Cento di queste stagioni: Reggie Miller

In occasione del suo 51° compleanno, raccontiamo la miglior stagione in carriera del “Killer” di Indianapolis: Reggie Miller.

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Influenzato alla pallacanestro dalla sorella Cheryl, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, Reginald Wayne Miller, o semplicemente Reggie, chiamato dai Pacers come undicesima scelta assoluta al Draft NBA del 1987, è considerato una delle guardie tiratrici più forti della NBA, tanto da essere inserito, nel 2012, nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

È davvero difficile raccontare la sua annata migliore visto che, dopo il suo arrivo, gli Indiana Pacers divennero una delle squadre più temute degli anni ’90 arrivando a giocare ben quattro finali di Conference (1994, 1995, 1998, 1999) e una finale NBA nel 2000 persa contro i Los Angeles Lakers. Dopo la catastrofica stagione del 1992-1993, l’allenatore Bob Hill, che non era riuscito a superare nemmeno il primo turno dei play-off contro i cugini di New York, lascia la franchigia e, al suo posto, i Pacers chiamano Larry Brown, campione ABA e oro alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Brown, successivamente, verrà sostituito da un altro Larry, nato in Indiana, ma cresciuto cestisticamente a Boston in maglia verde: Mr. Larry Bird.

Ma questa è un’altra storia.

Nonostante la sconfitta in finale di Conference, quella del 1993-1994 è stata, senza dubbio, una delle stagioni più sensazionali della storia dei Pacers e della carriera di Reggie Killer Miller.

L’attacco ti fa vendere i biglietti, la difesa ti fa vincere le partite

La regular season per Indiana si chiude con un discreto quinto posto che dà la tranquillità e la certezza a Miller e compagni di partecipare ai play-off affrontando subito una squadra alla loro altezza: gli Orlando Magic.

E a proposito Reggie, ma la storia del vendere i biglietti ?

Purtroppo, nonostante le 47 vittorie in stagione e i 20 punti a partita di Miller, la Bankers Life Fieldhouse Arena è quasi sempre vuota. Il pubblico sembra ritornare dopo il 3-0 inflitto ai poveri Orlando Magic, arrivati quarti ai play-off. In semifinale, i Pacers affrontano gli Atlanta Hawks, ovviamente favoriti avendo raggiunto i play-off al primo posto dopo aver collezionato ben 57 vittorie e 25 sconfitte (alla pari con i New York Knicks classificatisi secondi). In sei gare, Indiana spazza via Atlanta firmando un bel 4-2 sui poveri falchi e con ben 20 punti di media a partita per Reggie, e gira e rigira la finale di Conference è proprio contro i New York Knicks, gli stessi che, nel primo turno dei play-off, avevano tolto le speranze l’anno precedente ai Pacers.

Questa volta la posta in palio è più alta: la finale NBA.

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“Sto per strangolarvi”

I Knicks, dopo aver sconfitto per 4-3 i Chicago Bulls, sono i favoriti, infatti, vincono le prime due gare in casa, ma perdono la terza (di 20 punti) in cui Miller segna 14 punti, e la quarta (di 14) ad Indianapolis, in cui Reggie mette a referto ben 31 punti chiudendo il match con il 90% ai liberi.

È il 1 Giugno 1994.

Gara 5 si gioca nuovamente al Madison Square Garden, ed è proprio in questo giorno che bisogna ricordare la più grande impresa del Killer di Indianapolis. I Knicks si portano in vantaggio per tutta la partita fino alla fine del terzo quarto: il punteggio è di 70 a 58. Seduto in prima fila come ad ogni partita, c’è Spike Lee, noto regista e tifoso sfegatato dei Knicks, entusiasta del vantaggio della squadra, dà inizio ad una raffica di insulti rivolti  proprio al numero 31 dei Pacers per cercare di innervosirlo, ma Reggie risponde nella maniera più sportiva di tutte: segna tre triple consecutive e mima il gesto dello strangolamento al tifoso numero 1 dei Knicks: “Sto per strangolarvi”.

Reggie segna 5/5 da tre solo nell’ultimo quarto mettendo a referto 39 punti totali alla fine del match. Indiana conquista gara 5 col punteggio di 93 a 86.

Purtroppo, tanta fatica per nulla. I Knicks accedono alla finale NBA vincendo sia gara 6 che gara 7, dove non bastano i 25 punti a partita e le alte percentuali ai liberi e dai tre punti di Miller. Ad Ovest, intanto, i Rockets hanno battuto i Jazz per 4 a 1 arrivando così in finale, dove vinceranno il primo titolo NBA dopo aver sconfitto i Knicks per 4 a 3.  Nella stagione successiva, i Pacers affrontano nuovamente i Knicks, questa volta battendoli per 4 a 3, per poi essere nuovamente sconfitti in finale di Conference dagli Orlando Magic, i quali bloccano le speranze di Indiana che vedrà una sola finale NBA nella stagione 1999-2000 contro i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’ Neal.

In tutta la sua carriera Reggie ha vestito solamente tre maglie: UCLA, Indiana Pacers e Team USA, con la quale è riuscito a conquistare l’oro olimpico ad Atlanta 1996. Decide di ritirarsi nel 2005 all’età di 39 anni, e con lui anche il suo numero 31. Forse è davvero troppo poco quello che Reggie Miller è riuscito a conquistare in 18 anni di carriera, ma di sicuro è davvero tanto quello che è riuscito a donare al gioco più bello del mondo.

Buon compleanno Killer!

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di Francesco Postiglione

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