Cento di queste stagioni: Anfernee “Penny” Hardaway

Nel 1996, con Shaquille O’neal fuori a inizio stagione, toccò a Penny tenere alta la bandiera degli Orlando Magic

Commenta per primo!

Si può essere l’idolo di migliaia di persone pur giocando nella stessa squadra di Shaquille O’neal e senza essere per forza Kobe Bryant? La risposta è Sì, se questo giocatore è lo stesso che, in maglia Magic a metà anni ’90, si è trovato improvvisamente catapultato a leader in campo e fuori per i suoi compagni vista l’assenza del centrone, allora stella indiscussa dei Magic.

Siamo nel 1995, Orlando è reduce da degli straordinari playoffs, in cui sono riusciti ad avere la meglio sugli Indiana Pacers, nonostante le prodezze di Reggie Miller, Mark Jackson e Rik Smits; alle Finals però la musica cambia e parecchio. Favoriti per la vittoria del Titolo, Orlando va a sbattere contro il muro degli Houston Rockets che li eliminano 4-0 per completare il loro Back-To-Back. Un’estate piena di riflessioni, di considerazioni “se Nick Anderson non avesse sbagliato quei 4 liberi consecutivi al termine di gara 1”, “se Shaq avesse contenuto meglio Olajuwon in difesa”(una parola…), “se Horace Grant avesse fatto valere meglio proprio con Nick Anderson la sua leadership da veterano”, “se Dennis Scott avesse tirato meglio da lontano…”. La pressione sui Magic è fortissima ma la squadra rimane unita e torna competitiva alle porte della stagione ’95-’96. Durante una partita di preseason, però, Shaquille O’neal subisce un infortunio alla mano destra durante la lotta sotto canestro con Matt Geiger dei Miami
Heat. La brutta notizia arriva dopo: Shaq avrebbe saltato la stagione fino almeno a Natale.
Cominciare il campionato senza il proprio centro di riferimento non è una bella cosa, nella Lega di Patrick Ewing, David Robinson, Rik Smits, Hakeem Olajuwon… tocca ad altri prendere le redini della squadra e Brian Hill decide che l’uomo giusto è il giovane Anfernee Hardaway.
Il suo nick è “Penny”, che nasce dal suono della parola “Pretty” con cui lo chiamava sua nonna quando lui era piccolo e che con il marcato accento degli Stati Uniti del Sud, sembrava ogni volta dire proprio “Penny”, un soprannome talmente azzeccato che diventerà famoso in tutto il mondo.

http://blog.footaction.com/

La squadra, vista l’assenza di Shaq, naturalmente cambia tipo di gioco, basandosi molto sul contropiede, le transizioni fulminee e i tentativi di avvicinamento al ferro, eventualmente con scarico verso i tiratori per colpire da 3 punti… Se questo vi ricorda gli attuali Golden State Warriors, avete fatto centro.

I 2 veterani della squadra, Nick Anderson e Horace Grant, costituiscono con Brian Shaw, Dennis Scott il nucleo tramite il quale Penny fa esplodere il suo gioco, portando i Magic a un inizio di stagione strepitoso. La squadra sembra andare addirittura meglio senza Shaq, battendo anche Michael Jordan e quei Bulls che chiuderanno poi la stagione a 72-10.
Orlando è tra le favorite per vincere il Titolo e nel frattempo torna anche Shaq, con il quale i Magic completano una stagione che li proietta a giocarsi i playoffs da testa di serie numero 2 a Est.
Il sogno però è destinato nuovamente ad infrangersi, arrivati alle Finali di Conference contro Chicago, i Magic non riescono più ad esprimere il loro gioco contro una squadra così forte e arriva ancora una volta un’eliminazione per 4-0. La squadra perde qualche pezzo, Shaq vola a Los Angeles in maglia Lakers e l’allenatore Brian Hill viene licenziato. I Magic decidono di investire su Penny per la stagione successiva, visti gli ottimi risultati dell’anno
precedente. Penny chiude con 1780 punti segnati con il 51% dal campo, con una grandinata da 42 contro i Nets, superando 33 volte quota 20 e 13 volte quota 30, giocando tutte le 82 partite di stagione regolare (traguardo purtroppo raggiunto solo quell’anno).
Nel frattempo però tutto il mondo sportivo ha una data segnata sul calendario, quella di inizio delle Olimpiadi di Atlanta ’96. Hardaway fu coinvolto nel progetto che venne ribattezzato “Dream Team 3” (il PRIMO fu ovviamente quello con Jordan, Magic, Bird e tutti gli altri di Barcellona ’92, il numero 2 fu convenzionalmente quello di Shaq, Reggie Miller e Alonzo Mourning ai Mondiali del 1994) e senza troppa fatica riuscì a mettere al collo una medaglia
d’oro che lo riscattò delle sconfitte subìte in NBA nei 2 anni precedenti.

Penny fu un’icona in quegli anni, l’idolo di molti ragazzini che avrebbero voluto forse essere Lui piuttosto che Michael Jordan (ormai giunto a vette irraggiungibili), un giocatore talentuoso e dalla personalità semplice, forse anche un po’ timido ma che faceva parlare le sue azioni in campo. Età e infortuni sono purtroppo stati impietosi con Penny, che se avesse potuto esprimere sempre il potenziale di cui era assolutamente capace, sarebbe stato
determinante ancora per tanto tempo. E’ stato il primo braccio destro di Shaq in NBA, ha preso in mano la squadra quando c’era più bisogno di lui che di nessun altro facendola decollare. La Nike, oltre a una splendida linea di scarpe, produsse (nei soli USA) un pupazzo con le sue sembianze.

http://a.fssta.com/

Giocatori così passano una volta soltanto! Di lui, Shaq disse: “Quando arrivò nella Lega era favoloso! Era LeBron ma senza quei grossi muscoli”

Buon compleanno Penny! Cento di queste stagioni!

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy