NBA Recap Inside: torna Durant e OKC domina; Love incanta mentre LeBron fa segnare un nuovo record

NBA Recap Inside: torna Durant e OKC domina; Love incanta mentre LeBron fa segnare un nuovo record

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charlotteobserver.com
Sacramento Kings @Charlotte Hornets OT 127-122 (30-33; 60-60; 91-74) La Time Warner Cable Arena ospita il confronto tra squadre che godono di discreta salute. Ai nastri di partenza, tra le due, solo gli Hornets erano accreditati di chance da playoff e, anche grazie a una striscia aperta di due vittorie, hanno un ritmo da 7/8 posto ad Est. Diverso il discorso per i Kings, tagliati fuori nell’agguerrita Western Conference anche se il talento non fa difetto ai californiani, ma che nell’ultima settimana hanno un play di nome Rajon Rondo che viaggia a 12 assist abbondanti di media. Su di lui e su Cousins sono riposte le speranze di coach Karl di tornare dalla Carolina con un successo. Partenza sprint di Charlotte che mette a referto tutto il quintetto base nella prima metà del periodo con Kemba Walker subito protagonista. Dal canto suo Sacramento resta a contatto grazie a Demarcus Cousins e al suo vasto repertorio offensivo. 5 punti nell’ultimo minuto di Belinelli riportano il match in equilibrio sul +3 Hornets. Stabilità che regge per tutto l’arco del secondo quarto, con il play ex Boston che smista assist a profusione (saranno 20 a fine partita!) e stampa anche la tripla a fil di sirena che manda le squadre all’intervallo lungo in perfetta parità. Immediato parziale di Sacramento al rientro, con Rudy Gay autore di 9 punti nei primi due minuti del periodo e, quasi inaspettata, arriva la prima fuga vera della partita, che toccherà anche il massimo scarto di 21 punti. Sembra la sequenza che determina la contesa, ma Charlotte si ribella ad una sorte perlopiù segnata e si rimette in scia trascinata da un immenso Walker: 21 punti per lui nel solo ultimo quarto, compresi i 2 appoggiati al tabellone per il sorpasso a meno di 1 secondo dal termine. Coach Clifford è sul punto di cantare vittoria quando i Kings s’inventano l’inbound pass dalle mani di Rondo a quelle di Gay, il quale sovrasta Marvin Williams e deposita i due punti dell’overtime. Il supplementare ha poca storia, con Jeremy Lin che sceglie il momento migliore per entrare in scena: 8 punti del play da Harvard e Sacramento cede, ma con l’onore delle armi. Kings (5-10): Cousins 30 (11 rimbalzi), Gay 28 (10 rimbalzi), Cauley-Stein, Rondo 14 (20 assist, 8 rimbalzi), McLemore 10, Casspi 6, Koufos 10, D. Collison 7, Belinelli 17. Hornets (8-6): M. Williams 9, Hairston 5, Al Jefferson 10, Walker 39, Batum 18 (10 rimbalzi, 8 assist), C. Zeller 12, Hawes, Kaminsky III 9, Lin 14, Lamb 11. Key Stat: In una partita tanto tirata, decisivi i 26 liberi tirati col 77% dagli Hornets a fronte dei 16 di Sacramento col 62% di realizzazione. MVP: Facile: Kemba Walker. Anche 5 assist, 6 rimbalzi e 3 stoppate per lui.
