NBA Recap Inside: Westbrook si ribella ma la marea biancorossa travolge anche lui, 2-0 Houston

NBA Recap Inside: Westbrook si ribella ma la marea biancorossa travolge anche lui, 2-0 Houston

Una gara ad inseguire, ma Houston non si scioglie e piazza uno dei suoi proverbiali parziali nel momento decisivo affondando OKC

Gara 2 (serie 0-2)

Oklahoma City Thunder @ Houston Rockets 111-115 (35-26; 68-62; 89-86)

Siamo onesti, gara 1 non aveva regalato l’equilibrio che ci si aspetta da questa serie e aveva lasciato l’amaro in bocca nel constatare che nella sfida tra i due co-MVP della stagione, la squadra di uno si era dimostrata così tanto superiore all’altra.

L’imprevidibilità è sempre dietro l’angolo visti gli attori principali della contesa, e il fattore ”attributi” per OKC trovava, dopo la sonora sconfitta della gara d’apertura, terreno fertile per dispiegarsi. Ciò accadeva fin dalle prime azioni dopo la palla a due, dove i Thunder imponevano la loro legge fatta di agonismo e di atletismo funestando coi tagli verso il canestro la difesa di Houston e ridimensionando le giocate di James Harden poco intenso a inizio partita. Oltre a Westbrook, gli ospiti trovavano puro ossigeno dalle mani di Roberson (anche oggi tra i più positivi) e Gibson, mentre i Rockets rimanevano aggrappati sulla soglia della doppia cifra di svantaggio fino al buzzer-beater di Lou Williams di fine primo quarto, tiro che lasciava presagire la grande serata del probabile sesto uomo dell’anno. In contumacia Harden, alla ripresa delle operazioni erano ancora i Thunder con le mani ben salde sul timone della partita, con Westbrook che macinava numeri (a fine primo tempo arriverà a 2 rimbalzi dalla tripla-doppia) e i tabelloni sotto il controllo di Adams e compagnia, come doveva essere da copione e non lo è stato in gara 1. La misera percentuale nel tiro da 3 degli avversari, sostanzialmente, teneva Houston in scia e il -6 all’intervallo lungo costituiva un enorme affare per i texani, andati palesemente sotto in quanto a mole di gioco.

L’inizio di secondo tempo restituiva la sensazione di quel frustrante effetto elastico che vive la squadra che insegue, dove tanto più vicini giungeva all’aggancio, tanto più distanti veniva ricacciata nelle azioni successive. Chi conosce lo sport, sa quanto è difficile ribellarsi a questa condizione, in particolar modo quando il tuo avversario si chiama Russell Westbrook, il cui terzo quarto era a mani basse il migliore della sua gara malgrado fosse totalmente accentratore. Mancava l’apporto del ”barba” però, e se al suo ufficiale ingresso in partita si aggiungevano le bocche da fuoco Gordon e Williams, per i Rockets rientrare da -12 al -3 alle porte del quarto decisivo era un attimo. Il solito grande lavoro da collante di Beverley non si faceva desiderare neanche in questo contesto, ed era proprio quando lui teneva quei due palleggi in più di RW0 mandandolo dritto nelle fauci di Capela che ne inchiodava il lay-up al tabellone, e sul ribaltamento Eric Gordon connetteva con la tripla del primo vantaggio Houston di tutta la partita, che il Toyota Center si trasformava in una polveriera. Queste folate dei team allenati da D’Antoni sono quanto di più elettrizzante possa trovarsi nella lega oltreoceano, e in questa cornice di violenta bellezza OKC veniva travolta, spedita in men che non si dica a -10 dallo stesso, scatenato Gordon. Solo arbitri con uno spiccato senso del dramma favorivano un punteggio più equilibrato a fine match, ma la perfetta marea biancorossa della volata finale aveva fatto vittime, e per i Thunder sarà difficile rialzarsi al termine di una sfida persa anche se condotta per ben 36 minuti.

MVP Basketinside.com: Vedendo la partita, le giocate che danno vibrazioni maggiormente positive e che più rimangono impresse per i momenti in cui sono arrivate sono state quelle di Williams e Gordon (43 punti in due), ma a leggere i dati balza all’occhio di come la presenza di James Harden sia trasversale anche quando più silente: 35 punti ben distribuiti, pochi tiri (17 contro i 43 di Westbrook) e la solita nidiata di liberi ne mostrano un’immagine dal profilo più basso ma, se possibile, ancor più terrificante per chi lo deve affrontare.

Thunder (0-2): Gibson 8, Roberson 12, Adams 5, Westbrook 51 (13 assist, 10 rimbalzi), Oladipo 11, Sabonis, Grant 9, McDermott 11, Singler, Kanter 4, Christon, Abrines.
Rockets (2-0): Anderson 4, Ariza 4, Capela 7 (10 rimbalzi), Beverley 15, Harden 35, Nene 7, Gordon 22, Williams 21.

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