Cento di queste stagioni – Dirk Nowitzki

Cento di queste stagioni – Dirk Nowitzki

Andiamo a ripercorrere la sua migliore stagione, quella del titolo NBA.

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Quando penso alla mia stagione da MVP, penso anche alla sconfitta con Golden State.
-Dirk Nowitzki-

Dirk Nowitzki ne ha fatte molte di stagioni ad alto, anzi altissimo livello. Ce ne sarebbero almeno cinque da menzionare, ma una risalta più delle altre. Quella del titolo.
Dallas ha avuto tre stagioni a metà degli anni Duemila dove è stata probabilmente la squadra più forte di tutta la NBA: il risultato migliore, però, è essere arrivati in Finale ed averla guidata 2-0, salvo poi farsi rimontare dagli Heat campioni per la prima volta. Quella stagione di Nowitzki fu pazzesca, ma senza anello in NBA conti nulla.
Fast Forward verso quella strana stagione, quella 2010-11 che ha ripagato di tutti gli insuccessi precedenti. Lui, la stella, accerchiata da ottimi giocatori che sapevano come vincere, senza però essere mai arrivati fino al titolo.
Le statistiche del tedesco di Wurzburg non furono buone come gli anni più prolifici, ma non stiamo certo parlando di un crollo verticale. 3 punti e 2 rimbalzi in meno flirtando sempre con il club dei 50-40-90 – solo 4 giocatori, lui compreso, sono riusciti a chiudere una stagione con 50% dal campo, 40% da 3 e 90% ai liberi. Così male non era comunque andato, infatti terminò sesto nella corsa all’MVP vinto da Rose, e venne inserito nell’All-NBA Second Team, oltreché convocato per l’All Star Game.

 

thehoopdoctors.com

 

Solo una volta in 73 gare, il #41 non chiude in doppia cifra, ma in quella netta sconfitta di metà gennaio a Memphis – seconda peggiore dell’anno per Dallas – il festeggiato gioca meno di 15′.

A metà novembre tocca il season-high a quota 42 (con 12 rimbalzi) in una risicata vittoria casalinga contro Detroit. Unica volta in stagione sopra i 40, il lungo tedesco va poi solo 4 volte sopra i 30 dopo l’All Star Weekend.

Ai Playoffs, i Mavericks devono scontrarsi subito contro i Blazers che vedono nelle proprie fila Roy e Aldridge. Nelle prime due, il nostro litiga con il ferro ma Dallas difende il fattore campo. Portland, però, al Rose Garden ha il suo fortino e, grazie a due gare pazzesche di Brandon Roy – quella serie, e gara-4 soprattutto, ci aveva mostrato di cos’era capace su un campo di basket – riescono a pareggiare la serie sul 2-2. Dallas difende il fattore campo e si torna quindi in Oregon per gara-6. Partono bene i padroni di casa, ma poi Nowitzki esce nel momento del bisogno e, grazie anche ai 33 punti e 11 rimbalzi del tedesco, i Mavs avanzano al secondo turno.

Bisogna ora affrontare i Lakers bicampioni in carica in cerca del threepeat. Faticano in gara-1, ma due liberi di Dirk a 20″ dal termine danno il +1 a cui i Lakers non riescono a rispondere. Fattore campo perso e crollo psicologico dei losangelini, che infatti si arrendono in sole quattro gare: emblema della fine di un’era è il -36 dell’ultima partita.

A vele spiegate si vola allora verso le Finali della Western Conference, che Dallas vinse solo nel 2006. A sfidarla ci sono i Thunder, al primo vero traguardo della loro giovanissima storia. Gara-1 la vince, dominando, Nowitzki: 48 punti, 6 rimbalzi, 4 assist ed altrettante stoppate con 12/15 da 2 e 24/24 ai liberi – record NBA nei Playoffs. In gara-2 i big three dei Thunder combinano per 65 punti e riescono a guadagnarsi il fattore campo, che però dura il tempo del trasferimento in Oklahoma, infatti il 93-87 di gara-3 riporta tutto in favore di Dallas. Nowitzki ne segna altri 40 in gara-4 con il 60% al tiro e i texani ipotecano il loro secondo viaggio alle NBA Finals. Il biglietto arriva in gara-5: OKC vola anche a +9 nell’ultimo quarto grazie a Westbrook – chiuderà con 36 punti, 12 rimbalzi e 9 assist – ma l’unica tripla di serata di Nowitzki a 1’15” dal termine dà quel vantaggio che poi Dallas incrementerà fino al 100-96 finale.

