Cento di queste stagioni- Andrès Nocioni

Cento di queste stagioni- Andrès Nocioni

La generazione dorata non muore mai. Ripercorriamo oggi la miglior stagione di uno dei suoi esponenti migliori: Andrès Nocioni.

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Ci sono giocatori  forti che segnano un decennio, ci sono altri giocatori, quelli fortissimi, che di decenni ne segnano due e per cui ripercorrerne le gesta non basterebbe un articoletto, ma ce ne vorrebbero almeno uno per ogni anno di carriera. Tra questi ultimi vi è sicuramente Andrès Marcelo Nocioni, meglio noto come “El Chapu”, che proprio quest’oggi compie 37 anni. La carriera di Nocioni è smisurata e sembra non finire mai. Pensate che i suoi esordi all’Independente risalgono al 1996,ovvero 20 anni fa. Nonostante di tempo ne sia passato parecchio, Nocioni è un tutt’ora un giocatore eccezionale in grado di dire la sua in qualsiasi club d’Eurolega. Tuttavia c’è stato un momento in cui Marcelino, così lo chiamava la mamma quando giocava alle piscine comunali, sembrava essere il giocatore più forte del mondo. Era il 2004 e l’Argentina della generazione dorata aveva appena vinto un oro olimpico lasciando l’amaro in bocca agli Americani e a Lebron James. Tra coloro che avevano contribuito a quel risultato insperato, manco a dirlo c’era Andrès. Nocioni giocò così bene che i Chicago Bulls fecero follie per aggiudicarselo e Il giovane argentino ripagò gli sforzi della dirigenza offrendo un  contributo fondamentale lungo tutto il corso della stagione. Nel suo anno da rookie  “El Chapu” tenne delle statistiche senza infamia né lode:82 partite giocate con 23 minuti in campo,8 punti a partita, 5 rimbalzi e 1 assist. Numeri da role player di qualità, se non si è mai visto una partita di quella stagione. Infatti in quei Bulls il giovane argentino era molto più di un giocatore di sistema, era l’anima dei Tori: il primo ad alzare lo scudo in difesa e l’ultimo a gettare la spugna anche quando la partita era ormai persa. Insomma un’agonista come se ne erano visti pochi nella Lega fino a quel punto. Tuttavia, questa sua incapacità di gettar la spugna che lo ha sempre contraddistinto, gli ha anche creato non pochi problemi facendolo etichettare come un giocatore “sporco” e rissoso.Proprio in quella stagione, in uno scontro  con i Miami Heat in Regular Season, l’ argentino fece un fallo sopra le righe a Wade causando lo scoppio di una rissa tra le due squadre. Episodio spiacevole ma destinato a ripetersi nel corso della carriera. Nonostante questo bruttissimo episodio Nocioni e i Bulls, giunsero ai Playoff.  Ai Playoff, l’argentino alzò la sua media a 23 punti 9 rimbalzi e 2 assist, collezionando tra l’altro due doppie-doppie. Quell’anno i Bulls si fermarono prima delle Finals, ma Marcelino dimostrò comunque d’essere un giocatore da grandi palcoscenici guadagnandosi tra l’altro il titolo di miglior giocatore del Team.Dopo il 2004 la carriera NBA di Nocioni tenne ottimi standard fin tanto che non iniziò a girovagare per l’America venendo coinvolto in scambi. Da marzo 2011 gioca in Europa dove milita nella Liga (ora al Real Madrid).

Il suo palmarès conta:

IN NAZIONALE:

1 oro e 1 bronzo alle Olimpiadi;

1 argento ai mondiali;

2 oro,2 argento e 1 bronzo ai campionati americani;

1 oro e 1 argento ai campionati sudamericani;

NEI CLUB:

4 Copa del Rey

1 Supercoppa Spagnola

1 Coppa Intercontinentale

1 Eurolega (+MVP delle Finals Four)

3 Campionati Spagnoli

….E nonostante l’età, non accenna a fermarsi….

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