NBA Recap Inside: Spurs per un soffio, Utah cade a New Orleans

NBA Recap Inside: Spurs per un soffio, Utah cade a New Orleans

Il recap delle partite NBA della notte.

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Toronto Raptors @ Minnesota Timberwolves 112-117 (32-26, 68-55, 89-88)

Due partite in una. Si perché nel primo tempo Toronto domina in lungo e in largo, soprattutto con DeRozan (finirà a quota 35) ma ben coadiuvato da tutti. I canadesi toccano anche il +18, poi i padroni di casa limano qualcosa per chiudere sotto di 13 all’intervallo, con 68 punti segnati, season high per marcature in una metà gara. Forse Toronto pensava di aver già vinto e ha iniziato a pensare a cosa sta per arrivare in città nei prossimi giorni (All Star Weekend, ndr), fatto sta che Minnesota rientra nel terzo periodo. 13 dei 26 personali del nativo di Toronto, Andrew Wiggins, e il dominio di Towns su Valanciunas hanno fatto il resto negli ultimi 12 minuti, permettendo ai lupi di festeggiare la 17esima vittoria stagionale, una in più di tutta l’annata scorsa.

Raptors (35-17): DeRozan 35, Lowry 14, Valanciunas 12, Ross 11, Scola 8, Powell 8, Patterson 8, Joseph 8, Biyombo 6, Nogueira 2, Wright.
Timberwolves (17-37): Towns 35 (11 rimbalzi), Wiggins 26, Rubio 19, Dieng 14 (10 rimbalzi), LaVine 13, Muhammad 8, Payne 2, Bjelica, Miller.

Key Stat: troppo fallosi i canadesi (34 infrazioni) che hanno mandato 53 volte in lunetta Minnesota, mentre i padroni di casa hanno commesso 21 falli, che hanno concesso 32 liberi agli ospiti.

MVP: Karl-Anthony Towns. 35 punti, 11 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate, tirando 11/19 da 2 e 11/13 dalla lunetta.

 

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San Antonio Spurs @ Orlando Magic 98-96 (29-23, 50-51, 67-79)

Nonostante Parker e Ginobili out per noie fisiche e Duncan a mezzo servizio, i San Antonio Spurs tengono il passo dei Warriors e, anche se a debita distanza, li tallonano nella corsa alla vetta della Western Conference. La sesta vittoria consecutiva è comunque ben lungi dall’essere convincente, giunta dopo 48 minuti in cui l’atletismo dei Magic (privi di Harris) ha messo in grosso affanno gli ”speroni”. Quella andata in scena all’Amway Center è stata, tra le altre cose, un’ulteriore occasione per ammirare scampoli di Spurs del futuro, con Kawhi Leonard indiscusso go-to-guy e Aldridge spalla di lusso. Proprio il nativo di Compton è stato l’artefice del clutch-shot che ha fatto saltare il banco, al culmine di un avvincente botta e risposta negli ultimi due minuti di gioco. Elfrid Payton va vicinissimo al canestro del pareggio con 9 decimi da giocare, ma sbaglia l’appoggio rovesciato sul lancio di Fournier. Orlando, che ha sciupato un vantaggio di 12 punti all’alba dell’ultimo periodo, si conferma squadra che rende la vita difficile anche alle superpotenze dell’Ovest (chiedere ad OKC), ma anche fiacca nel colpo di reni necessario negli arrivi in volata.

Spurs (45-8): Aldridge 21, Leonard 29, Duncan 5, McCallum 4, Green 12, West 4, Anderson 2, Butler, Marjanovic, Diaw 4, Simmons, Mills 17.
Magic (23-29): Gordon 4 (14 rimbalzi), Vucevic 20 (13 rimbalzi), Payton 13, Fournier 28, Oladipo 14, Nicholson 3, Dedmon 2, Napier, Hezonja 12.

Key Stat: Siamo praticamnete allo stallo statistico, la chiave potrebbe essere stata la rotazione più lunga degli Spurs: 12 giocatori schierati da coach Pop contro i 9 dei Magic.

MVP: I senatori texani possono dormire sogni tranquilli, Kawhi Leonard è il presente e il futuro della franchigia.

 

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Los Angeles Clippers @ Boston Celtics 134-139 OT (37-33, 64-71, 91-98, 122-122)

Partita della notte al Garden, dove gli infuocati Celtics hanno regolato i Los Angeles Clippers orfani del loro big man, Blake Griffin, sospeso per quattro giornate dalla società per i già noti fatti di cronaca. In sua contumacia, a prendersi la ribalta sono stati i due playmaker che si ritroveranno anche nel week end di Toronto: entusiasmante la sfida tra Paul e Thomas, che hanno chiuso con statistiche simili ma, in virtù della firma apposta nei momenti chiave del match, è stata vinta dal beniamino di casa. Impressionante l’ultimo minuto dei regolamentari dove ha riacciuffato praticamente da solo gli avversari scappati sul +5, prima con un canestro più fallo in acrobazia (contro l’aiuto di Jordan), poi ha sancito i supplementari con il jumper in fade-away del 122-122. Los Angeles ha da recriminare per non aver segnato dal campo negli ultimi 3 minuti abbondanti dell’ultimo quarto, cosa che non puoi permetterti in partite a così alti ritmi e punteggio, e naviga a vista in una posizione (la quarta ad Ovest) che difficilmente cambierà da qui a fine stagione.

Clippers (35-18): Mbah a Moute 2, Pierce 6, Jordan 21 (16 rimbalzi), Paul 35 (13 rimbalzi), Redick 27, Stephenson 12, Johnson 7, Ayres 4, Aldrich 2, Prigioni, Crawford18.
Celtics (32-23): Johnson, Crowder 19, Sullinger 21 (11 rimbalzi), Bradley 18, Thomas 36 (11 assist), Jerebko 5, Olynyk 7, Zeller 2, Smart 17, Turner 14.

Key Stat: Boston ha passatori migliori, il che si traduce nel 34-25 alla voce assist.

MVP: Continua la bella storia della 60° scelta del Draft 2011. Isaiah Thomas mostra brani di pura onnipotenza cestistica.

 

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Denver Nuggets @ Detroit Pistons 103-92 (20-22, 52-53, 75-71)

Bella sfida di scena al Palace tra i migliori Pistons delle ultime cinque stagioni (non arrivavano all’All-Star break con record pari o meglio dal 2009) e una delle squadre più in forma del momento, sarebbe a dire i Denver Nuggets del ”Gallo”. Confronto sicuramente condizionato dal rapporto dell’infermeria di casa, che ha costretto coach Van Gundy a una rotazione rattrappita, stante l’assenza di Ilyasova e Reggie Jackson. Era, perciò, ampiamente prevedibile potessero prendere il largo sulla lunga distanza, e così e stato. Il successo porta la firma, ancora una volta, di Will Barton dalla panchina, autore di 15 dei suoi 20 punti nell’ultimo periodo. Più in generale è stato lo scarso ritmo strumentalmente imposto da Detroit a decidere il match. Obbligati a non correre troppo dalla ”inferiorità numerica”, il loro motore non ha raggiunto il massimo dei giri ove necessario. I Pistons si consolano col fatto che restano in corsa per un posto nella postseason ad Est, a differenza dei loro avversari che pagano ancora oggi la disastrosa partenza, e vedendoli adesso c’è di che mangiarsi le mani.

Nuggets (22-32): Faried 12, Gallinari 15, Mudiay 11, Harris 11, Jokic 5, Barton 20, Nurkic 16 (11 rimbalzi), Lauvergne 4, Foye 6.
Pistons (27-27): Tolliver 6, Morris 19, Johnson 11, Drummond 15 (17 rimbalzi), Jennings 16, Hilliard 9, Baynes 10, Blake 6.

Key Stat: La filosofia dei Nuggets è chiara da anni: tanti buoni e nessun primo violino. Se a questo si sommano le assenze dei Pistons, il risultato è 46-25 dalla panchina.

MVP: Altro exploit nelle fasi decisive del match per l’ex Portland Will Barton. Mettesse un po’ di tiro da fuori nel repertorio staremmo parlando di un giovane talento tra i più intriganti della lega.

 

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Utah Jazz @ New Orleans Pelicans 96-100 (22-20, 45-47, 77-71)

Anthony Davis conduce i suoi Pelicans alla vittoria sui Jazz. New Orleans interrompe la striscia di successi di Utah che si protraeva da sette turni. Il centro di Chicago ha sbagliato otto dei primi tredici tiri ma nelc orso della partita è stato bravo a raddrizzare le statistiche personali e il punteggio. È stata sua la tripla, a poco più di trenta secondi dalla fine, che ha spento definitivamente le speranze di rimonta dei Jazz. Per quest’ultimi, che sono sempre rimasti incollati agli avversari, solo nel terzo quarto hanno provato ad alzare la testa, i migliori sono stati Favors (29) e Hayward (21).

Jazz (26-26): Hayward 21, Favors 29, Gobert 12 (14 rimbalzi), Hood 15, Neto 9, Booker 2, Johnson 3, Ingles, Green 5, Lyles, Burke, Withey.
Pelicans (20-32): Cunningham 8, Davis 19, Asik 4, Dejean-Jones 9, Cole 11, Holiday 21, Anderson 7, Ajinca 8 (11 rimbalzi), Gee 5, Douglas 8, Babbitt, Evans, Perkins.

Key Stat: Nonostante i Jazz abbiano tirato meglio nei tiri liberi, 76.7% Utah e 66.7% Pelicans, i vincitori dell’incontro hanno segnato con una percentuale più alta nei tiri dalla lunga distanza: 42.1% contro il 33.3%.

MVP: Anthony Davis. Come ha detto lui stesso a fine partita: “Mi sono sentito addosso la responsabilità di leader della squadra. A un certo punto ho capito che dovevo prendere in mano la situazione”.

