Cento di queste stagioni – Ben Wallace

Nel giorno del suo 42esimo compleanno, andiamo a rivivere insieme la sua miglior stagione, ovvero quella della conquista del titolo NBA nel 2004.

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Ben Wallace nasce il 10 Settembre 1974 a White Hall, un piccolo paesino dell’ Alabama che fatica a raggiungere i 1000 abitanti. Ben è il decimo di undici fratelli ed è costretto fin da giovane a lavorare per aiutare economicamente i propri genitori.  Finite le scuole medie, frequenta la Central High School dove si distingue per le sue strabilianti doti atletiche ricevendo prestigiosi riconoscimenti sportivi per basket, baseball e football americano. Dopo 4 anni all’università Virginia Union, Ben Wallace si dichiara al Draft NBA del 1996, ma, a causa della scarsa visibilità del suo college, non viene scelto da nessuna squadra NBA. Decide, quindi, di fare un provino con la Viola Reggio Calabria, ma anche questa volta viene scartato. Inaspettatamente, viene richiamato dai Washington Bullets, con cui giocherà soltanto 36 partite nel suo anno da rookie. Dopo 3 anni di prestazioni sottotono a Washington e un anno anonimo a Orlando, nell’estate del 2000 Ben Wallace approda ai Detroit Pistons. Da questo momento, la carriera di “Big Ben” prende la svolta giusta, che lo porterà a vincere il premio di difensore dell’anno nel 2002, 2003, 2005 e 2006.

Andiamo a rivivere insieme, dunque, la miglior stagione di Ben Wallace, ovvero quella coronata dalla conquista del titolo NBA nel 2004.

Dopo l’eliminazione per 4-0 nelle finali di conference ad Est del 2003, la stagione 2004 di Ben Wallace e dei suoi Pistons inizia con un’altra sconfitta, tra le mura amiche del Palace of Auburn Hills. Grazie all’aiuto del nuovo head coach Larry Brown, però, nel mese di Novembre Detroit riesce finalmente a trovare la chimica di squadra e ottiene 10 vittorie. Dopo un Dicembre sottotono, a Gennaio i Pistons vincono 13 partite su 16, grazie all’aiuto fondamentale di Ben Wallace, che dimostra ancora una volta di essere tra i leader della lega per rimbalzi e stoppate. Forti del sostegno difensivo che Big Ben fornisce alla squadra, i Pistons chiudono la regular season con un record di 54-28, che gli garantisce il terzo posto nella Eastern Conference. Ben Wallace, dopo le critiche ricevute negli anni precedenti sul suo scarso rendimento offensivo, porta la sua media-punti da 6,9 a 9,5 ppg. Nonostante i miglioramenti in attacco, Big Ben non riesce anche nell’impresa di vincere il terzo premio consecutivo di difensore dell’anno, ma si colloca comunque tra i leader NBA per rimbalzi (12,4) e stoppate (3,0).

Al primo turno dei PlayOff, i Detroit Pistons affrontano i Milwaukee Bucks. In gara 1, Detroit domina in lungo e in largo e conquista la prima vittoria della serie con uno scarto di 26 punti. Tra le fila dei Pistons spicca Ben Wallace, che sforna una doppia-doppia da 17 punti e 14 rimbalzi. Ma i Bucks non hanno nessuna intenzione di mollare e in gara 2 ottengono una vittoria in casa dei Pistons, che riporta la serie in parità (1-1). In gara 3, però, Big Ben torna a farsi sentire e regala a Detroit il vantaggio nella serie con un’altra doppia-doppia devastante: 13 punti e 21 rimbalzi. Detroit concluderà il primo turno vincendo la serie 4-1.

Al secondo turno, Ben Wallace e compagni si ritrovano ad affrontare i New Jersey Nets, dai quali erano stati eliminati l’anno precedente con un umiliante 4-0. In gara 1 entrambe le squadre puntano sulla difesa, come dimostra il punteggio finale (78-56), ma alla fine è Detroit che ottiene la prima vittoria. Dopo aver vinto anche in gara 2, però, la serie si sposta nel New Jersey e le cose iniziano a complicarsi per i Detroit Pistons. I Nets, infatti, riescono a riportare la serie in parità (2-2), vincendo gare 3 e 4 in New Jersey. Entrambe le squadre giungono a gara 5 cariche come non mai e determinate a dare una svolta alla serie. E il risultato che ne consegue è strabiliante. I Nets, trascinati da Jason Kidd, giocano in modo aggressivo e, a pochi secondi dalla sirena finale, si trovano avanti di 3. A questo punto, solo un miracolo potrebbe salvare Detroit dalla sconfitta e prontamente il miracolo arriva. Chauncey Billups pesca un jolly da quasi centrocampo che regala l’overtime ai tifosi dei Pistons. La sconfitta di Detroit, però, è soltanto posticipata, perchè i Nets vincono gara 5 dopo tre overtime e sono pronti a chiudere la serie in gara 6 davanti ai propri tifosi. I Pistons, d’altro canto, non ci stanno e strappano una vittoria decisiva in gara 6, trionfando 81-75. Si giunge quindi a gara 7, dove Detroit, grazie anche all’ottima prestazione di Ben Wallace (18 punti – 8 rimbalzi), chiude una serie lunga e sofferta.

In finale di conference, I Pistons si trovano davanti gli Indiana Pacers, detentori del miglior record della Eastern Conference. In gara 1, Ben Wallace fa subito capire ai suoi avversari chi comanda, mettendo a referto una prestazione incredibile: 11 punti, 22 rimbalzi, 5 stoppate, 5 assist. Nonostante ciò, però, i Pistons sembrano ancora provati dalla lunga serie con i Nets e perdono la prima partita della serie. Ma è solo questione di tempo prima che Detroit si porti in vantaggio con due vittorie decisive in gare 2 e 3. I Pacers, tuttavia, non si danno per vinti e riportano la serie in parità vincendo gara 4 con 15 punti di scarto, davanti al pubblico di Detroit. A questo punto, Wallace e compagni sono determinati a chiudere la serie una volta per tutte e lo fanno vincendo gare 5 e 6. La serie si conclude 4-2 per Detroit, la cui fisicità e intensità difensiva si rivelano essere incontrastabili anche da un’ottima squadra come gli Indiana Pacers.

I Pistons raggiungono, quindi, la finale NBA, che mancava ormai dal lontano 1990. In finale, Detroit si trova ad affrontare i Lakers di Shaq e Kobe, che avevano dominato in lungo e in largo i Playoff della Western Conference. In gara 1, i Pistons conquistano un’importantissima vittoria in casa dei Lakers, vincendo con uno scarto di 12 punti (87-75 il risultato finale). In gara 2, Shaq e Kobe si caricano l’intera squadra sulle spalle e riescono a riportare la serie in parità dopo una vittoria all’overtime. Per gara 3 la serie si sposta a Detroit, dove, con l’aiuto del tifo casalingo, i Pistons distruggono i Lakers in gara 3 e in gara 4, puntando, come al solito, sulla specialità della casa: la difesa. Ben Wallace, che nelle partite precedenti aveva marcato divinamente Shaquille O’Neal, limitandone i rimbalzi e la produzione offensiva, in gara 5 sfodera una prestazione da 18 punti e 22 rimbalzi, regalando a Detroit il terzo titolo NBA della sua storia.

Ben Wallace non è certo uno di quei giocatori capaci di realizzare tiri impossibili o giocate impressionanti, ma il suo costante sforzo difensivo, la sua grinta e la sua intensità lo rendono un giocatore unico.

Happy birthday “Big Ben” !

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