ha messo le tende: 23 punti e 20 rimbalzi di cui 9 offensivi.
nbcbayarena.com

Los Angeles Lakers @ Golden State Warriors 106 – 149
(26-41, 49-80, 78- 106)

E’ la festa del canestro quella che va in scena nella notte alla Oracle Arena: 149 punti degli Warriors, di cui 80 nel solo primo tempo. 19 triple a segno, solite prestazioni ben oltre i 20 punti di Durant, Thompson e Curry a cui si aggiungono i 21 punti in 17 minuti di un ottimo Ian Clark. La partita non è mai combattuta, gli Warriors scappano nel primo quarto per non farsi più riprendere, e sono da menzionare i ben 47 assist totali di squadra dei ragazzi della Baia.

Lakers (9-7): Ingram 16, Deng 8, Mozgov 12, Young 8, Calderon 7, World Peace 6, Black 9, Nance Jr. 4, Williams 16, Clarkson 16, Robinson, Huertas 4.

Warriors (13-2): Durant 28, Green 5 (11 assist), Pachulia 6, Thompson 26, Curry 31, Iguodala 4, McGee 8, McCaw, West 3, Livingston 6, Clark 21, Varejao 6, Looney 5.

MVP: Stephen Curry, 31 punti, 5 rimbalzi e 9 assist in 29 minuti.

 

thesource.com

Oklahoma City Thunder @ Sacramento Kings 101 – 116 (27-27, 48-51, 75-87)

Nella sfida tra due degli “One man show” più spettacolari della Western Conference è Demarcus Cousins a spuntarla, trascinando i suoi Kings al successo con una mostruosa prova da 38 punti e 13 rimbalzi. L’allungo decisivo dei Kings è firmato nel terzo quarto, con il centro ex Kentucky ben spalleggiato da Rudy Gay e Darren Collison. Per i Thunder, solito Westbrook da quasi tripla doppia (9 assist), ma poco altro da menzionare.

Thunder (8-8): Roberson 10, Sabonis 4, Adams 11, Oladipo 18, Westbrook 31 (11 rimbalzi), Grant 6, Morrow 8, Kanter 10 (7 rimbalzi), Abrines, Lauvergne 3, Christon, Singler.

Kings (6-9): Gay 17, Barnes, Cousins 36 (13 rimbalzi), Afflalo 8, Collison 21, Lawson 8, Koufos 9 (10 rimbalzi), McLemore 9, Temple 8.

MVP:Demarcus Cousins con 38 punti e 13 rimbalzi, oltre che un dito a zittire i Thunder sul canestro che “chiude la partita”, un buzzer beater dalla media distanza a termine del terzo quarto.

 

 

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