 

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Golden State Warriors @ Phoenix Suns 112-104 (29-28, 57-43, 91-75)

I Warriors sono un vero e proprio rullo compressore. Il solito Curry (26 punti) guida i suoi alla vittoria. I Suns ne risentono della panchina corta, non entrano mai in partita seppure nell’ultimo periodo riescano a segnare più punti della formazione di Oakland (21-29). Tanto il nervosismo tra i ragazzi di Hornacek, Morris e Goodwin sono stati i protagonisti di una violenta discussione, il secondo avrebbe dato uno schiaffo al primo e tanti spintoni tra i due. Goodwin è stato fatto uscire per il resto della durata del primo quarto.

Warriors (48-4): Barnes 8, Green 9, Bogut 4, Thompson 24, Curry 26, Iguodala 2, Barbosa 12, Speights 9, Livingston 8, Rush 5, Clark 2, Thompson, Looney 3.
Suns (14-40): Tucker 8, Morris 19, Chandler 13 (10 rimbalzi), Booker 15 ( 10 assist), Goodwin 20, Johnson 9, Len 6, Teletovic 14, Knight, Leuer, McRae, Price, Weems.

Key Stat: I Suns si difendono nei rimbalzi, 60 a 55, ma soffrono nei tiri liberi, 72.7% contro 82.8%, e quelli da tre, 28% Phoenix e 35% Golden State.

MVP: Stephen Curry. Altra grande prestazione, ad un passo dalla tripla doppia con 26 punti, 9 rimbalzi e 9 assist.

 

 

Le altre gare:

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Los Angeles Lakers @ Cleveland Cavaliers 111-120 (25-36, 47-65, 74-94)

Lakers (11-44): Williams 28, Clarkson 22, Bryant 17, Russell 15, Hibbert 9, Randle 7, Bass 7, Black 4, World Peace 2.
Cavaliers (38-14): Irving 35, James 29 (11 assist), Thompson 15 (13 rimbalzi), Smith 9, Love 8, Varejao 8, Mozgov 6, Jefferson 6, Shumpert 4, Williams, Cunningham.

 

Atlanta Hawks @ Chicago Bulls 113-90 (28-29, 53-48, 91-73)

Hawks (31-24): Schröder 18, Teague 17, Horford 16, Millsap 15, Muscala 11, Scott 10, Sefolosha 10, Korver 10, Holiday 2, Hardaway 2, Bazemore 2, Patterson, Mack.
Bulls (27-25): Gasol 20 (10 rimbalzi), McDermott 17, Rose 14, Portis 12 (10 rimbalzi), Brooks 9, Moore 8, Gibson 4, Dunleavy 2, Snell 2, Hinrich 2, Bairstow, Felicio.

 

Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 117-95 (25-25, 60-43, 89-70)

Hornets (27-26): Williams 8, Kidd-Gilchrist 8, Zeller 11 (11 rimbalzi), Walker 25, Batum 11, Hansbrough 2, Hawes 6, Hairston, Kaminski 10, Roberts 4, Daniels 2, Lin 14, Lamb 16.
Pacers (28-25): Turner 10, George 22, Mahinmi 8, G. Hill 12, Ellis 10, Allen 7, S. Hill 4, Budinger 4, Miles 7, Young 1, J. Hill 5, Robinson III 5.

 

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Sacramento Kings @ Philadelphia 76ers 114-110 (24-30, 48-63, 75-87)

Kings (22-31): Gay 22, Cousins 28 (12 rimbalzi), Cauley-Stein 3, Rondo 14 (15 assist), Belinelli 6, Casspi 2, Acy 6, Koufos 8, Anderson, Collison 25.
Sixers (8-45): Grant 7, Covington 29, Okafor 26 (10 rimbalzi), Smith 5 (10 rimbalzi), Stauskas 16, Landry 2, Holmes 8, McConnel 4, Canaan 6, Thompson 7.

 

Memphis Grizzlies @ Brooklyn Nets 109-90 (22-27, 50-45, 89-68)

Grizzlies (31-22): Randolps 15, Ja. Green 13, Conley 2o, Allen 6, Lee 10, Je. Green 18, Barnes, Hollins 6, Chalmers 1o, Carter 11.
Nets (14-40): Young 10, Johnson, Lopez 20, Ellington 18, Sloan 4, Robinson 8, McCullogh 5, Larkin 4, Brown 10, Karasev, Bogdanovic 11.

 

Houston Rockets @ Portland Trail Blazers 103-116 (29-29, 46-57, 81-81)

Rockets (27-28): Ariza 8, Brewer 9, Howard 28 (13 rimbalzi), Harden 34 (11 assist), Beverley 7, Smith, Capela 1 (10 rimbalzi), Lawson, Thornton 6, Terry 8, Harrell 2,Dekker, McDaniels.
Blazers (27-27): Aminu 11, Harkless 19 (13 rimbalzi), Plumlee 8, McCollum 14, Lillard 31, Crabbe 5, Leonard 14, Davis 1 (13 rimbalzi), Henderson 13, Connaughton, Frazier, Kaman, Vonleh.

 

– di Ario Rossi, Domenico Laudando e Alberto Incerti

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