Trascinati da Odom e Bynum, i Lakers pareggiano la serie

Trascinati da Odom e Bynum, i Lakers pareggiano la serie

Anche Ron Artest è decisivo con 15 punti, ma svolge un’enorme mole di lavoro in difesa insieme a Kobe Bryant, per limitare le penetrazioni di Chris Paul, che comunque termina la gara con 20 punti, 9 assist e un paio di buzzer beater sulla sirena di fine secondo e terzo quarto.

Un Phil Jackson soddisfatto commenta a fine partita la prova difensiva dei suoi, sottolineando il buon lavoro svolto su Chris Paul, ma soprattutto per limitare la produzione offensiva del resto degli Hornets (in gara-1 la panchina di NOH aveva segnato ben 39 punti).

Due le chiavi che hanno girato il match per i Lakers: la difesa tutto-campo di Kobe su Paul, che l’ha costretto a perdere un po’ di lucidità in attacco, ma si è rivelata molto importante per evitare il ripetersi di una prestazione come quella di gara-1 per l’asso degli Hornets, ma è stato fondamentale il rinnovato apporto dalla panchina di Odom, che dà una dimostrazione del perché è stato nominato “Sesto Uomo dell’Anno”.

Nonostante questo, LA deve fare ancora i conti con un Gasol tutt’altro che ispirato (8 punti, 5 rimbalzi, 3 perse e 2/10 dal campo in 36’), così come prosegue la scarsa precisione al tiro dei “piccoli”: Blake non segna neanche un punto (0/2 dal campo), Fisher 9 punti con 2/9 dal campo, Shannon Brown 3 (1/4 al tiro) e anche Kobe si prende pochi tiri (3/10 dal campo), concentrandosi su un grande lavoro difensivo per limitare Paul.

Trevor Ariza e Chris Paul, 42 punti in due, non bastano agli Hornets per ripetere gara-1, dato che tornano a soffrire in attacco l’assenza di David West, segnando solamente 78 punti in 48 minuti con un misero 39% dal campo e un altrettanto deleterio 62% dalla lunetta.

Uno dei principali problemi degli Hornets, come ha spiegato a fine gara anche il coach Monty Williams, riguarda indubbiamente la scarsa capacità di leggere la partita (non sono riusciti a trarre vantaggio sui raddoppi di LA su Chris Paul almeno fino al terzo quarto), ma anche i soliti problemi di falli dei lunghi, con la coppia Landry-Okafor che ha lasciato ben presto il campo ad un acciaccato Aaron Gray, che ha combattuto come un leone per ben 23’ nonostante avesse una caviglia malconcia.

Cronaca

Bryant segna solo un canestro dal campo nel primo tempo  (raggiungerà la doppia cifra solo dopo una grande schiacciata a 3’39 dal termine) ed anche Gasol stenta in attacco: il risultato è una partenza ancora ottima degli Hornets che, guidati dal solito Paul,  arrivano fino al +9, con un gancio di Aaron Gray.

Artest, con una tripla, Bynum e Odom rappresentano l’energia offensiva dei Lakers e suonano la sveglia e sarà proprio Lamar a pareggiare a quota 23 alla fine del primo quarto.

Barnes inaugura con sei punti consecutivi la seconda frazione, mentre Bynum arriva in doppia cifra: i Lakers sono avanti di quattro, 35-31 a 5’43” dalla sirena dell’intervallo lungo.

Gli Hornets sono troppo pasticcioni in attacco: in gara-1 avevano realizzato il record per i playoff Nba di sole tre palle perse, ma in gara-2 è tutta un’altra storia, visto che già all’intervallo il tabellino segnava 10 alla voce “turnovers”.

Fisher, con uno dei pochi tiri segnati dal campo, e Artest ne approfittano, portando al massimo vantaggio LA, sul 43-33.

Una tripla di Kobe allunga ancora, ma New Orleans risponde prontamente dall’arco con Ariza e Paul (sulla sirena) per il -6 all’intervallo, 47-41.

Il terzo quarto si apre con molti errori da ambo le parti e con tre minuti consecutivi senza un canestro: un libero di Paul e un gioco da tre punti di Ariza consentono agli Hornets di arrivare fino a -2, 49-51.

Sembra che la gara possa tornare in equilibrio, ma un parziale di 10-0 firmato Bynum, Fisher ed Artest riporta ancora il vantaggio dei Lakers in doppia cifra.

E’ ancora Chris Paul a trovare una tripla incredibile sulla sirena della terza frazione, per portare i suoi a -7, 56-63.

L’ultimo quarto inizia subito molto bene per i padroni di casa: Bynum raggiunge quota 17, mentre anche Brown si sblocca dalla lunga, per il +13, 72-59.

Gli Hornets sembra in “bambola”: Okafor è l’unico a segnare in attacco, con cinque punti consecutivi; Bryant si becca un tecnico per proteste in seguito ad un fallo su un tiro da tre punti di Paul, ma gli Hornets non fanno bottino pieno dalla lunetta, convertendo solo 3 tiri liberi su 4 tentativi.

Manca ancora il sigillo di Kobe in attacco e a 3’19 arriva, con la schiacciata rovesciata che vale il +11: solamente Ariza proverà ad infastidire nuovamente LA, ma sarà Artest a rispondere dalla lunga con la tripla che chiude la partita e consegna gara-2 ai bi-campioni.

Los Angeles Lakers

Artest 15, Gasol 8, Bynum 17, Bryant 11, Fisher 9, Odom 16, Brown 3, Barnes 8, Blake.

New Orleans

Ariza 22, Landry 12, Okafor 7, Belinelli 4, Paul 20 (9 assist), Gray 2, Jack 6, Green 5.

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