Chicago Bulls Preview: sarà la volta buona?

Chicago Bulls Preview: sarà la volta buona?

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Roster:

#41 Cameron Bairstow, 6’9, PF/C, 1° anno (07/12/90)

#0 Aaron Brooks, 6’0, PG, 7° anno (14/01/85)

#21 Jimmy Butler, 6’7, G/SF, 4° anno (14/09/89)

# 15 Jordan Crawford, 6’4. G, 4° anno (23/10/88)

#34 Mike Dunleavy, 6’9, G/SF, 13° anno (15/09/80)

#6 Cristiano Felicio, 6’9, C, Rookie (07/07/92)

#16 Pau Gasol, 7’0, PF/C, 14° anno (06/07/80)

#22 Taj Gibson, 6’9, PF, 6° anno (24/06/85)

#12 Kirk Hinrich, 6’4, PG. 14° anno (02/01/81)

#3 Doug McDermott, 6’8, SF, 1°anno (03/01/92)

#44 Nikola Mirotic, 6’10, F, 1°anno (11/02/91)

#55 E’Twuan Moore, 6’4, G, 4° anno (25/02/89)

#13 Joakim Noah, 6’8, F/C, 8° anno (25/02/85)

#5 Bobby Portis, 6’11, PF, Rookie (10/02/95)

#1 Derrick Rose, 6’3, PG, 7° anno (10/04/88)

#7 Marcus Simmons, 6’6, G/F, Rookie (28/01/88)

#20 Tony Snell, 6’7, G/SF, 2° anno (10/11/91)

#48 Nazr Mohammed, 6’10, C, 17° anno (5/9/1977)

 

Head Coach: Fred Hoiberg (nuovo), 1° esperienza da capo allenatore NBA, record di 153-56 con l’università di Iowa State dal 2010 al 2015.

Nuovi arrivi: Jordan Crawford (free agent), Bobby Portis (draft), Marcus Simmons (draft), Cristiano Felicio (draft).

Partenze: nessuna.

Starting Five:  Rose, Butler, Dunleavy, Gasol, Noah

 

Dire che i Chicago Bulls abbiano mantenuto l’ossatura dell’anno scorso sarebbe a dir poco riduttivo, dato che i cambi a roster, escludendo le tre scelte al draft, si limitano esclusivamente alla firma di Jordan Crawford. Il cambio di rotta però si è manifestato principalmente in panchina, sulla quale non si siederà più Tom Thibodeau, ma bensì Fred Hoiberg, alla sua prima esperienza da Head Coach NBA. Nonostante i forti dubbi suscitati, Hoiberg può vantare gli ottimi risultati ottenuti in questi cinque anni ad Iowa State e godere, al contrario del suo predecessore, della grandissima fiducia da parte della Società. Pertanto la franchigia dell’Illinois parte dai presupposti solidi dell’anno scorso, anche se probabilmente il gioco di Chicago quest’anno avrà una maggior fluidità offensiva che può andare a discapito di una minor intensità difensiva. Il roster può considerarsi migliorato, con il reparto lunghi che può tranquillamente considerarsi uno dei più profondi della Lega, visto anche l’Europeo mostruoso disputato da un Pau Gasol apparso ringiovanito di almeno dieci anni e soprattutto al recupero di Joakim Noah, che dovrebbe esser tornato abbastanza vicino ai suoi livelli, senza dimenticare ovviamente l’apporto di Mirotic e Gibson dal pino. Nel settore esterni il nome forte è senza dubbio Jimmy Butler, il quale dovrà riconfermare i progressi che gli hanno fatto vincere il MIP, ma il giocatore chiave sarà Jordan Crawford, il quale dovrà fungere da scossa per cambiare l’inerzia della partita partendo dalla panchina. Tutti questi discorsi sono interessanti ma poco utili, poiché la maggior parte delle speranze dei Bulls passano dal numero 1, ossia Derrick Rose. Se Rose continua a mostrare i miglioramenti visti l’anno scorso e a mantenere quel rendimento fino alla post season, Chicago potrebbe fare il definitivo salto di qualità e candidarsi in maniera convincente come possibile contender.

Possibile sorpresa: Doug McDermott

Il prodotto di Duke ha deluso molto l’anno scorso, forse perchè troppo pompato a inizio anno (ricordate la copertina di SI dove veniva rivisitata quella storica di Bird?), sicuramente per i suoi evidenti limiti difensivi malvisti da Thibodeau, oltre alle buone stagioni disputate da Snell e Dunleavy che gli anno tolto minuti importanti, facendo registrare appena 3 punti di media in meno di 9 minuti. Quest’anno la squadra è vero che è profonda, ma si parte con un coach nuovo che sa gestire i giovani molto bene e infatti in queste gare di preseason sta viaggiando a oltre 16 punti di media col 43% dall’arco, un ottimo biglietto da visita per affacciarsi alla stagione 2015/2016.

Pronostico Basketinside.com: 53-29.

Nonostante il roster sia rimasto pressoché invariato, questa stagione per i Bulls dovrebbe tranquillamente superare quella passata da 50-32. Innanzitutto si è ristabilita una coesione ideale tra Società e staff tecnico, che dovrebbe giovare all’ambiente facendo giocare la squadra più libera mentalmente. In secondo luogo è stato aggiunta un’altra bocca da fuoco all’arsenale rispondente al nome di Jordan Crawford e per ultima cosa tutti gli uomini chiavi sono molto vicini al loro massimo potenziale. Pertanto in regular season si dovrebbe centrare un piazzamento tra le prime tre, ma per i Playoff mai come quest’anno sembrano essere loro i veri avversari di Cleveland per la conquista dell’Eastern Conference.

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