NBA Recap Inside: le grandi strisce positive si fermano, DeAndre on fire

NBA Recap Inside: le grandi strisce positive si fermano, DeAndre on fire

La scorsa notte, più di una striscia vincente è stata fermata (ma qualcuna è rimasta attiva), mentre a Los Angeles DeAndre Jordan bullizzava i Cavs

di Raffaele Guerini

34.8%

La percentuale al tiro, nella notte, che ha portato i Chicago Bulls alla sconfitta contro i Detroit Pistons. Dopo un primo tempo che i Bulls avevano dominato, nella seconda metà i Pistons hanno fatto, come si suol dire, il bello e il cattivo tempo: nell’ultimo quarto è stato anche raggiunto il vantaggio massimo per Detroit: +20 e arrivederci alla prossima volta. Nonostante l’avvertimento della Lega, insomma, i Bulls continuano a perdere in ogni caso. Nessuno però sembra provarci davvero, con i soli Kris Dunn e Cameron Payne che superano i dieci punti (su ben 12 giocatori utilizzati, statistica davvero infelice). Va meglio a Detroit, dove Reggie Bullock e Blake Griffin dominano il tabellino dei punti (21 e 25, rispettivamente), mentre Andre Drummond si concede un po’ di riposo al tiro ma cattura comunque i suoi 17 rimbalzi.

 

17

È stata una bella cavalcata, finché è durata, ma il 17 è conosciuto per essere un numero sfortunato e si chiude qua la striscia negativa degli Houston Rockets. Solo di tre punti, peraltro, Toronto riesce a sconfiggere la squadra più in forma della NBA: nel finale, il vantaggio si riduce quasi allo zero per i Raptors, Harden tenta la tripla per il pareggio ma il canestro dice no e sconfitta per Houston. Rockets che, con i 40 punti del Barba, cercano di giocarsela fino in fondo: i compagni, però, non sono in serata di grazia e i secondi migliori scorer (Chris Paul e Eric Gordon) si fermano a 14 punti ciascuno con percentuali al tiro non proprio ottime (38.5 e 35.7, rispettivamente); doppia doppia d’ordinanza per Clint Capela, con 13 punti e 13 rimbalzi per lui. Per i Raptors, le magie sono del duo Lowry-DeRozan, che firmano 50 punti in due (e non saranno i soli, stanotte) per portare Toronto a una vittoria che solleva morale e classifica (2 vittorie in più dei Celtics secondi e 9 vittorie nelle ultime 10 partite).

 

10

Un’altra striscia positiva che giunge alla sua conclusione: si fermano a 10 i New Orleans Pelicans, che nella notte cedono ai Washington Wizards. Solo una volta troviamo i Pelicans in vantaggio, in tutta la partita, ed è un vantaggio di solo 1 punto: troppo poco, decisamente. L’assenza di Anthony Davis si fa sentire, ed è la panchina che cerca di tappare le falle della barca: 44 punti realizzati da 3 panchinari, 38 quelli realizzati dal quintetto titolare (con il solo Rajon Rondo in doppia cifra, 11 punti). Darius Miller ne segna 20, Cheick Diallo 14 e DeAndre Liggins 10, ma non basta ad arginare la squadra della capitale. Nessuna prestazione stellare nella notte ma buone produzioni ben localizzate: 19 punti per Otto Porter Jr., 16 per Bradley Beal e 17 per Markieff Morris: John Wall continua a lavorare per cercare di rientrare il prima possibile, ma nel frattempo i suoi compagni fanno ciò che possono (e ci riescono bene, come dice il quarto posto) per tenere alta la classifica.

 

9

Le vittorie di fila dei Portland Trail Blazers, unica squadra a mantenere salda la propria striscia vincente (gli Warriors sono la terza squadra di questa particolare lista, avendone vinte 7 di fila prima di stanotte). La partita, peraltro, è stata un dominio dei Blazers: Golden State è riuscita ad andare in vantaggio solo in un paio di occasioni, ma al massimo di 6 punti, mentre i Blazers hanno raggiunto a tratti un vantaggio di 18 punti sugli avversari. Come al solito, il merito va al magnifico duo Dame Lillard e CJ McCollum, che insieme firmano 58 punti (28 il primo, 30 il secondo) per dominare la banda di Oakland: ma oltre a loro, da considerare sono le due doppie doppie di Jusuf Nurkic (10 punti e 11 rimbalzi) e di Ed Davis, quest’ultima in uscita dalla panchina (10 punti e 15 rimbalzi per il buon Ed). Panchina da 45 punti, quella di Portland, mentre quella di Golden State si ferma a soli 18 punti: d’altro canto, i 40 punti di Kevin Durant e i 25 di Klay Thompson non passano inosservati, tuttavia non sono sufficienti a tenere in piedi la baracca. Degna di nota la prima tripla di Thompson, che diventa il secondo giocatore nella storia della NBA a segnare 200 triple a stagione in 6 stagioni diverse; degna di nota (negativa) la prestazione di Draymond Green, autore del suo 15esimo fallo tecnico in stagione.

 

20-23

La doppia doppia di DeAndre Jordan che condanna i Cleveland Cavaliers ad un’altra sconfitta. Notte grigia per i Cavs, che vedono i Clippers dominare la partita e non si oppongono con troppa convinzione: riescono ad andare in vantaggio (di 3 punti) solo nel primo quarto, per poi inseguire per il resto della partita. Non una cattiva partita, statisticamente, per Cleveland: 25 punti e 10 rimbalzi per LeBron, 16+12 anche per Lar

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