Cento di queste stagioni – Antoine Walker

Compie 40 anni oggi uno dei talenti più cristallini (e più sprecati) dell’NBA degli ultimi 20 anni: “The Genius”, Antoint Walker.

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Antoine Walker crebbe in una zona assai difficile della città dell’Illinois in cui palla a spicchi, pallottole e disagi socio-familiari spadroneggiano da decenni.

Ben presto si avvicinò alla pallacanestro e mosse i primi passi nella squadra della Mount Carmel High School, proprio a Chicago. All’età di 18 anni approdò alla Kentucky University, divenendo un membro dei Kentucky Wildcats. Fu proprio al college che si percepì che il ragazzo aveva una sorprendente capacità di comprensione della pallacanestro – in quegli anni lo soprannominarono ‘The Genius’ – e proprio con Kentucky vinse il titolo NCAA nel 1996; ciò gli permise di rendersi eleggibile al Draft dello stesso anno.

Il 26 Giugno 1996 Walker si trovò a Rutherford nel New Jersey (teatro della vittoria dei suoi Wildcats) per partecipare al Draft; venne scelto alla sesta chiamata dai Boston Celtics, subito dopo Allen Iverson, Marcus Camby, Shareef Abdur-Rahim, Stephon Marbury, Ray Allen, e prima di Kobe Bryant e Steve Nash.

Vestì la maglia dei Celtics dal 1996 al 2003 con 10995 punti messi a referto.

L’apice della carriera di Walker furono le stagioni 2000/2001 e 2001/2002.

I Boston Celtics, reduci da una stagione ‘99/00 assai mediocre (35-47), ma con un Antoine Walker da 20.5 punti, 3.7 assists e 8.0 rimbalzi, disputarono la successiva in egual modo con un 36 – 46 che non permise alla franchigia (allenata fino ai primi del Gennaio 2000 da Rick Pitino e affidata poi al suo vice Jim O’Brien) di centrare i Playoffs. Se la stagione fu mediocre, stessa cosa non si può dire delle prestazioni di Walker che la inaugurò con una doppia doppia (33+12) contro i Detroit Pistons e proseguì con prestazioni positive (dai 13 ai 37 punti a partita) fino a toccare il massimo dell’anno il 17 Gennaio 2001 contro i Sacramento Kings. In quella occasione ‘The Genius’ scrisse 47 punti e 13 rimbalzi, segnando il massimo score della sua positiva annata, che chiuse con 23.4 punti di media, 5 assists e 8 rimbalzi.

La stagione successiva i Boston Celtics cambiarono rotta. Il roster venne definitivamente affidato a Jim ‘OBrien (che rimarrà sulla panchina dei Celtics fino alla metà del 2004) che diede nuova linfa vitale ad una squadra reduce da due campionati poco confortanti. I Celtics disputarono una stagione incredibile con un ottimo secondo posto nella Atlantic Division della Eastern Conference (49-33), conquistando i Playoffs.

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La stagione regolare di Walker proseguì sulla falsariga della precedente con prestazioni incredibili e doppie doppie a ripetizione. Citandone alcune: 16+10 contro i Nets, 22+10 contro i Bulls, 29+17 contro i Bucks, 31+10 contro i Wizards, 24+18 contro i Pacers, 23+11 e 27+14 entrambe contro gli Hawks, 25+12 contro i Raptors, 24+11 contro i Wizards, 33+11 contro i Magic, 25+17 contro i Nets, 33+10 contro i Cavaliers e tante altre. L’apice della stagione lo toccò l’11 Dicembre 2001 contro i New York Knicks. In quella occasione Antoine Walker mise a referto 42 punti, 9 assists e 9 rimbalzi. Stagione regolare chiusa con medie ancora alte: 22.1 punti, 5.0 assists e 8.8 rimbalzi. I Celtics disputarono dei brillanti Playoffs. La prima serie contro i Philadelphia 76ers (vinta per 3-2) vide un Antoine Walker in grande spolvero (20 punti in gara1, 24+10 in gara2, 27 in gara3, 25 in gara4 e 26 in gara5). Il secondo turno vide i Celtics sfidare i Detroit Pistons e la squadra bianco-verde s’impose per 4-1, con Walker che mise a segno rispettivamente: 20 punti in gara1, 15 in gara2, 16 in gara3, 30 in gara4 e 16 in gara5. Il cammino dei Boston Celtics si arrestò in finale di Eastern Conference contro i New Jersey Nets di Jason Kidd (4-2). Anche in questo caso Antoine Walker si presentò alla grande all’appuntamento decisivo della Conference: 27 in gara1, 26+11 in gara2, 23+12 in gara3, 30 in gara4, 13+13 in gara5 e 16 in gara6. Walker giocò nei Celtics fino alla metà del 2003.

Dall’Estate 2003 fino primi mesi del 2005 vestì le maglie di Dallas Mavericks e Atlanta Hawks (2624 punti complessivi) e prima di tornare ai Celtics nella seconda parte della stagione 2004-2005. L’anno successivo firmò per i Miami Heat ed ecco che arrivò l’anello al primo anno alla corte di Pat Riley. Dopo due positivi anni agli Heat, nel 2008 passò ai Minnesota Timberwolves, prima di rimanere inattivo per quasi due anni. Nel 2010 a causa di problemi economici, ritornò sul parquet e sverna in D-League, prima di annunciare il definitivo ritiro nel 2012, con un anello al dito, 15647 punti e tre volte All-Star Game.

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La carriera di The Genius è costellata anche da un patrimonio letteralmente dissipato (dai 108 ai 110 milioni di dollari) in gioco d’azzardo, abitazioni extra-lusso, gioielli, auto lussuose, investimenti andati male, assegni scoperti, tenore di vita sproporzionato ma anche per eccessivo altruismo: volle che famiglia e amici potessero godere dei suoi guadagni, dalle 30 alle 40 persone. L’ex-ala dovette vendere anche il suo anello (5.000 dollari) e dichiarare ufficialmente bancarotta nel 2010. Nel 2013 annunciò di aver estinto tutti i debiti accumulati e attualmente ricopre il ruolo di commentatore tecnico per 120 Sports e la sua vita è alquanto modesta.

Quella di Antoine Walker è la più classica delle storie di cestisti NBA che hanno raggiunto le stelle per poi cadere in disgrazia per colpa della vita folle e di scelte sbagliate.  La sua vicenda è l’ennesima di tante altre in NBA (vedi Scottie Pippen, Allen Iverson, Latrell Sprewell e Shawn Kemp, tanto per citarne alcuni). Il sette volte Campione NBA Robert Horry ha cercato di dare una spiegazione razionale al fenomeno:

«È lo stile di vita NBA. Odio dirlo, perché sono parte di quella cultura, ma capita più spesso agli atleti di colore: sentono di dover sempre mostrare di avere i soldi. Diavolo, lo sanno tutti chi sei, non hai bisogno di comprare un orologio da 40 mila dollari ogni volta che esci di casa».

Oggi Antoine ‘The Genius’ Walker compie 40 anni e tutti noi appassionati gli auguriamo il meglio nella vita.

Auguri, Genio.

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