Chi la fa… gioca in NBA (la dura vita dei rookies)

Chi la fa… gioca in NBA (la dura vita dei rookies)

Rookie, per chi non mastica il latino significa ‘Novellino’. Ovvero colui che una volta finito il college viene scelto nel draft, per approdare in quel favoloso e scintillante mondo chiamato Nigga Basketball Association. Ed è anche colui che pensa che una volta arrivato in NBA, il peggio sia passato. Forse perché non sanno del ‘Rookie treatment’ (se non sapete il latino, andate a studiarvelo però, non è che posso tradurvi tutto io). Si insomma i veterani hanno un modo tutto loro per dare il benvenuto ai novizi. Modo che consiste in tutta una serie di scherzi, umiliazioni e cose assurde che vengono costretti a subire, per tutta la loro prima stagione. Dalle più banali, come portare tutti i borsoni e gli asciugamani, a quelle come girare esclusivamente (allenamenti, partite e conferenze..) con uno zainetto ‘speciale’.  

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Quando si è tra i più fortunati. Se invece si è uno come Goran Dragic che all’epoca ha avuto la fortuna di ritrovarsi, nel suo primo anno da rookie, nella stessa squadra di Shaq, allora potrebbe capitare l’onere di doversi portare dietro una pianola per tutto l’anno. ‘Na pianola? Eh sì! Beh stiamo parlando di Shaq, non stupitevi! Questo è niente! Ovviamente puoi anche opporre resistenza se non vuoi, ma faresti la fine di Kant Bazemore e come lui di tantissimi altri che si sono ritrovati la macchina stracolma di popcorn. O nel caso di Nik Stauskas, l’appartamento, visto che non aveva la macchina.  
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  Ma uno tra i migliori scherzi fu quello di Vlade Divac. Sadico malefico. Correva la stagione 2004/05.  Nella città degli angeli. La vittima predestinata era Tony Bobbitt, all’epoca portaborracce dei Lakers. E si sa che anche fare il portaborracce nei Lakers non è poi così male quando giochi in casa. Stare a bordocampo allo Staples Center, è un po’ come stare in un set cinematografico. Jack è immancabile, poi c’è Leo DiCaprio, Pamela Anderson, le Kardashian (probabilmente a scegliere la loro prossima vittima), Bar Rafaeli e avanti così… Sì insomma, Hollywood!   Comunque la leggenda narra che, dopo una partita, il nostro Tony sia tornato in spogliatoio, bullandosi di aver avuto dalla panchina uno scambio di sguardi ammiccanti con nientepopodimeno che l’attrice Lucy Liu. Ora… Quello che vedete nella prima foto è Bobbit.
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  E questa è Lucy Liu.
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  Ecco, vi lascio tre secondi per immaginare la reazione del resto dello spogliatoio, dopo quella dichiarazione. Grosse risate e pacche sulle spalle. Qualcuno però prende particolarmente a cuore la cosa: Vlade Divac. Il serbo infatti non si lascia sfuggire il rimbalzo e inizia a macinare lo scherzone del secolo. Coinvolge prima uno dei ragazzini raccattapalle, costringendolo a far recapitare al povero Bobbitt un bigliettino con il presunto numero di telefono dell’attrice. Numero che in realtà apparteneva al nostro burlone. Ovviamente. E in secondo luogo convince una delle cheerleader a registrare un finto messaggio per la segreteria telefonica, fingendosi Lucy.   ‘Il gioco è bello finché dura poco.’ Dice il proverbio. Ma Divac la pensa diversamente. Quindi non solo iniziano a scambiarsi messaggi molto romantici, ma vengono ingaggiati anche dei tecnici professionisti per filmare l’intero scherzo. Vlade se mi leggi, sei una persona orribile, come i cavalli! Ma torniamo a noi… Dicevamo, inizia questo scambio di messaggi, con Bobbitt che scrive frasi e poesie che avrebbero fatto diventare diabetico perfino Shakespare. Chiaramente, escluso il nostro portaborracce, l’intero universo era al corrente dello scherzo. Quindi ogni suo messaggio, anziché arrivare all’amata Lucy, arriva in realtà nello spogliatoio Lakers. E l’eco delle risate arriva invece fin sulla East Coast.   Ma arriva anche il giorno X. O meglio il giorno dell’appuntamento. Eh, sì! Tony si fa bello (più o meno), la limousine ‘mandata dall’attrice’ lo passa a prendere per portarlo nel ristorante, dove hanno un romanticissimo tavolo riservato per due. Lui ordina champagne e l’attende… Con gli occhi luccicanti è lì, seduto al tavolo, in attesa della donna che forse sarà quella della sua vita.   La porta del ristorante finalmente si apre. Ma ad entrare non è lei, bensì l’intera squadra gialloviola. Che inizia a urlargli: ‘Bobbitt sei un babbo di minchia!’ Ovviamente il nostro eroe non capendo subito la situazione, continua a dichiarare di star aspettando proprio lei. Almeno finché Divac non gli mostra le telecamere nascoste, dicendo: ‘SCHERZONE!!!’   Se Tony sia scappato via piangendo dal ristorante, non so dirvelo. Ma posso dirvi con assoluta certezza che appena si sparse la voce, un po’ in tutte le franchigie iniziarono ad arrivare le prenotazioni per avere i DVD dell’intera faccenda, venduti poi a 500 dollari al pezzo. Eh vabbè.. so’ ragazzi!!!

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