Cento di queste stagioni: Greg Monroe

Nel giorno del suo compleanno, ecco la stagione migliore di Greg Monroe.

È il 7 novembre 2012, Sacramento, i Pistons perdono contro i Kings di un giovanissimo DeMarcus Cousins, preso due anni prima al Draft con la quinta scelta assoluta. Tuttavia, il vero mattatore dell’incontro sarà Greg Monroe, anche lui scelto al Draft 2010, ma appena due posizioni più in basso. Durante il match Monroe mette a referto una tripla doppia, la prima per un giocatore di Detroit da quando Chauncey Billups scrisse 20+10+11 contro Minnesota, 8 anni prima. Durante il match molti si domandano se il futuro dei Pistons dipenderà da quel ragazzone della Louisiana che ha appena segnato 21 punti, raccolto 12 rimbalzi e smazzato 11 assist. Come detto, è appena novembre e la stagione 2012/2013 è ancora lunga, ma se il buon giorno si vede dal mattino… La settimana dopo si gioca un temibilissimo Detroit-Philadelphia nella Città dell’amore fraterno, una partita a cui assisterebbero solo dei masochisti probabilmente. Detroit vince facilmente e Monroe, assieme al suo compagno di merende Andre Drummond, pasteggia sotto le plance dei 76ers catturando 18 rimbalzi, massimo stagionale per lui (poi eguagliato a febbraio contro Washington).

Il mese di novembre vola via, la squadra è quella che è, ma molti stravedono per Monroe, anche se dalle parti di Auburn Hills filtra una maggior considerazione per il centro Andre Drummond che con il suo atletismo e la sua verticalità sta facendo vedere cose fuori dal normale.

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Arriva dicembre e il record di squadra piange, 5-12. Verso la fine del mese le cose sembrano volgere per il verso giusto, 4 vittorie nelle ultime 5 vengono viste come un buon auspicio per il futuro 2013, ma non sarà così. Intanto, il nostro ha fatto segnare il proprio career-high alla voce punti: 35 nella sconfitta contro Toronto, partita nella quale ha addizionato anche 10 rimbalzi.

Monroe diventa una macchina da doppie-doppie, ne infila 8 di fila dall’uno al tredici febbraio, e in stagione saranno 37 per lui. La regular season è un susseguirsi di traguardi personali, mentre la squadra affonda clamorosamente dopo un inizio 2013 incoraggiante. Infatti, la pausa dell’All Star Game fa da spartiacque, se gennaio e febbraio sono stati due mesi relativamente positivi, marzo è un’ecatombe: una vittoria e 13 sconfitte sanciscono la definitiva deriva del team e la progressiva sfiducia in coach Lawrence Frank. Intanto, Monroe continua a mostrare il suo talento, delle mani educatissime in un corpo che poche volte viene sfruttato a dovere, l’esatto opposto di Drummond. Ad aprile si assiste ad un inversione di marcia che è oramai effimera. Monroe gioca il miglior basket della sua annata, chiudendo il mese con 18,6 punti a partita e 9,5 rimbalzi catturati ogni sera. Ovviamente Detroit non riesce a giocare la post-season chiudendo la stagione 2012/2013 con un osceno 29-53 che significa solamente 12esimo posto ad Est.

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Durante tutto l’anno il big man da New Orleans guida i suoi in punti realizzati, rimbalzi totali, rimbalzi difensivi, rimbalzi offensivi e palle rubate, ed è la seconda stagione consecutiva che mette assieme queste cifre. Giocando 81 partite su 82 (una saltata per un problema alla caviglia), Monroe si concede 16 punti (career-high) di media, più di 9,5 rimbalzi, 3,5 assist (altro career-high), 1,3 rubate e 0,7 stoppate. Niente male per il numero 4 della propria squadra.

La stagione successiva, il lungo dei Pistons la giocherà con il contagocce, a seguito di numerosi stop fisici che gli impediranno di giocare con continuità e di tornare in forma.

Il 2012/2013 resta quindi la stagione migliore di Greg Monroe, una stagione costellata di traguardi personali, non però accompagnati da altrettanti successi collettivi. L’esplosione definitiva di questo giovane talento deve ancora arrivare, ma quando giungerà, sarà fragorosa e molto ardua da contenere.

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