NBA Recap Point: debutto ok per Pacers e Lakers

NBA Recap Point: debutto ok per Pacers e Lakers

Commenta per primo!
ww3.hdnux.com

INDIANA-ORLANDO 97-87

Si apre il sipario ad Indianapolis per l’inizio della nuova stagione NBA, con i Pacers che per la prima di Regular Season ospitano sul proprio campo gli Orlando Magic reduci da una stagione abbastanza disastrosa. Partono subito fortissimo i padroni di casa, trascinati da Paul George e Lance Stephenson. Dopo i primi 3 minuti di gara il risultato recita 12 a 0 Indiana. I Magic, poco concentrati e molto imprecisi, non  sembrano in grado di reagire alle offensive avversarie.  Solo nella seconda metà del primo quarto, con l’ingresso delle seconde linee, la partita comincia seppur lentamente a  riequilibrarsi. Alla fine del primo periodo il risultato è di 23-18 per Indiana.

Il secondo periodo si apre con in campo ancora le seconde linee. I Magic sulle spalle di un ispiratissimo Andrew Nicholson, riescono a portare l’inerzia della partita a proprio vantaggio. I padroni di casa invece cominciano ad avere grosse difficoltà nel fare canestro e pur avendo un Roy Hibbert totale dominatore sotto le plance, tornano negli spogliatoi all’intervallo sotto di 4 punti. Il primo tempo si chiude 44-40 per i Magic.

Dopo l’intervallo i Pacers tornano in campo con un piglio decisamente diverso, e con Paul George sempre più leader, tornano prepotentemente sopra, chiudendo  il terzo quarto in vantaggio di 5 punti grazie anche ad una splendida tripla sulla sirena proprio di George.

Il quarto periodo è praticamente un monologo Pacers, con gli Orlando Magic totalmente in balìa dell’avversario e assolutamente incapaci di reagire. Indiana deve solo controllare l’ottimo margine accumulato fino al fischio finale.

Finisce 87-97 per Indiana. Partita equilibrata solo fino alla prima metà di gara, poi niente più.

Paul George uomo partita (e top scorer) con 24 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate. Da segnalare le ottime prestazioni di Roy Hibbert, assoluto dominatore sotto canestro: 8 punti, 16 rimbalzi e addirittura 7 stoppate;  e Lance Stephenson che chiude con 19 punti, 7 rimbalzi e 5 assist.

Nelle file dei Magic si salva solo Andrew Nicholson, che almeno per la prima metà di gara aveva tenuto accese le speranze della propria squadra. L’ala di Orlando conclude con 18 punti (8-10 dal campo). Non particolarmente brillante l’esordio in NBA per Victor Oladipo che in 22 minuti fa registrare 12 punti con un 4-11 dal campo e 3 palle perse.

Buona la prima per i Pacers dunque, e anche se l’avversario non era sicuramente dello stesso livello, era importante iniziare col piede giusto. Chi ben comincia…

espncdn.com

LA LAKERS-LA CLIPPERS 116-103

L’opening day della Nba vede come ultima gara delle tre in programma, il derby di Hollywood tra i Los Angeles Lakers, padroni di casa, e i Los Angeles Clippers, ospiti da calendario allo Staples Center. Una gara attesa e divertente, a tratti spettacolare, che ha chiuso il first day di questa stagione dopo le vittorie di Indiana contro Orlando e Miami contro Chicago.

I Clippers, per l’occasione in maglia blu, partono con il quintetto costruito nell’offseason, ovvero Redick e Dudley sul perimetro, Paul da regista e Griffin e Jordan come “torri”, Mike D’Antoni schiera degli inediti Lakers, con il doppio playmaker, Nash insieme a Blake, Young e Shawne Williams come forward e da centro lo spagnolo Gasol. Partita subito spumeggiante con ben dieci tiri, e tanti errori, nei primi due minuti. La trama dei Clips è fin troppo chiara, palla nelle mani di CP3 e tutti gli altri a bloccare, uscire e soprattutto correre. I padroni di casa, per modo di dire, invece ragionano, cercano di eseguire gli schemi anche se è palese che alla fine si vada sempre da Pau Gasol, il quale utilizza la sua tecnica sopraffina per disinnescare la difesa nei suoi confronti. Devono passare altri due minuti per assistere alla prima schiacciata del match, in campo aperto neanche a dirlo di Jordan, e al conseguente allungo dei Clippers (11-6). I Lakers non fanno una virgola, e ancora grazie a Gasol accorciano con una bomba sul 14-13. La girandola dei cambi inevitabilmente fa abbassare i ritmi di gioco, ma tempo un paio di giri d’orologio e si ritorna a correre come dei forsennati. Mentre J.J. Redick inizia a prendere confidenza con il ferro, Jordan Farmar manda a segno la tripla del sorpasso (21-20) Lakers. Dicevamo si corre, e allora nell’anarchia tattica più totale vanno a nozze Paul e DeAndre Jordan, il primo alza i lob e il secondo manda nel cesto tutto quello che afferra (30-24 Clips). Il sorprendente Xavier Henry, appena entrato, inchioda ad una mano, ma i gialloviola fanno fatica a segnare, e riescono a mettere punti a referto solo grazie a qualche rimbalzo offensivo (26 rimbalzi contro 21 il confronto a fine primo tempo). E così il primo quarto si chiude sul 30-28 per gli ospiti, sempre per modo di dire.

Si registrano tanti errori da una parte e dall’altra anche quando il gioco riprende, seppur con un chirurgico Matt Barnes, quelli in casacca blu si portano sul 35-30. Lo stesso Barnes, però, commette un fallo antisportivo, il quale da il via al controbreak dei Lakers, che fissano quasi a metà quarto il punteggio sul 38-35. La siccità degli uomini di coach Doc Rivers viene fermata da Blake Griffin, il quale non solo inizia a rendersi concreto in attacco, ma si dà da fare anche in difesa. E quando poi Jared Dudley manda a segno la sua prima tripla, i velieri sono di nuovo avanti sul 44-38. La partita continua a sprazzi, e allora tocca nuovamente ai Lakers prendere la palla al balzo e piazzare un parziale di 9-2 frutto di Nick Young, accesosi dopo aver realizzato un tiro pesante, e Nash. I Clippers, però, hanno un vero condottiero che risponde al nome di Chris Paul (9 assist già al riposo lungo), e nonostante ad un minuto scarso dalla fine si stava per scatenare una rissa dopo un contatto piuttosto duro di Jordan ai danni di Young, punito come antisportivo, il punteggio li vede avanti 57-55.

La ripresa vede i Clips aggredire immediatamente la gara e piazzare un break di 6-0, che costringe coach D’Antoni a ricorrere al timeout per spezzare il momento favorevole dei rivali cittadini. Quando Steve Blake manda a segno due triple in rapida successione, e in generale i suoi primi canestri dal campo, i Lakers ritornano con il naso avanti (66-65), e costringono stavolta la panchina dei Clippers a ricorrere al minuto di sospensione per rifletterci su. Quando si superano i 6′ di gioco, entrambe le squadre sciupano un paio di occasioni ciascuna, chi per allungare chi per recuperare, e l’equilibrio regna ancora sovrano, certamente positivo per lo spettacolo in campo che i tifosi seguono con grande apprensione. I Clippers provano a scappare nuovamente, grazie al loro gioco fisico, e all’attacco che si accende in un istante come paglia al fuoco. Ma i Lakers sono pur sempre i Lakers, e seppur Kobe Bryant sia soltanto seduto a bordo campo in abito completamente nero, con la bomba realizzata da Jodie Meeks ritornano a contatto (74-73). Gli ospiti sembrano avere qualcosa in più, e anche grazie a Darren Collison che da importanti minuti per rifiatare a CP3 portando grande intensità, i Clippers chiudono la terza frazione di gioco in vantaggio sul 79-75.

L’ultimo periodo vede ancora una volta gli uomini di Rivers iniziare meglio, colpendo con grande rapidità. Ma come entrano in trans agonistica, così vi escono, e quando succede i gialloviola sono bravi ad approfittarne e rimettere in sesto la gara, colpendo dalla lunga distanza. La partita sale di livello, inesorabilmente, e Jordan sale anche in ascensore inchiodando il povero Henry intento a penetrare. Farmar taglia la difesa di quelli in maglia blu come un coltello con il budino, e quando anche Wesley Johnson s’iscrive a referto, per forza dai 6.75, i Lakers volano sul 98-89 a 6′ e spiccioli dalla fine. Ai velieri non resta che ricorrere al timeout per fermare questa emorragia. Quelli di Lob City fanno fatica, con Griffin e Jordan, ad accoppiarsi al quintetto small schierato da D’Antoni (Farmar, Meeks, Johnson, Henry ed Hill), mentre in attacco si contano più turnovers che tiri verso il canestro. A poco meno di 4′ dal termine, la mossa di Rivers, con i Lakers sul 104-89, è togliere Jordan e mettere un altro esterno per velocizzare maggiormente la manovra ed essere pericolo soprattutto sul perimetro. Ma con un Jordan Hill che si prende la scena, è difficile rimettere in sesto il match. All’ultimo giro d’orologio, coach Rivers riconosce la sconfitta, e manda in campo un quintetto praticamente di riserve, e mentre deve mandare giù questo boccone amaro, i blasonati rivali cittadini si godono la prima “doppia v” della stagione.

Sette uomini contro cinque in doppia cifra, forse è questo il dato statistico che punisce i Clippers alla prima sconfitta stagionale, anche se poi vai a vedere un dislivello pazzesco a rimbalzo (52 vs 40), e giustamente ripensi al possibile fattore che ha generato lo stop a Chris Paul e compagni. La palma di Mvp va a Xavier Henry (22 punti con 6 rimbalzi ed 8/13 dal campo), un martello costante per la difesa dei velieri, anche se decisivo nel frangente in cui i Lakers hanno allungato è stato Farmar (16 punti, 6 assist, 4 rimbalzi e 6/10 al tiro). Double-double essenziale per Gasol (15 punti e 13 rimbalzi) mentre Hill fa segnare 12 punti e 8 rimbalzi e Kaman 10 punti e 8 rimbalzi. Tra le fila di quelli in canotta blu, double-double per CP3 (15 punti, 11 assist, 6 rimbalzi, 5 recuperi ma 5/13 al tiro) e DeAndre Jordan (17 punti con 11 rimbalzi, 3 stoppate ma soprattutto 8/10 dal campo). Nonostante 19 punti e 7 rimbalzi, pessimo Blake Griffin, che ha fatto registrare anche 4 perse e soprattutto un ridicolo 3/10 dalla linea della carità.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy