Cento di queste stagioni – Raymond Felton

Cento di queste stagioni – Raymond Felton

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185 cm per 92 kg, dei quali si è sicuri pochi sono di massa muscolare. Grintoso in campo come al McDonald. Stiamo parlando di Raymond Bernard Felton, playmaker da ormai due stagioni dei Dallas Mavericks, che compie oggi 32 anni.

Negli ultimi anni non è stato certo il giocatore più ricercato della Lega, sia per problemi extra cestistici (sospeso per 4 giornate nel 2014 per possesso illegale di arma da fuoco), che per il suo rendimento altalenante sul parquet, ma c’è stato un anno in cui Ray ha dimostrato a tutti il suo enorme potenziale, a prescindere dal suo fisico atipico.

New York Knicks 2010/2011. In cattedra a gestire la franchigia più seguita della Grande Mela c’è Mike D’Antoni, reduce da due stagioni più che deludenti sempre alla guida dei Knickerbockers. A NY arriva Felton a prendere il posto di Play titolare, che fino all’anno prima era diviso tra Chris Duhon e Toney Douglas, potete immaginare con quali risultati. Raymond, free agent dopo la 5a stagione con i Bobcats, approda in una squadra disastrata, con giocatori di talento, come il nostro Danilo Gallinari o Wilson Chandler, ma completamente senza idee. Al cospetto di D’Antoni si presenta però anche una sua vecchia conoscenza, Amar’e Stoudamire, insieme già in quei fantastici Phoenix Suns di Nash, Marion&Co. I presupposti per migliorare i tragici record precedenti (rispettivamente 32-50 e 29-53) ci sono tutti.

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A questo punto l’attenzione mediatica è quasi interamente concentrata su Stoudemire, che, come ci si aspettava, non delude le aspettative. Ma già dalla prima partita si nota quanto Felts si trovi bene nel sistema di gioco dell’ex Olimpia Milano. Nella prima partita contro i Raptors, infatti, mette a referto 15 punti conditi da 6 assist e 6 rimbalzi.

L’asse Felton-Stoudemire funziona alla perfezione, con l’ex Suns che raccoglie tutte le gemme offerte da Ray.

Per la prima doppia-doppia in canotta arancio-blù del Play proveniente da University of North Carolina bisogna aspettare solo 4 partite. Le vittime sono i Chicago Bulls del futuro MVP Derrick Rose, i numeri di Felton 20 punti, 10 assist e 5 rimbalzi. Le doppie-doppie in stagione saranno in totale 27.

La cosa che più sorprende i tifosi e gli addetti ai lavori è la capacità realizzativa dell’ex Bobcats, che supera più volte i 20 punti, senza, però, fare meno di 6 assist. A metà Ottobre aggiunge alla sua fantastica stagione un’altra perla, 35 punti in una difficile partita a casa di Golden State, per lui career high. Miglior partita stagionale? Non scherziamo.

7 Gennaio 2011, Phoenix. D’Antoni e Stoudamire fanno visita ai loro ex tifosi, per il lungo la prima volta con una divisa diversa da quella dei “Soli” dell’Arizona. Non c’è storia, i Knicks dominano in maniera incontrastata. Raymond comincia da subito a conquistare un gran numero di rimbalzi. Raggiunge la doppia cifra. E la tripla doppia. Prima in carriera per lui (ma non ultima), un 23+11+10 che non può che sorprendere tutti. I Knicks hanno un talismano e niente potrebbe portarlo via da New York. Se non un diamante.

Un’operazione di mercato enorme. 3 squadre coinvolte, 12 giocatori e 3 future scelte scambiate. Carmelo Anthony approda nella Grande Mela per cercare di riportare i Knicks ai fasti di una volta, visto che il titolo non si vedeva dai tempi di Reed e dello Zen giocatore.

Raymond finisce a Denver insieme a Gallinari, Chandler e Mozgov, dove, però, non riesce a mantenere gli altissimi standard in maglia arancio-blù. Felts si trova a giocare da Guardia, dopo aver giocato tutta la prima parte della stagione da Playmaker. La cabina di regia è, infatti, affidata al giovane Ty Lawson dopo la partenza di Billups, anche lui coinvolto nell’affare Anthony.

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La stagione si chiude con un 4-1 per mano dei Thunder al primo turno dei Playoff. Le medie a giochi finiti recitano 15.5 PPP, 8.3 APP e 3.6 RPP.

Purtroppo da quell’anno solo un lento declino, inutile il suo ritorno ai Knicks 2 anni dopo. Quest’anno ha siglato la sua seconda tripla-doppia in carriera in maglia Mavs, giocando dei minuti di qualità come comprimario.

Ma la grinta non è mai mancata. Auguri RayRay!

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