OKC fa il colpo a Dallas: anche ad Ovest e’ 1-1

OKC fa il colpo a Dallas: anche ad Ovest e’ 1-1

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Dopo gara-1 coach Brooks aveva suggerito di non difendere su Nowitzki: quella che a molti e’ sembrata una battuta, in realta’ era un’amara constatazione del fatto che il tedesco e’ veramente immarcabile, almeno per i Thunder. Ma se WunderDirk e’ inarrestabile, il piano-partita in vista di gara-2 non poteva che prevedere una difesa che concedesse nulla agli altri Mavericks: le intenzioni non sono rimaste su carta e OKC ha concesso solo 29 punti (contro i 53 di gara-1) alla panchina dei Mavs. Dallas, dal canto suo, veniva da 7 successi consecutivi (record di franchigia nei playoff), ma Carlisle da coach navigato non si era cullato sugli allori dopo il successo di martedí; l’allenatore dei texani aveva visto scarsa concentrazione in difesa, ben sapendo che l’attacco dei Thunder e’ tra i migliori della Lega e la sfida a chi segna di piu’ non conviene ai suoi: Per la prima volta nei playoff, i Mavericks hanno perso dopo aver segnato almeno 100 punti.

 

Dallas Mavericks – Oklahoma City Thunder 100-106 (serie 1-1)

 

Tutto esaurito all’American Airlines Center per un match che potrebbe essere gia’ decisivo: in caso di vittoria, i Mavs potrebbero mettere grande pressione sui Thunder. I primi minuti scorrono sul filo dell’equilibrio; Kidd mette due triple consecutive per punire la difesa ospite, mentre Durant inizia un quarto da 14 punti realizzando 7 dei primi 11 dei suoi: sulla parita’ a quota 11 arriva il primo strappo in favore dei Mavs che con due alley-hoop consecutivi tra Kidd e Chandler chiudono un parzile di 10-0. Con gli uomini che escono dalla panchina la musica non cambia: Terry firma in penetrazione il +11, massimo vantaggio per i texani. Intanto Durant scuote i suoi con uno stacco irreale chiuso con schiacciata e fallo su Haywood: e’ un primo periodo bello e al riposo Dallas conduce 31-26.

La seconda frazione si apre con la panchina dei Thunder che lancia il guanto di sfida a quella avversaria: con un contro-break di 10-0, OKC sorpassa i padroni di casa. La partita e’ equilibrata e le percentuali di tiro sono alte sulle due meta’ campo: Chandler continua a schiacciare ricevendo passaggi al volo dei compagni e costringendo Perkins a spendere il suo terzo fallo; il centro dei Mavericks alla fine del primo tempo avra’ quasi raddoppiato il suo fatturato nei playoff (11 punti contro 6.5). Oklahoma City sfrutta invece l’aggressivita’ di Westbrook che con 8 punti nel quarto si fa perdonare qualche palla persa di troppo: all’intervallo lungo, i Thunder sono avanti 57-59.

Partono forte Durant & C nel terzo periodo: con un 8-0 la squadra di coach Brooks prova a scappare ma Dallas risponde con un identico parziale tornando in parita’ a meta’ del quarto; si segna di meno su tutti e due i fronti, si procede a strappi con gli ospiti che provano a scappare e la squadra di Carlisle che replica. La giocata che spezza l’equilibrio arriva a 7” dalla sirena: Harden attacca Terry dal palleggio, arresto e tiro da 3 a segno; gli arbitri vedono un contatto sul tentativo del numero 31 in maglia bianca di contrastare il tiro e Harden manda a bersaglio anche il libero aggiuntivo. All’ultima pausa il tabellone indica 76-77.

Il gioco da quattro punti sembra aver galvanizzato la guardia di Arizona State che apre il quarto periodo con la bomba del +4; Nowitzki (16 dei suoi 29 arriveranno nei 12′ finali) prova a caricarsi i suoi sulle spalle ma i Thunder sono letali con i piedi dietro l’arco: in questa serie OKC sta tirando con il 41.2% contro il 34.7% avuto in stagione. Sul 90-91 a 7′ dal termine, Oklahoma City apre un break di 11-2 che risultera’ decisivo per le sorti della gara: lo chiude uno scatenato Harden che allo scadere dei 24” inventa un arresto e tiro da 6 metri e mezzo ancora in faccia a Terry per il 92-102 OKC con 3’15” sul cronometro. Nowitzki non ci sta e ricuce lo strappo fino al -6; nell’ultimo minuto si va spesso in lunetta, Collison si fa perdonare uno 0/2 mettendone due consecutivi subito dopo prima di commettere il suo sesto fallo su un tentativo da 3 di WunderDirk: il tedesco sbaglia il secondo, interrompendo una striscia-record di 39 liberi consecutivi a segno. Sul 100-104 scade il cronometro dei 24” per i Thunder e con 12.7” rimasti coach Carlisle si gioca la carta-Stojakovic: il serbo forza in uscita dai blocchi e il tiro finisce lungo: Oklahoma City vince, 100-106 il finale.

 

MVP: James Harden

 

Mavericks: Nowitzki 29. Rimbalzi: Chandler 13. Assist: Kidd 7

Thunder: Durant 24, Harden 23. Rimbalzi: Harden e Collison 7. Assist: Harden, Westbrook e Durant 4.

 

Dalle parti di Dallas

Cosa va

Sebbene non abbia ripetuto lo show offerto in gara-1, Nowitzki e’ sicuramente tra le note positive per coach Carlisle: in una serata “normale”, il tedesco e’ stato top scorer dell’incontro sfiorando il 60% al tiro con un quarto periodo da 16 punti che hanno tenuto a galla i Mavericks fino alla fine. Buona la prova di Chandler, energico sui due lati del campo; bene anche l’eterno Kidd, calato alla distanza al tiro ma sempre punto di riferimento importante per l’attacco-Mavs. La panchina e’ stata surclassata da quella dei Thunder, ma vista la qualita’ e la profondita’ del roster di Dallas siamo convinti si tratti di una battuta d’arresto che non avra’ strascichi pesanti.

Cosa non va

Con l’assenza per infortunio di Caron Butler, coach Carlisle chiede minuti importanti a Stevenson e Marion, che pero’ in questa serie stanno deludendo: cio’ che si rimprovera alla coppia (che in gara-2 ha tirato con un misero 4/19) e’ lo scarso impatto sulla partita, viste le potenzialita’ sui due lati del campo.

La chiave

Nelle prime due partite di questa finale di Conference, i Mavericks si sono fatti ingolosire dalla freschezza dei Thunder partecipando alla sfida tra attacchi: coach Carlisle ci aveva visto lungo dopo gara-1, quando nonostante la vittoria aveva messo in guardia i suoi dalle partite a punteggio alto. OKC ha uno dei migliori attacchi della Lega (5o in regular season, il migliore nei playoff) e Dallas dovra’ necessariamente limitarne il fatturato: se la difesa dei Mavs tornera’ sui livelli della semifinale contro i Lakers, le quotazioni di Nowitzki e soci lieviteranno.

 

Dalle parti di Oklahoma City

Cosa va

Se per Dallas la certezza e’ Nowitzki, OKC sa di poter contare su Kevin Durant: il numero 35 dei Thunder e’ sempre piu’ leader di questa squadra, al punto da lasciare il palcoscenico principale di gara-2 ad un James Harden in serata di grazia; la mentalita’ con cui Durant si e’ presentato a questa finale di Conference e’ testimoniata dall’ottima prestazione in gara-1, oscurata da uno stratosferico WunderDirk. La fame di successo di KD fa il paio con quella della panchina: in una partita decisiva (lo 0-2 sarebbe stato un brutto colpo per le ambizioni dei Thunder), coach Brooks si e’ affidato ai suoi uomini meno illustri (Harden, ma anche Cook, Maynor e Collison) e questi sono stati determinanti per portare in Oklahoma il primo punto della serie.

Cosa non va

OKC ha ancora un possibile crack nel roster: fino a questo momento, Kendrick Perkins non e’ stato quel fattore aggiunto che in Oklahoma speravano di aver aggiunto nella Trade invernale; soprattutto contro questi Mavs, che hanno un centro atletico ma meno fisico come Chandler, l’ex-Celtic potrebbe risultare un’arma letale sotto canestro. Il suo lavoro sporco potrebbe spostare gli equilibri della serie: in realta’, il centrone di 2.08 ha cercato di intimorire gli avversari piu’ con le parole che con il gioco.

La chiave

Risultera’ stucchevole ricordarlo, ma le fortune dei Thunder dipendono dalla loro coppia di All Star: e’ per questo che il destino di Oklahoma City e’ legato a doppio filo alle prestazioni di Russell Westbrook. La guardia da UCLA ha sempre sofferto i Mavericks quest’anno, sia in stagione regolare che nelle prime due gare della serie: non che Westbrook stia giocando male, ma il fatto che coach Brooks se ne sia privato per tutto il quarto periodo di gara-2 dovrebbe far riflettere. Dallas e’ preoccupata del potenziale dell’atletico esterno dei Thunder e gli riserva un trattamento speciale: se sapra’ mettersi al servizio della squadra, le prime Finals in carriera potrebbero essere piu’ vicine.

 

Verso gara-3

Il calendario non concede soste: le squadre sono gia’ in viaggio per l’Oklahoma dove si giochera’ nella notte tra sabato e domenica (alle 3, ora italiana). Per i Thunder sara’ l’ottava partita in 15 giorni, la stanchezza potrebbe essere un fattore che i Mavericks potrebbero sfruttare a proprio vantaggio: il 4-0 sui campioni in carica e’ servito anche a questo!

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