bleacherreport.net
Orlando Magic @ Cleveland Cavaliers 103-117 (27-29; 56-59; 77-92) I Cavaliers giungono a questa sfida da imbattuti nelle partite in caso e i Magic, sebbene siano squadra futuribile, non sembrano essere in grado di porre fine a questa serie. LeBron sa che quest’Orlando non è la stessa con la quale ha battagliato in ambito postseason qualche annata fa, nel suo primo stint in Ohio, ma anche che la prima posizione nella Eastern passa anche da queste partite. Primo quarto favorevole ai più quotati padroni di casa con Kevin Love subito ispirato a macinare punti e rimbalzi, mentre il ”23” veglia sul match cambiando passo sì e no un paio di volte e se poi anche Dellavedova trova con continuità il fondo della retina per i Magic rischia di essere una lunga serata. A testimonianza della stoffa dei ragazzi di coach Skiles, a cavallo tra primo e secondo periodo avviene la rimonta degli ospiti, che non si fermano a ruota dei Cavs’, ma vanno al contrattacco raggiungendo anche un vantaggio di 8 punti con un ottimo Andrew Nicholson. LeBron in veste di pompiere spegne i bollori dei Magic e porta i suoi avanti all’intervallo lungo. Il terzo quarto è quello dell’allungo decisivo: l’attacco di Orlando s’incarta e lascia campo libero a una Cleveland che si fregia anche del contributo di J.R. Smith per aumentare il margine a una ventina di punti. Gli uomini di coach Blatt riescono a tenere gli avversari a distanza di sicurezza per l’intera durata dell’ultimo periodo, di cui buona parte giocata con le seconde e terze linee, al fine di risparmiare qualche preziosa energia in vista dei prossimi impegni. Da segnalare i 13 assist di James, non una novità, ma uno di questi recapitato a Love gli ha consentito di affiancare Oscar Robertson come secondo giocatore della storia a figurare nei primi 25 posti nelle classifiche di assist e punti segnati all-time. Immenso. Magic (6-8): T. Harris 9, Fournier 13, Vucevic 12, Payton, Oladipo 10, A. Gordon 11, Frye 9, Ja. Smith 4, Nicholson 18, Dedmon 3, Napier 11, Hezonja 3. Cavaliers (11-3): Love 34, James 15 (13 assist), T. Thompson 9 (14 rimbalzi), J.R. Smith 26, Dellavedova 15, Varejao 4, R. Jefferson 7, Kaun, J. Harris, Cunningham 4, J. Jones 3. Key Stat: Principalmente i 34 assist a 25 di Cleveland. MVP: A LeBron il record, a Kevin Love la palma di migliore in campo.
arizonasports.com
Phoenix Suns@ San Antonio Spurs 84-98 (17-20, 34-44, 60-67) Restano perfetti tra le proprie mura i San Antonio Spurs, privi di LaMarcus Aldridge per la seconda partita consecutiva. I Suns arrivano in Texas lamentando l’assenza del proprio playmaker Bledsoe che, insieme a Brandon Knight, ha avuto un inizio di stagione di altissimo livello (44.2 punti per partita combinati, meglio di loro solo gli Splash Brothers). Kawhi Leonard è una forza in entrambe le metà campo e con lui e Danny Green la difesa Spurs forzerà 28 turnover nella partita, riuscendo a convertirli in 27 punti in contropiede. Il solo Markieff Morris prova a tenere in partita i compagni di squadra, ma Phoenix è costretta ad andare all’intervallo con il tabellino che recita 34, season low per gli uomini di Jeff Hornacek. Nella terza frazione Leonard prova a far fuggire San Antonio segnando 7 punti nel 14-2 che sembra chiudere la contesa sul 61-43, ma Morris e compagni tornano sotto sul 60-65, prima che Parker e Danny Green (4 triple a bersaglio stanotte) sistemino i conti e tengano a bada Morris limitandolo a 2 punti nell’ultimo periodo. San Antonio arriva a 11-3 e si prepara al derby texano di mercoledì nel migliore dei modi. Suns (7-7): Morris 28, Knight 18, Booker 4, Chandler 1, Tucker 0, Warren 16, Teletovic 9, Leuer 6, Price 2, Weems 0, Goodwin 0, Len 0. Spurs (11-3): Leonard 24 + 13 rimbalzi, Parker 20, Green 18, Duncan 7, West 5, Mills 10, Ginobili 8, Anderson 2, Simmons 2, Marjanovic 2, Butler 0, Diaw 0, McCallum 0. Key Stat: per la sesta volta in 14 partite i San Antonio Spurs forzano la squadra avversaria ad arrivare a fine primo tempo con meno di 40 punti a referto. MVP: Kawhi Leonard ancora una volta guida San Antonio in entrambe le metà campo, totalizzando 4 steal e una stoppata in difesa e 24 punti in 18 tiri in attacco. Il tutto raccogliendo 13 rimbalzi, cifre da lungo. La maturazione del prodotto di San Diego sembra completata e la responsabilità datagli da Popovich è lì a dimostrarlo.
deseretnews.com
OKC Thunder@ Utah Jazz 111-89 (23-20, 63-46, 88-68) Torna KD e vince senza troppi patemi Oklahoma City in quel di Salt Lake City. Pronti via e Durant mette a segno 11 punti nella sola prima frazione, dove gli Utah Jazz riescono a stare in partita grazie a Gordon Hayward e Derrick Favors. La fuga inizia però nel secondo periodo, dove OKC mette a referto 40 punti grazie anche ai 15 dalla panchina di un Anthony Morrow rivitalizzato. Westbrook è la solita forza della natura e in campo aperto ricorda a tutti le sue abilità sia di concludere fuori equilibrio sia che di passatore quando serve a KD il pallone per un fantastico alley-oop. Utah non riuscirà mai a rientrare in partita e, oltre alla sconfitta, i Jazz tengono il fiato sospeso per le condizioni di salute di Rudy Gobert che ha subito un colpo alla schiena nel finale di partita. Thunder che trovano la nona vittoria stagionale e sperano di poter contare più a lungo sull’ex-MVP Kevin Durant. Thunder (9-6): Durant 27, Westbrook 20, Ibaka 11, Adams 7, Roberson 2, Morrow 15, Waiters 12, Augustin 9, Kanter 6, Collison 2, Singler 0, Payne 0, McGary 0. Jazz (6-7): Hayward 19, Favors 11, Gobert 10, Hood 9, Neto 6, Burke 8, Burks 8, Johnson 6, Whithey 4, Booker 4, Lyles 2, Millsap 2, Ingles 0. Key Stat: 14/19 dal campo e 4/6 dalla lunga distanza per gli OKC Thunder nella seconda frazione, 40 punti a referto e dominio per i ragazzi di Donovan che hanno guadagnato 14 punti di vantaggio nel solo secondo periodo grazie ai 31 combinati di Waiters, Durant, Westbrook e Morrow. MVP: Kevin Durant torna ed è come se non si fosse mai fermato; 27 punti con il 76% dal campo e 13 tiri. Il tutto condito da 6 rimbalzi e un notevole effort difensivo che lo porta a recuperare 4 palloni. Le speranze di titolo dei Thunder passano molto dalla salute del numero 35, parso comunque in formissima al rientro dall’infortunio.   Le altre gare della notte:   Philadelphia 76ers@ Minnesota Timberwolves 95-100 (26-19, 52-46, 73-74) 76ers (0-15): Okafor 25 + 12 rimbalzi, Grant 9, Noel 7, McConnell 4, Stauskas 2, Covington 18, Thompson 15, Canaan 14, Sampson 1. Timberwolves (6-8): Wiggins 32, Martin 11, Rubio 8 + 11 assist, Garnett 8 + 10 rimbalzi, Towns 6, Lavine 12, Dieng 12, Muhammad 7, Payne 4, Miller 0, Prince 0.   New York Knicks @ Miami Heat 78-95 (19-26; 30-52; 56-73) Knicks (8-7): Porzingis 20 (14 rimbalzi), Anthony 21, R. Lopez 12, Calderon 4, Afflalo 11, Amundson 6, Seraphin 2, D. Williams, O’Quinn, L. Thomas, Galloway 2, Vujacic, Je. Grant. Heat (9-4): Bosh 16, Deng 9, Whiteside 11 (11 rimbalzi), Dragic 13, Wade 16, McRoberts 2, Winslow 7, T. Johnson 12, G. Green 9.   Detroit Pistons @ Milwaukee Bucks 88-109 (26-25; 48-58; 62-88) Pistons (7-7): Mc. Morris 4, Ilyasova, Drummond 15 (15 rimbalzi), R. Jackson 7, Caldwell-Pope 17, Baynes 6, Tolliver 13, S. Johnson 16, Bullock, Hilliard 2, J. Anthony 2, Dinwiddle 4, Blake 2. Bucks (6-8): Antetokounmpo 17, Parker 12, Monroe 20 (13 rimbalzi), Carter-Williams 12, Middleton 16, O’Bryant III, Mi. Plumlee, Henson 2, Copeland, Vasquez 10, Bayless 14, Mayo 6, Vaughn.  

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