Cento di queste stagioni – Phil Jackson

Nel giorno del compleanno di Phil Jackson, riviviamo la stupenda stagione dei Bulls ’95-’96

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Phil jackson è uno dei più grandi allenatori di basket che l’NBA abbia mai vsto su una panchina; ha allenato grandi campioni come Micheal Jordan e Kobe Bryant, ha vinto come pochi (11 anelli NBA) e ha saputo cambiare la professione di coach sottolineando l’importanza della comunicazione e del dialogo tra ogni singola parte della squadra. Celebri sono i suoi libri e la sua attenzione nel consigliare letture adatte per i propri campioni. Oltre ad essere stato un grande allenatore, Jackson è stato un più che discreto giocatore nei New York Knicks con i quali ha ottenuto ben 2 titoli NBA. Oggi si è lanciato nell’avventura di presidente proprio nella sua ex squadra, cercando di rilanciare un ambiente che da anni non ottiene gioie sportive. Jackson è stato soprannominato “Zen Master” a causa della sua ricerca di un equilibrio nelle squadre che costruiva e che poi disponeva in campo. Ha dichiarato di essersi ispirato a molte letture sulla meditazione e sulla cultura Zen ma ha anche tratto illuminazione dalle esperienze e dai racconti dei nativi americani. Detiene il record di vittorie come capo allenatore (1155), come coach dei Lakers (610) e come allenatore con maggiori anelli (11). Insomma, Phil Jackson è stato semplicemente un vincente.

Per questo la stagione memorabile che voglio ricordare è quella che ha trascorso con i Chicago Bulls nel 95-96 che quest’anno è stata più volte richiamata alla memoria a causa dei Golden State Warriors. Questo campionato viene ricordato per il record di 72-10 che i Bulls di Jordan hanno centrato e che solo quest’anno è stato sorpassato da Curry e compagni.

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Prima di commentare la stagione, bisogna evidenziare l’importante mossa di mercato che Jackson ha compiuto nell’estate ’95 ossia quella di portare Dennis Rodman a Chicago. Dopo qualche anno tra alti e bassi (dovuti alla testa di “The Worm”), Jackson ha voluto fortemente l’ex Pistons per creare con Jordan e Pippen un trio da favola. Il giocatore non godeva di credito a causa del suo carattere ma Phil Jackson è riuscito domarlo e così ha potuto disporre del miglior Rodman che si è contraddistinto come miglior rimbalzista della stagione oltre che essere eletto nel primo quintetto difensivo della Lega a fine stagione.

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La squadra era formidabile con una panchina invidiabile che poteva contare su giocatori come Toni Kukoc e Steve Kerr. Il lavoro di Phil Jackson è stato strepitoso già nel corso della regular season, momento in cui i Chicago Bulls hanno espresso un gioco divertente, spettacolare e concreto. Questo ha portato Jordan e compagni ad ottenere  37 vittorie consecutive nelle prime 37 gare dell’anno, chiudendo l’anno solare con sole 3 sconfitte. Anche nel ’96 i Bulls non hanno interrotto la loro striscia di vittorie, forti di un gioco che era capace di coinvolgere tutti e che sapeva far brillare tutte le stelle, ovviamente in primis Micheal Jordan.

Il risultato fu una stagione da 72-10, con ben 3 sconfitte nell’ultimo mese che ne hanno di fatto peggiorato il record finale. Nei playoff però sono tornati i Bulls assetati di vittorie che hanno saputo liquidare senza particolari patemi  Miami, New York e Orlando rimediando solo una sconfitta in trasferta contro i Knicks. In finale è stato ancora una volta showtime con Chicago che si è imposto sui Sonics di Payton e Kemp con un 4-2. Il record della regular season è stato battuto ma i Bulls detengono ancora il record di percentuale di vittorie tra stagione e  playoff (87%).

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Una stagione memorabile frutto di un grande lavoro di squadra, in primis di un coach che ha saputo dare le indicazioni giuste ad un gruppo di per sé eccezionale. Anche la Lega ha voluto a suo modo omaggiare questa epica stagione, premiando numerosi giocatori dei Bulls con riconoscimenti individuali.

Micheal Jordan è stato eletto MVP della regular season, Toni Kukoc è stato sesto uomo dell’anno mentre Phil Jackson ha vinto il coach of the year.

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Phil Jackson ha sempre creduto nel lavoro di squadra, nell’impegno e nel sacrificio reciproco al fine di ottenere un risultato positivo. Credeva nella chimica di squadra, ha sempre cercato di far sentire ogni giocatore importante al di là del talento o del minutaggio in campo, ha saputo trovare il massimo da ognuno degli atleti che ha allenato. Questo è stato il segreto del successo del Jackson allenatore e il simbolo di questo pensiero si è riflesso proprio nella stagione ’95-’96: un gruppo di ottimi giocatori che ha saputo trovare una grandissima stagione sempre giocata al massimo del loro potenziale.

Chiudo con una citazione dello stesso Zen Master che riassume la sua filosofia e che può ben commentare la stagione dei Chiacago Bulls ’95-’96

“Far vincere una squadra non è questione di quanto grande sia il giocatore, o i giocatori. Devono tutti essere disposti a sacrificarsi e a dare qualcosa di se stessi, pur di diventare campioni.”

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