Cento di queste stagioni – Shawn Kemp

Cento di queste stagioni – Shawn Kemp

Talento, atletismo e sregolatezza, ripercorriamo la miglior stagione NBA di “Reign Man”.

Sono passati 47 anni da quando a Elkhart, piccola cittadina dello stato dell’Indiana, veniva al mondo Shawn Travis Kemp, uno tra i giocatori che più ha lasciato il segno nel basket d’oltreoceano a cavallo degli anni novanta.

Si perchè l’uomo chiamato “Reign Man” non solo era un mix formidabile di tecnica ed atletismo sotto canestro, ma era anche una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento.

Il dominio totale nei licei dell’Indiana, i problemi di razzismo, la dichiarazione d’amore per Kentucky (salvo poi non giocare neppure un minuto di college), i piccoli furtarelli e l’eleggibilità al Draft 1989 sono solo una piccola parte di vita del Kemp pre-NBA.

Da quando Shawn viene chiamato alla 17 dai Seattle Supersonics, la sua carriera è un crescendo di giocate spettacolari e trash talking, un mix tra una schiacciata e un insulto ad un avversario, una prestazione super e una scappatella con la fan di turno, il tutto rigorosamente in pieno Kemp-style: al massimo del volume!

Insieme a Gary Payton (che approderà ai Sonics l’anno successivo) forma una coppia di bad boys irresististibile e la città di Seattle subito se ne innamora, la squadra ottiene ottimi risultati guidata da coach George Karl e per il ragazzone arrivato dall’Indiana saranno sei anni in continua crescita fino ad arrivare alla sua (e di quei Sonics) miglior stagione in assoluto: quella del 1995/96.

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I Sonics arrivano da un eliminazione al primo turno di Playoffs ad opera dei Los Angeles Lakers ed hanno voglia di rivalsa, Kemp giocherà 79 partite su 82 in quella Regular Season chiudendone più della metà oltre quota venti punti, il record finale dirà 64-18, tuttora il migliore di sempre per la franchigia dello stato di Washington, anche dopo il trasferimento in Oklahoma.

Si va ai Playoffs come testa di serie e, dopo aver eliminato agevolmente i Sacramento Kings con un secco 3-1, arriva il momento di affrontare gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon, ovvero i campioni in carica. Il risultato finale sarà un perentorio 4-0 con un Kemp stellare contro un avversario del calibro di The Dream. Alla finale di Conference i Sonics si presentano con un ruolino di marcia che dice 7 vittorie ed una sola sconfitta. Di fronte gli Utah Jazz di Stockton Malone. Serie molto più combattuta che vede Seattle portarsi sul 2-0 in casa per poi perdere la prima in trasferta e rifarsi subito dopo in gara 4. Si torna alla KeyArena ed arriva un altra sconfitta che precede la batosta di gara 6 (118-83 Utah). La decisiva gara 7 se la aggiudicano i Sonics in una partita combattutissima vinta 90-86 con un Kemp da 26 punti e 14 rimbalzi.

I Sonics si laureano campioni della Western Conference e vanno a giocarsi le Finals contro gli “imbattibili” Chicago Bulls di Jordan, Pippen e Rodman.

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I Bulls, tanto per intenderci, sono quelli del record 72-10, la seconda miglior Regular Season della storia NBA. E lo ricordano sin da subito a Kemp e compagni portandosi sul 2-0 nelle prime due gare in Illinois nonostante le ottime prestazioni di Reign Man che metterà a referto 32 punti in gara 1 e 29 punti in gara 2.

La serie si trasferisce a Seattle ma la musica non cambia, MJ e compagni vanno sul 3-0 e la sfida sembra destinata a chiudersi con uno schiacciante trionfo di Chicago. Tre giorni dopo invece, I Sonics trascinati da un Kemp da 25 punti e 11 rimbalzi vincono la loro prima gara e si portano sul 3-1 e, sempre più determinati a non arrendersi, si ripetono in gara 5 con un altra ottima prestazione del numero 40. Parziale sul 3-2 e si ritorna a “wind city”.

Nonostante tutti gli sforzi fatti dai ragazzi di George Karl la serie si chiuderà in gara 6 e a nulla servirà l’ennesima ottima prova di Shawn da 18 punti 14 rimbalzi. Il titolo di MVP delle Finals andrà ovviamente a Michael Jordan ma a detta di molti fu proprio lui, il ciclone di Elkhart, col suo fisico, il suo atletismo e la sua tecnica il miglior giocatore di quella meravigliosa serie.

HAPPY BIRTHDAY, REIGN MAN!

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