Phila, che cuore! La serie ritorna a Miami

Phila, che cuore! La serie ritorna a Miami

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Ci pensano Turner, Holiday e Lou Williams a dare ancora fastidio a Miami e a riportare la serie in Florida, partita che sa tanto di gita premio per questi giovani ragazzi che in questa stagione hanno dato tutto, ma proprio tutto, e non si meritavano di subire uno “sweep” da parte dei ben più talentuosi Heat.

 

Philadelphia 76ers – Miami Heat 86-82 (28-16, 46-47, 64-66)

Miami conduce la serie 3-1

Gara-5 si giocherà nella notte fra mercoledì e giovedì; l’orario è ancora da stabilire.

 

L’inizio è tutto dei padroni di casa, che muovono molto bene la palla e trovano spesso e volentieri un indemoniato Elton Brand, che si mangia in un sol boccone un timidissimo Bosh. Miami non ingrana e la grande velocità dei Sixers nel passare dalla fase difensiva a quella offensiva consente loro di trovare subito il primo break, che Spoelstra cerca di arginare con un timeout seguente alla tripla di Iguodala del 14-4. Il minuto non ha effetti degni di nota, dal momento che Iguodala e Brand continuano a prendersi gioco della difesa Heat, schernendola cestisticamente quasi fosse composta da ragazzini dell’oratorio. Philadelphia continua a correre e divertire e vola sul 23-8, grazie alla transizione concretizzata dalla bomba di Meeks. Nonostante venga ripetutamente divorato da Brand nell’altra metà campo, Bosh è l’unico che ci prova nella metà campo offensiva e trova un paio di piazzati che tengono in vita Miami. Verso la fine del quarto Wade cerca di scuotersi, ma le sue iniziative sono confusionarie e la circolazione di palla dei 76ers manda in bambola gli Heat, che comunque riescono ad accorciare lievemente le distanze con la tripla di Chalmers di fine primo periodo.

 Al rientro in campo, Jones e Young si beccano rimediando un doppio tecnico. Come spesso accade, questi tipi di contatti scaldano notevolmente il pubblico, nella fattispecie quello del Wells Fargo Center, che comincia a farsi sentire e aiuta Phila a toccare il massimo vantaggio, sul 35-19. Spoelstra è di nuovo costretto al timeout, nel quale però tira fuori dal cilindro un raddoppio sistematico sul portatore di palla (il più delle volte la vittima designata è il ventenne Jrue Holiday) che manda in tilt l’attacco di Phila e origina una grande quantità di recuperi, finalizzati da Wade e James. Il parziale è terribile: 2-22 Heat e 76ers sotto per la prima volta nel punteggio quando James chiude un contropiede ad altissimo tasso di spettacolarità con una schiacciata al volo su alzata di Wade. Turner non ci sta e dà il la alla reazione dei padroni di casa, che quantomeno tengono a bada gli Heat: si va all’intervallo sul 46-47.

 Dopo averci parlato su, Philadelphia è ancora in grado di giocare un basket brillantissimo in qualche occasione, sfruttando le grandi doti passatorie di Spencer Hawes. Nonostante i rari lampi abbaglianti della precisione dei suoi passaggi, però, il terzo quarto non contiene propriamente i 12 minuti più belli della storia del basket, colmi di errori banalissimi e palle perse.

 La partita è in fase di stallo, almeno fino a quando LeBron non decide di mettersi in proprio e di indirizzare la contesa a favore dei suoi con 8 punti a cavallo degli ultimi due quarti. Miami si porta sul 66-73 con il canestro di Jones, ma il doppio play di coach Collins dà più risultati di quanto ci si potesse aspettare: Williams e Holiday riaprono la partita ed è di nuovo parità sul 75-75 a 6’35” dalla fine. I canestri sembrano rimpicciolirsi; Miami fa girare discretamente bene la palla, ma non riesce a concretizzare, né con Bosh, né tantomeno con Wade, mentre nell’attacco di Phila la confusione regna sovrana. James spezza il digiuno di realizzazioni dal campo, che mancavano dalla tripla di Lou Williams del 75-75, a 1’59” dalla sirena e Wade corregge il tiro dello stesso LeBron nell’azione seguente. Miami è +6 a 1’35” dalla fine; partita e serie sembrano fortemente ipotecate, ma Turner accorcia immediatamente le distanze e Holiday, fino a quel momento più ombra che luce, straccia la retina dalla lunga distanza per l’81-82 a 46”9 dalla fine. Wade sbaglia a 27” dalla fine; Phila potrebbe andare quasi fino alla fine e persino accontentarsi di un buon tiro dalla media o di un isolamento in post per Brand, ma Lou Williams decide di tentare quello che nessuno poteva aspettarsi: una tripla senza un minimo di ritmo, con 8” ancora sul cronometro, in faccia al re di Miami, Dwayne Wade. Il Wells Fargo Center si riempie del profumo del cotone, LeBron non riesce a segnare e Turner la chiude dalla lunetta. Philadelphia è ancora viva!

PHILADELPHIA: Lou Williams (6/14, 2/6 da 3, 3/ 4 tl) e Turner (7/13, 1/ 2 da 3, 2/2 tl) 17, Iguodala 16, Brand 15, Holiday 10, Meeks 5, Hawes 4, Young 2; rimbalzi: Brand 11, Hawes 8, Turner 6; assist: Holiday 5, Iguodala 4, Hawes 3

MIAMI: James 31 (11/20, 0/4 da 3, 9/11 tl), Wade 22, Bosh 12, Chalmers 9, James Jones 5, Joel Anthony 2, Ilgauskas 1; rimbalzi: Wade 8, James e Joel Anthony 7; assist: James 6, Wade 4

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