NBA Recap Inside: OKC torna a sorridere, bene Warriors e Pistons

NBA Recap Inside: OKC torna a sorridere, bene Warriors e Pistons

Un Russell Westbrook formato tripla doppia guida i Thunder alla vittoria sui Clippers. Sorridono i Bucks ed i Pistons, male Mavs e Grizzlies.

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Golden State Warriors @ Utah Jazz 115-94 (23-21, 52-41, 81-63)57 vittorie e solo 6 sconfitte. È la meravigliosa stagione dei Golden State Warriors che non hanno ancora deciso di fermarsi. Dopo aver spazzato via gli Orlando Magic, questa volta è il turno degli Utah Jazz, sconfitti per 115-94 dai campioni in carica. Il merito? Gestione della palla perfetta. Apre la partita il solito Curry, in veste di assistman “behind the back” (dietro la schiena) prima per Green e qualche minuto dopo per Varejao che segna il piazzato per il 17-14, e gli assist di Steph Curry sono già sei nel solo primo quarto. Utah tenta il sorpasso e ci riesce portandosi a + 1, ma Golden State fa in fretta a mettere le cose in chiaro portandosi sul +8, anzi sul + 11 allo scadere del secondo quarto: Curry ancora una volta pazzesco, segna da oltre metà campo e corre via, da solo come un ragazzino, negli spogliatoi. Nella ripresa Utah sa già che dovrà faticare molto per il sorpasso, ma i Warriors allungano ancora le distanze soprattutto con Klay Thompson (23 punti nel finale) e Green (17 punti con 7 rimbalzi e 5 assist). Curry chiude il match con 12 punti e 10 assist. Utah battuta e i Warriors non si fermano.
Warriors (57-6): Thompson 23, Green 17, Speights 16, Barbosa 13, Curry 12 (10 assist), Varejao 9, Bogut 6, Rush 5, Barnes 4, Iguodala 4, Livingston 4, Clark 2, McAdoo.
Jazz (29-35): Burke 18, Hayward 16, Favors 11, Lyles 11, Gobert 9, Neto 8, Mack 7, Ingles 5, Johnson 5, Booker 4, Withey.
Key Stat: Golden State chiude il match con 36 assist e con un bellissimo gioco di squadra. Utah può gioire solo degli ottimi rimbalzi totali: 42. Percentuali ormai “normali” per i campioni in carica: 60 % al tiro, 45 % dall’arco.
MVP: Steph Curry. Anche se con solo 12 punti, Curry ha saputo dare spettacolo nei panni di assistman, servendone ben 10, e con un canestro pazzesco allo scadere del secondo periodo. 
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Miami Heat @ Milwaukee Bucks 108-114 (22-29, 54-57, 85-80)

S’interrompe al Bradley Center di Milwaukee la striscia di cinque vittorie consecutive dei Miami Heat, sotto i colpi di una squadra di casa che continua ad avere un rendimento difficile da decifrare, e che da tempo ha perso il treno per la postseason. Coach Kidd è in vena di sperimentazioni e mischia una volta di più i pezzi del suo scacchiere, riportando Monroe in quintetto dopo 12 partite da subentrante e lanciando Jerryd Bayless tra i titolari. L’esito, almeno in partenza, è un bruciante 7-0 firmato quasi per intero da Antetokounmpo (immediatamente in partita causa un colpo subito da Stoudemire dopo appena 30 secondi di gioco), ma non spegne i bollori degli ospiti che dall’arrivo dalla free agency di Johnson hanno saputo solo vincere. Le due squadre tirano poco da tre e risulta difficile scavare il solco per entrambe, considerata la ricerca (a buon fine) di tiri ad alta percentuale, dove spiccano le abilità degli esterni Bucks nell’attaccare il ferro da una parte e l’effervescenza di Whiteside, in uscita dalla panchina, dall’altra. La sfida si trascina fino ai minuti finale in totale equilibrio, senza che una delle due difese riesca a neutralizzare le offensive avversarie (52,5% dal campo per entrambe), fino a che il talentuoso Middleton vinca l’inerzia e la partita con il tear-drop del +5 nell’ultimo minuto, suggellando il tutto con un paio di viaggi in lunetta.     Miami fallisce nell’intento di allontanare Atlanta nella corsa alla vetta della Southeast, Milwaukee chiuderà la stagione con l’unica soddisfazione di aver tirato qualche sgambetto a qualche grande.

Heat (37-27): Stoudemire 6, Johnson 11, Deng 20 (11 rimbalzi), Dragic 10, Wade 18, Winslow 6, Whiteside 23 (13 rimbalzi), Richardson 14.

Bucks (27-38): Parker 23, Antetokounmpo 24, Monroe 10, Bayless 6, Middleton 22, O’Bryant III 3, Plumlee 18, Vaughn, Ennis 8.

Key Stat: Il numero di liberi dei Bucks (37) contro quello degli Heat (19)

MVP: Sforzo egregiamente distribuito tra diversi protagonisti, con tre giocatori sopra i 20 punti. Per via della presenza nelle fasi decisive e dei 7 rimbalzi e 8 assist, il premio va a Khris Middleton.

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Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Clippers 120 – 108 (39-29, 64-62, 93-83)

Altra vittoria per i Thunder questa volta contro dei Clippers non in pienissima forma. Dopo il minuto di silenzio per ricordare Aubrey McClendon, uno dei proprietari dei Thunder, Westbrook scende in campo in versione “cameriere”, servendo assist a più non posso per i suoi compagni, 8 nel solo primo quarto, nel finale saranno ben 20. Non solo Westbrook, ma inizia a far la voce grossa anche Kevin Durant, inarrestabile dall’arco dei tre punti. Paul tenta di risalire e accorciare le distanze firmando il – 2 Clippers, ma i compagni non lo seguono molto e nel terzo quarto è ancora Westbrook che, non solo serve i compagni, ma dimostra anche di saper segnare: OKC fissa un parziale di 10 a 0. Nell’ultimo quarto i Clippers provano a rimanere in partita sfruttando i tiri da tre di Redick e Green ma OKC allunga le distanze per la 44ma vittoria stagionale. Il punteggio è di 120 a 108.

Thunder (44-20): Durant 30 (12 rimbalzi), Westbrook 25 (20 assist, 11 rimbalzi), Ibaka 15, Kanter 14, Roberson 13, Adams 9, Singler 6, Morrow 5, Foye 3, McGary, Mohammed, Payne. 

Clippers (41-22): Green 23, Redick J.J. 22, Jordan 18, Crawford 16, Paul 12, Aldrich 10, Rivers 5, Johnson 2, Stephenson, Pierce, Prigioni.

Key Stat: OKC bene ai liberi con l’83%, ma ancora meglio ai rimbalzi: ben 52. I Clippers peccano al tiro e dall’arco, rispettivamente : 49% e 35% contro le ottime percentuali dei Thunder.

MVP: Westbrook. Ennesima tripla doppia in carriera, 11ma in questa stagione. Russell Westbrook show : 25 punti, 20 assist e 11 rimbalzi. Fenomeno. 

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Detroit Pistons @ Dallas Mavericks 102-96 (26-28; 54-52; 76-74)

Fondamentale vittoria in ottica Playoffs per i Detroit Pistons, rabberciati per via delle assenze di Tolliver e Stanley Johnson. A farne le spese i Dallas Mavericks, alla quarta sconfitta consecutiva. Partita tiratissima quella dell’American Airlines Center, con le due squadre appaiate nel punteggio per larghi tratti della contesa (nessun vantaggio in doppia cifra). Detroit sfrutta lo strapotere a rimbalzo, ovviamente personificato da Andre Drummond (doppia-doppia numero 54 per lui, leader nella lega), e una più equa distribuzione degli oneri offensivi, laddove Dallas ha visto solo due giocatori monopolizzare il dato dei punti segnato, con Nowitzki e Parsons autori di 50 dei 96 complessivi. Nel cuore dell’ultimo periodo il primo allungo significativo degli ospiti, propiziato da due triple di Morris e qualche giocata di rilievo di Steve Blake dalla panchina: è +9 con 5 minuti da giocare. I Pistons non tengono salde le mani del volante e consentono agli avversari di riportarsi a un possesso di distanza e palla in mano. Lo spartiacque è rappresentato da due attacchi analoghi: quello dei Mavs si traduce in un forzatissimo tiro allo scadere di Parsons che non vede nemmeno il ferro mentre quello di Detroit si conclude con un tiro altrettanto forzato di Jackson, fin lì più dannoso che altro, che però trova il fondo della retina e fa saltare il banco. Grazie a questo successo la truppa di Van Gundy aggancia Chicago all’ottavo posto nella Eastern, mentre i Mavericks appaiono in debito di ossigeno e devono ringraziare il fatto che Utah, virtualmente la prima delle escluse ad Ovest, non se la passi meglio. Occhio però al calendario di Dallas, che nelle prossime 7 affronterà tutte squadre con un record superiore al 50%. I Playoffs sono ancora tutti da conquistare.

