NBA Recap Inside: No Leonard No Series, Golden State annichilisce San Antonio

NBA Recap Inside: No Leonard No Series, Golden State annichilisce San Antonio

Gli Spurs accusano il colpo dell’assenza di Leonard causa infortunio e rimediano un pesante blowout. I Warriors passano sopra i resti dei texani 136-100, trascinati da Curry, 29 punti in 31 minuti d’utilizzo.

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San Antonio Spurs @ Golden State Warriors 100-136  (16-33, 44-72, 75-106)

(Golden State in vantaggio 2-0 nella serie)

Tutto facile per i Golden State Warriors che rullano senza difficoltà degli Spurs praticamente senza spirito, che mostrano di non aver evidentemente smaltito le scorie nervose e non solo di un’avvelenata Gara 1.
Gregg Popovich, senza Leonard per le note vicende di domenica scorsa, opta ancora per Simmons e conferma Mills, alla terza partenza in quintetto di fila, in regia. Il quintetto visto già in Gara 6 contro i Rockets non inizia però in maniera altrettanto scintillante, sbaglia otto dei primi nove tiri e va sotto 9-2 sul jumper di Thompson: le migliori notizie per gli Spurs arrivano da Simmons che di fatto tira la carretta da solo con otto punti nel parziale, decisamente poco se dall’altra parte i Warriors hanno Green, Durant e soprattutto uno scintillante Curry da 14 nel primo quarto per un eloquente 33-16.
Non cambia di molto lo spartito anche quando il numero 30 esce dal campo, con la panchina Warriors scatenata nella persona di West e Livingston, che mette il +25 col suo caratteristico palleggio arresto e tiro (44-19). Dopo il timeout, torna Simmons e si fa sentire mentre dall’altra parte la beneficiata continua con McCaw e Clark protagonisti. Quello che veramente distrugge gli Spurs, oltre a una diffusa mancanza di energie, è però il tiro da tre: undici triple a segno per i Warriors nel massacro del primo tempo, 72-44. Numeri roboanti, a cui vanno aggiunti i 25 punti dalla panchina e i 23 assist nel solo primo tempo.
Interessante esperimento per Brown che dopo l’intervallo butta dentro Barnes togliendo Pachulia, sofferente per un problema al tallone, un atterraggio brusco dopo una schiacciata nel primo quarto, impossibilitato a rientrare nel corso del match. La notizia più confortante per i neroargento non è la scomparsa dalla partita del georgiano, quanto un segnale di risposta del quintetto Spurs che mette a segno un 4-11 di parziale (76-55). Il confine tra una fiammata d’orgoglio e una casualità dovuta alla gigioneria dei Warriors però è molto labile: ogni volta che gli Spurs minacciano di scendere sotto i 20 di scarto, arriva una pioggie di triple e per due volte Curry rimette le cose a posto, la seconda volta riportando i suoi sul +27. Forse il segnale che Popovich aspettava per dar la definitiva resa.
Il momento in cui gli Spurs svuotano la panchina, più o meno con 15′ ancora da giocare (da segnalare un Bertans dominatore del garbage time), la dice lunga sul dominio dei Warriors e la partita si trascina stancamente verso il 136-100 e il 2-0 in una sfida che, senza Leonard, dice +61 per Golden State. Riuscirà l’aria del Texas e, si spera per il bene dello spettacolo, il ritorno di Kawhi a dare al pubblico almeno una serie combattuta?

Spurs: Mills 5, Green 5, Simmons 22, Aldridge 8, Gasol 7; Lee 2, Ginobili  2, Bertans 13, Dedmon 9, Anthony 6, Murray 8, Anderson 8, Forbes 5.

Warriors: Curry 29, Thompson 11, Durant 16, Green 13, Pachulia 4; West 6, McAdoo 9, Barnes 2, McGee 6, McCaw 18, Livingston 10, Clark 10, Jones 2.

MVP:  Stephen Curry ha danzato sui resti degli Spurs per tutta Gara 1 e anche in questa Gara 2, contribuendo un’altra volta ad affossarne lo spirito. Serie ad altissimi livelli sinora per la point guard di Golden State che nel secondo capitolo della storia mette a segno un’altra prova rilevante soprattutto dal punto di vista balistico. Per Steph 29 punti in 31′, 8/13 dal campo, 6/9 da tre, 7/7 ai liberi, 7 rimbalzi, 7 assist, 3 recuperi e un posto in prima fila, quando non utilizzato, per vedere i suoi compagni completare, in senso figurato s’intende, la mattanza.

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