NBA Recap Inside: Mago da urlo, ritorno trionfale per George

NBA Recap Inside: Mago da urlo, ritorno trionfale per George

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Houston Rockets @ Oklahoma City Thunder 115-112 (27-17; 55-47; 83-77) Houston parte forte e difende molto aggressiva su Westbrook. La scelta paga, tanto che i Rockets sono avanti di 8 all’intervallo grazie ai 17 di Harden. Il Barba non si ferma e ne segna 14 nel solo terzo quarto. Tuttavia OKC sta a contatto, grazie soprattutto a Westbrook e Morrow. Ma è l’ultimo periodo che regala più emozioni: Westbrook pareggia a quota 100, ma subito dopo 8 punti in fila di Harden sembrano chiudere i conti sul 108-101. Ancora Westbrook (chiuderà con l’undicesima tripla doppia stagionale) e poi Morrow riaprono la gara, sfruttando l’assenza di Harden, fuori negli ultimi 2′ per aver raggiunto il limite di falli. Ma con 3” da giocare lo stesso #0 tira air-ball da 12 metri quella che era la potenziale bomba dell’overtime e Houston consolida così la seconda piazza ad ovest. Rockets (53-24): Harden 41, Howard 22, Smith 14, Ariza 12 (9 rimbalzi), Terry 9 Thunder (42-35): Westbrook 40 (11 rimbalzi e 13 assist), Morrow 22, Kanter 21 (17 rimbalzi), Waiters 14 Key Stat: Houston ha tirato 50 liberi, segnandone solo 31. Per OKC poco più della metà (26), segnandone 18. MVP: James Harden. Uno dei pochi della sua squadra con +/- negativo, ma ha deciso la partita nel momento in cui OKC era riuscita a pareggiarla. 8 punti in un minuto e partita indirizzata verso il Texas. Chiuderà con 41 punti (decima volta oltre i 40), 6 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate e 3 perse, tirando 12/22 dal campo, compreso un pazzesco 6/9 da 3, e 11/13 ai liberi.   Golden State Warriors @ San Antonio Spurs 92-107 (17-31; 38-57; 67-89) Gli Spurs partono subito a razzo e dopo il primo quarto chiuso sul +14 non si voltano più indietro, non tornando mai sotto la doppia cifra di vantaggio. Superano anche quota 20 di margine. Curry ci prova, segnando 13 punti consecutivi in poco più di 2′ riportando i suoi a -13, ma poi Popovich mette Leonard a difendere sul probabile MVP della stagione e i Warriors si bloccano di nuovo, lasciando a San Antonio il dominio assoluto del campo fino al termine. Warriors (63-14): Curry 24, Barbosa 12, Bogut & Iguodala 10 Spurs (51-26): Leonard 26 (7 rubate), Duncan 19, Green 18, Joseph 9 Key Stat: 53% al tiro per gli Spurs, contro il 43% dei Warriors. MVP: Kawhi Leonard. Pareggia il suo career high in punti, 26, e sono record personale anche le 7 rubate. Aggiunge inoltre 5 rimbalzi e 3 assist a fronte di una sola persa. Tira 11/17 dal campo con 1/2 da 3 e 3/4 ai liberi. “It was the Kawhi’s game”, come dirà Steve Kerr al termine della partita. Losing Factor: Klay Thompson. Segna solo 6 punti in 24′, con 3/8 da 2 0/3 da 3, 2 assist, 1 rubata e una persa. -13 di +/- incorniciano una partita altamente anonima da parte di uno dei due “fratelli”.   Chicago Bulls @ Cleveland Cavaliers 94-99 (23-27; 45-54; 71-79) Chicago parte meglio, ma pian piano Cleveland aggiusta la mira e Kyrie Irving sigilla il risultato del primo quarto con un’incredibile bomba dall’angolo con un 1” da giocare. Altro buzzer beater, stavolta di JR Smith e più lontano, dà il +9 all’intervallo per i padroni di casa. Altro canestro incredibile per Irving, stavolta da metà campo sul finire dei 24”, il quale dà il massimo vantaggio ai Cavs (75-60 a 5′ dalla fine del terzo quarto). Chicago torna anche a -5 (85-90) a 3′ dalla fine ma poi non si segna praticamente più fino alla tripla decisiva di Love che chiude i conti sul +9 a 74” dal termine. Prima tripla doppia stagionale per LeBron James. 18 vittorie di fila in casa per Cleveland, che raggiunge quota 50 totali quest’anno. Bulls (46-31): Dunleavy 24, Brooks 17, Butler 16, Gasol 12, Mirotic 12 (10 rimbalzi) Cavaliers (50-27): Irving 27, Smith 24, James 20 (10 rimbalzi e 12 assist), Love & Mozgov 11 Key Stat: Butler va in lunetta oltre 7 volte di media a partita in questa stagione. Ma ieri ci è andato 0 volte prima dei 3 liberi a 30” dal termine MVP: LeBron James. Vorremmo darlo a Irving per i due pazzeschi buzzer beater, ma lo merita “The King”, alla prima tripla doppia stagionale. 8/17 al tiro con 1/3 da 3 e 3/6 ai liberi danno 20 punti, ai quali aggiunge 10 rimbalzi, 12 assist, 3 rubate, 3 perse e una stoppata in 37′.   Philadelphia 76ers @ New York Knicks 91-101 (20-26; 51-54; 72-79) Si sfidano le due peggiori squadre della NBA, ma il primo tempo è godibile con le due formazioni che si affrontano a viso aperto e all’intervallo sono a contatto. Da segnalare un Bargnani che al riposo lungo ha già 19 punti a referto. Avanti di 9, i Knicks subiscono un 10-0 che li riporta sotto (85-83 a metà del quarto quarto). Tuttavia sul finire dell’ultima frazione di gioco, i Knicks rispondono con un 8-0 che li porta sul 99-89 a 41” dalla fine e interrompono così una striscia di 9 sconfitte di fila. Sixers (18-60): Smith & Thompson 17, Covington & Noel 14, Sims 12 Knicks (15-62): Bargnani 25, Larkin 15 (11 rimbalzi e 7 assist), Thomas 14, Hardaway 12 Key Stat: oltre alle percentuali dal campo (51% contro il 38% dei Sixers), spiccano le 14 stoppate dei Knicks, contro le sole 5 degli avversari. MVP: Andrea Bargnani. 25 punti – con 6/12 da 2 e 2/3 da 3, più 7/8 dalla lunetta – 8 rimabalzi, 4 assist e 4 stoppate, di fronte a sole 2 perse. Infine, ha chiuso con +20 di +/-, nettamente il migliore della partita. Losing Factor: Jason Richardson. Dovrebbe entrare dalla panca per portare esperienza e sicurezza all’interno di un roster giovanissimo. Invece in 23′ chiude con 7 punti, frutto di 2/5 da 2, 1/6 da 3, con 3 rimbalzi e 2 palle perse. -11 di +/-, secondo solo al -22 del suo compagno di squadra Ish Smith.   Miami Heat @ Indiana Pacers  89-112 (19-22; 47-51; 66-77) I Pacers vincono un’importante partita per la corsa playoff contro una diretta concorrente, nel giorno del ritorno di Paul George. Il primo tempo è molto equilibrato, nel quale entrambe le squadre si sfidano a viso aperto. Nella seconda frazione di gioco da segnalare il ritorno in campo dopo 8 mesi di George, che al suo primo tiro dal campo infila 2 punti. Al rientro dagli spogliatoi i Pacers riescono a trovare un buon parziale ed a scappare sulla doppia cifra di vantaggio, mentre nell’ultimo periodo mettono definitivamente il sigillo sulla gara con due triple consecutive di George ed un Scola mattatore sotto canestro. Heat (34-43): Wade 27, Ennis 17, Dragic 15, Haslem 10 (10 rimbalzi), Beasley 8 Pacers (34-43): Scola 23 (12 rimbalzi), Hill 19 (6 rimbalzi), Miles 17, George 13, West 12 (6 rimbalzi) Key Stat: I Pacers hanno dominato a rimbalzo conquistandone 55 (di cui 20 offensivi) a fronte di 37. MVP: Luis Scola. Entra dalla panchina e porta punti facili sotto canestro. Soprattutto nell’ultimo quarto, diventa incontenibile per la difesa degli Heat e, insieme a George, chiude definitivamente il match. Losing Factor: Luol Deng. L’ex Bulls e Cavs ha giocato una delle sue peggiori partite della stagione. In 29′ ha messo insieme solo 3 punti e 9 rimbalzi tirando 1/8 dal campo.
a2.fssta.com | Il rientrante George è subito un fattore per i Pacers.
  Utah Jazz @ Sacramento Kings 101-95 (31-27; 49-49; 76-73) I Jazz sono corsari a Sacramento e tornano a casa con una vittoria. Match che mantiene un equilibrio costante per quasi tutta la sua durata. Utah più volte ha cercato di allungare sugli avversari, ma i Kings sono riusciti a restare aggrappati grazie al solito Cousins. La gara trova la sua conclusione nell’ultima frazione di gioco, quando a 2′ dalla fine, i Jazz riescono a scappare sul +11 con un Hood sugli scudi, chiudendo di fatto la gara. Jazz (35-42): Hood 25, Favors 11, Gobert 10 (9 rimbalzi), Evans 10, Exum 8 (6 assist) Kings (26-50): Cousins 26 (12 rimbalzi), McLemore 20, Casspi 14, Williams 9, McCallum 8 (7 assist) Key Stat: Utah ha saputo sfruttare molto bene le palle perse degli avversari, da cui sono derivati 24 punti. MVP: Rodney Hood. Il rookie mette a segno 25 punti (career high), dei quali 13 nel solo quarto periodo aiutando i Jazz a chiudere la pratica Kings. La 23a scelta dello scorso draft si sta rivelando un buon tassello per i Jazz del futuro.   Los Angeles Clippers @ Los Angeles Lakers 106-78 (23-16; 49-36; 83-54) I Clippers hanno vita facile nel derby losangelino sbarazzandosi senza problemi dei Lakers. Il match dura praticamente un solo tempo, dopodichè, nel terzo quarto, i Clippers piazzano un parziale di 34-18 che li porta sul +29. I Clippers, così, conquistano la terza doppia V stagionale contro i Lakers per un totale di 6 vittorie consecutive. Clippers (52-26): Griffin 18, Jordan 16 (11 rimbalzi), Barnes 14, Turkoglu 12, Redick 12 Lakers (20-56): Johnson 16, Black 10 (9 rimbalzi), Brown 10, Kelly 9 (7 rimbalzi e 6 assist), Boozer 9 Key Stat: I Clippers hanno tirato con il 53% dal campo, mentre i Lakers soltanto col 39%. MVP: Blake Griffin. In 30′ di impiego mette a referto 18 punti conquistando 5 rimbalzi e smazzando 5 assist. Conduce una partita a tutto tondo e senza troppi errori. Losing Factor: Jordan Clarkson. Il rookie del mese di marzo ha messo a segno solo 2 punti tirando 1/6 dal campo in 26′. Troppo poco rispetto a quello che ha dimostrato di saper fare.    

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