Pistons (33-31): Morris 20, Harris 19, Drummond 25 (17 rimbalzi), Jackson 11, Caldwell-Pope 14, Bullock 5, Baynes 1, Blake 7.

Mavericks (33-32): Nowitzki 25 (10 rimbalzi), Parsons 25, Pachulia 10 (13 rimbalzi), Williams 8, Matthews 10, Lee 4, Villanueva, Harris 2, Barea 7, Felton 5.

Key Stat: Decisivo il 51 a 40 nel dato dei rimbalzi.

MVP: Qualche figuraccia ai liberi è all’ordine del giorno, ma Andre Drummond ha dimostrato ancora una volta di essere nel gotha dei lunghi NBA.

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Le altre gare:

Sacramento Kings @ Cleveland Cavaliers 111 – 120 (25-28, 60-54, 84-89)

Kings (25-38): Cousins 29 (11 rimbalzi), Gay 19, Collison 15, Casspi 13, Rondo 11, Acy 8, Butler 7, Koufos 5, Cauley-Stein 4, Anderson.
Cavaliers (45-18): Irving 30, James 25 (11 rimbalzi), Thompson 18 (15 rimbalzi), Love 17 (10 rimbalzi), Smith J.R. 15, Dellavedova 7, Shumpert 4, Frye 3, Jefferson 1.

Charlotte Hornets @ New Orleans Pelicans 122 – 113 (39-28, 71-60, 99-90)

Hornets (35-28): Walker 35, Lee 16, Batum 15, Williams 14, Zeller 13, Lin 12, Kaminsky 10, Jefferson 5, Lamb 2.
Pelicans (24-39): Davis 40 (13 rimbalzi), Holiday 38, Douglas 16, Cunningham 5, Johnson 5, Gee 4, Anderson 3, Perkins 2, Asik.

Memphis Grizzlies @ Boston Celtics 96-116 (26-24; 55-52; 67-83)

Grizzlies (38-26): Green 17 (13 rimbalzi), Barnes 12, Hollins 7, Chalmers 11, Allen 12, Martin 16, Hairston 2, Stephenson 2, Carter 17.
Celtics (39-26): Johnson 3, Crowder 15, Sullinger 12, Thomas 22, Bradley 15, Jerebko 11, Mickey, Zeller 9, Smart 10, Rozier, Turner 16, Young, Hunter 3.

Houston Rockets @ Philadelphia 76ers 118-104 (21-27; 61-52; 92-79)

Rockets (32-32): Motiejunas, Ariza 15, Howard 21 (18 rimbalzi), Beverley 16, Harden 29, Harrell 2, Capela 3, Beasley 8, McDaniels 12, Terry 10, Brewer 2.
76ers (8-56): Noel 17, Covington 17, Grant 13, Smith 21, Thompson 10, Holmes 1, Landry 6, McConnell 5, Stauskas, Canaan 14.

New York Knicks @ Phoenix Suns 128-97 (29-19; 63-43; 88-75)

Knicks (27-39): Porzingis 13, Anthony 23, Lopez 13, Calderon 10 (12 assist), Vujacic 23, Williams 18, O’Quinn 4, Amundson, Seraphin 2, Grant 14, Galloway 8.
Suns (17-47): Tucker 4, Chandler 4, Len 14 (10 rimbalzi), Price 11, Booker 32, Teletovic 11, Leuer 2, Budinger 2, Pressey, Goodwin 6, Jenkins 11.

– di Domenico Laudando e Francesco Postiglione

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