Cento di queste stagioni – Anthony Parker

Cento di queste stagioni – Anthony Parker

Oggi compie 41 anni Anthony Parker, indimenticabile stella vista a Roma e al Maccabi Tel Aviv.
Ecco la miglior stagione della sua carriera.

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Difficile trovare un cestista americano che si sia adattato al gioco europeo meglio di Anthony Parker.
Il suo periodo tra Roma e Tel Aviv è stato sì di dominio, ma a differenza di tante altre stelle statunitensi lui sembrava fatto apposta per il gioco del Vecchio Continente: una tecnica invidiabile, unita a un’incredibile sinuosità nei movimenti, lo hanno reso uno dei giocatori più amati e più vincenti degli anni 2000.

Dopo la succitata parentesi romana, nel 2003 Parker tornò al Maccabi (dove aveva già giocato dal 2000 al 2002), con la cui maglia si rese protagonista di almeno due stagioni indimenticabili.
Quella che vogliamo ricordare come la sua migliore però è la 2004/05: Parker ne veniva da un’annata clamorosa conclusasi con titolo nazionale, Eurolega vinta e MVP delle finali di Eurolega. Difficile anche solo ripetersi, ma lui ci riuscì.

Partiamo dal campionato israeliano: Parker nel 2004/05 ha giocato 19 delle 22 partite di stagione regolare, andando in doppia cifra in punti in 16 di queste. Ma limitare il suo gioco ai punti segnati sarebbe un madornale errore, infatti chiuse quella regular season con 14 punti, 4.3 rimbalzi, 4 assist e 1.5 rubate, tirando col 65% da 2 e uno straordinario 55.8% da oltre l’arco.
Il 20.8 di valutazione media in 27.6 minuti di gioco è già più indicativo del fenomeno di cui stiamo parlando.
Nei playoff la musica non è cambiata e nelle 12 gare di post season giocate da Parker, il nostro ha segnato 14.7 punti, raccolto 5.6 rimbalzi e smazzato 3.1 assist di media, per una valutazione di 19.4 a partita.
Niente titolo di MVP del campionato, ma altro titolo messo in bacheca col 3-0 in finale contro l’Hapoel Tel Aviv.

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Ma al tempo del 2005 il campionato israeliano era stato vinto dal Maccabi Tel Aviv per 45 delle 51 volte in cui era stato disputato, quindi la conquista del titolo nazionale ha fatto scalpore fino a un certo punto…
Il cammino in Eurolega, invece, da campioni in carica e con tutta la pressione del mondo, è stato storico.
Parker ha mantenuto un livello di gioco spaventoso praticamente per tutta la competizione: nelle 14 partite di primo turno ha letteralmente guidato i suoi al primo posto nel girone con 20.6 punti, 4.8 rimbalzi, 3.5 assist e 2.2 rubate a partita, per una valutazione media di 27.4.
Indimenticabile la sua prestazione in casa dell’Asvel, dove il Maccabi ha chiuso sull’85-80 grazie soprattutto ai 33 di Anthony, con 13/17 da due e 7/8 ai liberi (e 47 di valutazione); i 10 falli subiti da Parker testimoniano l’incapacità dei difensori francesi nel fermarlo.
E forse alcuni lettori meno giovani saranno anche stati testimoni della gara di ritorno del Maccabi in terra senese, dove Parker deliziò i presenti con 28 punti, 9 rimbalzi e un 40ello tondo di valutazione. Era la Siena di Thornton, Vanterpool e Stefanov, che l’anno prima dovette cedere in semifinale contro la Fortitudo, poi schiantata in finale proprio dal Maccabi.

Torniamo a noi: chiuso il primo turno con una sconfitta contro il Barcellona in cui Parker non ha per nulla brillato (la gara era inutile ai fini della classifica per il Maccabi), si diede il via alle Top16. Ancora Parker protagonista, e ancora contro la Montepaschi: gara a dir poco entusiasmante, tiratissima e quasi sempre punto a punto; la difesa senese raddoppiava (se non triplicava) il numero 8 degli israeliani, che però riusciva puntualmente a uscire dalla trappola.
A decidere la partita fu Jasikevicius, che a 22 secondi dalla fine infilò l’unica sua tripla su nove tentativi per il +1 Maccabi, che restò tale fino al suono della sirena; ma senza i 22 punti, 11 rimbalzi e 8 assist di Anthony Parker, difficilmente Jasi avrebbe avuto la possibilità di tirare per la vittoria.

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Passate le Top16 al primo posto nel girone, Parker e il suo Maccabi incrociarono le armi con la Scavolini Pesaro di coach Crespi, e soprattutto di Charles Smith. Nella gara di andata alla Nokia Arena di Tel Aviv i padroni di casa avevano regolato i marchigiani per 88-60, di fatto ipotecando il biglietto per le Final Four (parker silenzioso da 12 punti in 24 minuti); il ritorno al BPA Palas però era una questione d’orgoglio per i marchigiano, che ce la misero tutta per battere i campioni in carica.
La sfida nella sfida tra Parker e Smith fu bellissima, e ai 32 con 5/10 da tre del Ragno risposero i 20 con 6/8 dal campo di Parker, per un 28-28 in termini di valutazione che ben sottolinea la grandezza di entrambi.
Fu ancora il Maccabi però a portare a casa la vittoria, per 103-100. Era fatta, la seconda partecipazione alle Final Four consecutiva.

Nelle ultime due gare stagionali di Eurolega, Anthony Parker non brillò particolarmente: 13+5+3 in semifinale contro il Pana e 12+3+6 (con solo 3/12 al tiro dal campo) nella finalissima contro il Tau di Scola. Il titolo di MVP delle finali andò a Sarunas Jasikevicius, ma quello di MVP dell’Eurolega era già da tempo nelle mani sante del nostro Anthony Parker.

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