Focus Inside: Greg Oden fra infortuni e speranze

Focus Inside: Greg Oden fra infortuni e speranze

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Un ragazzo proveniente da una famiglia povera e falcidiata dal terribile male del divorzio, avvenuto quando il piccolo Greg aveva soltanto 8 anni: immediatamente la mamma Zoe, una semplice infermiera, si trasferisce con i figli Greg e Anthony a Terre Haute, una cittadina a 120km da Indianapolis; il padre Greg sr. rimane invece a Buffalo, nello stato di New York, pur continuando a partecipare alla vita del figlio e mantenendo comunque i contatti con Zoe. I rapporti tra padre e figlio rimangono ottimi nonostante tutto e Greg intanto cresce, sia anagraficamente che fisicamente.

 

A quattordici anni è già alto 6-11, qualcosa di molto simile al nostro “due-metri-e-dodici”, e l’anno seguente comincia a giocare a basket nella Lawrence North High School, a Indianapolis, conducendola, insieme all’amico e futuro play dei Grizzlies, a tre titoli statali consecutivi (2004, 2005, 2006). I paragoni cominciano a sprecarsi: Shaquille O’Neal, addirittura Bill Russell per le sue innate doti difensive. Ma Greg non è solo questo: anche nella metà campo offensiva può dire la sua, con sopraffini movimenti in post basso e un affidabile jump shot dalla media distanza: è ormai pronto per una grande università come la Ohio State University, che trascina in finale contro i Florida Gators. Il titolo NCAA gli sfugge dalle mani per un soffio: la partita finisce 84-75 in favore dei Gators, ma Greg fa capire una volta di più di che pasta sia fatto, chiudendo con 25 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate. Dati (anche anagrafici, stiamo pur parlando di un freshman) alla mano, si può dire che Greg sia pronto per il palcoscenico cestistico più importante del mondo: l’NBA.

La scelta #1 al draft 2007 è dei Portland Trail Blazers, che scelgono il lungo cresciuto nell’Indiana sperando di poter gettare le basi di una nuova dinastia sfruttando il suo dominio nel pitturato. Ma è a questo punto che le fragili ginocchia di un 2.13 cominciano a chiedere il conto. Prima ancora di poter mettere piede in campo, il 14 settembre 2007, Greg deve sottoporsi ad una “microfracture surgery” al ginocchio destro. La microfracture surgery è un’operazione molto delicata nota per aver ridimensionato pesantemente in passato luminose carriere (chiedete in casa McDyess, Webber, Houston, Hardaway e McGrady). La giovane età di Greg però sembra favorirlo nel processo di riabilitazione e finalmente, il 28 ottobre 2008, calca per la prima volta il parquet NBA, nella sfida che apre la stagione dei Blazers contro i Los Angeles Lakers, pur infortunandosi al piede dopo soli 13 minuti di gioco. Questa volta i tempi di recupero sono soltanto di due settimane e, nella sfida contro i Miami Heat del 12 novembre, Greg realizza i suoi primi due punti con una più che convincente schiacciata dopo aver arpionato un rimbalzo offensivo. Un altro infortunio al ginocchio sinistro lo costringe a stare fermo per tre settimane nel mese di febbraio, ma nonostante questo le medie della sua stagione da matricola sono più che discrete: 8,9 punti con il 56,4% dal campo, 7 rimbalzi e 1,1 stoppate in 21,5 minuti di gioco.

Comincia la stagione 2009-2010 e per Greg il primo mese è semplicemente stratosferico: nelle 21 partite giocate in quella stagione, Oden realizza 11,1 punti con il 60,5% dal campo e il 76,6% ai liberi (in nettissimo miglioramento rispetto al 63,7% della stagione da rookie), riporta sulla terra 8,5 palloni a partita (di cui ben 3 in attacco) e rispedisce al mittente 2,3 sfere ad allacciata di scarpe. Tutto questo in soli 23,9 minuti di gioco, troppo spesso condizionati dai 4 falli commessi di media. Sembra che il fiore sia definitivamente sbocciato, ma il 5 dicembre 2009, nel tentativo di stoppare un tiro di Brooks nella sfida tenutasi al Toyota Center, il centrone subisce un grave infortunio: la rotula del ginocchio sinistro è k.o. e il ragazzo dell’Indiana deve andare un’altra volta sotto i ferri. Anche la stagione 2009-2010 è conclusa per il promettente giocatore dei Blazers.

La guarigione è quasi completa, ma il dolore al ginocchio sinistro persiste: il 19 novembre 2010 Greg deve sottoporsi ad un’altra microfracture surgery, per riparare i danni alla cartilagine della sua articolazione sinistra. Dal lontano 5 dicembre 2009 Greg non è più tornato in campo, a causa di due ginocchia fragilissime: a Portland, però, ancora credono in lui e, nonostante il suo agente Bill Duffy abbia affermato che Greg potrebbe non tornare fino a gennaio, i Blazers hanno deciso di esercitare la “qualifying offer” presente sul suo contratto da rookie per non lasciarlo sul mercato. Ci auguriamo che sia la scelta giusta e che Greg possa tornare ai livelli che si merita e a cui dovrebbe essere. Forza Greg, tutto il basket è con te!

 

Terminologia:

Microfracture surgery (operazione di microfrattura): operazione che consiste nella creazione di microfratture nell’osso sottostante alla cartilagine danneggiata al fine di stimolare l’organismo alla produzione di nuova cartilagine a partire dal coagulo di sangue formatosi in seguito alle microfratture. Più o meno…

Ha un buon grado di riuscita, circa il 75-80%: molti atleti NBA come Jason Kidd, Amar’e Stoudemire, John Stockton e Zach Randolph sono tornati a giocare ai livelli precedenti l’infortunio.

Qualifying offer: offerta standard di prolungamento del contratto quinquiennale da rookie che dipende dall’entità del contratto stesso e quindi dal numero di scelta al draft. Può essere offerta dalla franchigia di appartenenza entro la scadenza del contratto (nel caso di Greg, entro il 30 giugno) e può essere accettata o rifiutata dal giocatore. In caso il giocatore accetti, quest’ultimo continuerà a vestire la maglia della sua franchigia per un anno prima di diventare unrestricted free agent (giocatore senza contratto libero di accettare qualunque offerta proveniente da qualunque franchigia NBA); in caso rifiuti, il giocatore diventerà restricted free agent (la squadra di appartenenza potrà così pareggiare qualunque offerta proveniente dalle altre franchigie per tenere con sè il giocatore). Se la qualifying offer non viene nemmeno proposta, il giocatore diventa da subito unrestricted free agent.

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