 

nbcprobasketballtalk.com

 

“Dopo la più cocente sconfitta della sua carriera, Dirk Nowitzki, bisognoso di purificazione, su consiglio del solito Geschwindner prese in prestito un rito iniziatico degli aborigeni australiani: vagare attorno alla roccia. Uluṟu per gli aborigeni, Ayers Rock per noi. Completato il viaggio profetizzò: tornerò, e più forte che mai. Fatto.
LBJ per fortuna non c’è andato a Uluṟu, e per fortuna sennò andava anche la ESPN, ma dopo la cocente sconfitta del 2007 disse: tornerò e sarò più forte. Fatto.
Benvenuti, come diceva Flavio alle più elettrizzanti finali forse dell’era post Jordan; un solo neo, Flavio: uno dei due la perde…”
-Federico Buffa-

La prima gara va agli Heat e il nostro incide con 27 punti, ma tira con uno scarso 39% e Miami scappa negli ultimi quattro minuti grazie ai Big Three. Nella seconda sfida in Florida, decisivo è l’apporto di uno Shawn Marion scatenato – 20+8 con 9/14 da 2 – che tiene Dallas in scia per buona parte del match; tuttavia a poco più di 6′ dal termine i padroni di casa conducono agilmente 88-73. Prima The Jet e poi WunderDirk trascinano Dallas ad una rimonta pazzesca segnando 17 degli ultimi 22 punti dei Mavs (solo 5 per Miami). Il #41 infila tutti gli ultimi 9 punti, compresi il canestro del pareggio, la tripla del vantaggio a 27″ dalla fine e il game-winner a poco di 4″ dalla sirena, dopo l’erroraccio difensivo che aveva permesso a Chalmers di impattare la gara.

 

 

Sembra tutto in discesa per Dallas che ora si appresta ad ospitare gli avversari per tre gare di fila, invece gara-3 viene risolta nel finale da uno Wade spaziale da 29 punti e 11 rimbalzi. Miami era andata anche a +14 nel secondo periodo, ma poi i fantasmi di gara-2 sono tornati immediatamente: Nowitzki segna gli ultimi 12 punti dei suoi – chiuderà a 34, con 11 rimbalzi – ma Bosh dall’angolo punisce i Mavs. Prima un passaggio sbagliato e poi il tiro del possibile overtime, tuttavia, macchiano la prestazione del tedesco, e Miami conduce 2-1.

Gara-4 può indirizzare la serie e Dallas deve vincerla: concede 56 punti alla coppia Bosh-Wade, ma esclude gli altri dal gioco. Alla fine ancora Nowitzki (21 e 11 in gara-4) segna il layup del +3 nel finale, anche se sarà Wade a perdere (quasi) un pallone nell’ultima rimessa e costringere così Miller a scagliare una tripla praticamente impossibile.

Ultima gara in Texas prima di volare in Florida. Tripla doppia per James, doppia doppia di Bosh, 12 nell’ultimo quarto di Wade e Miami conduce a 4′ dal termine, ma poi Terry e Kidd con 3 bombe cambiano l’inerzia e Dallas guida la serie sul 3-2. Ora però si va in casa degli Heat. Altri 29, e canestro del vantaggio, per Dirk.

In gara-6 il tedesco tira malissimo (8/20 da 2 e 1/7 da 3) ma chiude con 21 punti e 11 rimbalzi: quattro canestri sono arrivati proprio nell’ultimo quarto, quando Miami stava tentando di recuperare in tutti i modi. Dallas deve ringraziare Terry per una prova da 27 punti uscendo dalla panca.

Titolo NBA per Dallas; MVP delle Finals per un Nowitzki decisivo, sempre: anche quando il tiro non entrava, riusciva comunque a trovare il modo di trascinare i suoi. 27.7 punti e 8.1 rimbalzi le sue medie nei Playoffs, tirando con percentuali da 2 del 48.5%, da 3 del 46% e 94.1% dalla lunetta.

Buon compleanno al futuro Hall of Famer dei Mavs, buon compleanno Dirk Nowitzki!

 

 

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