Il Pagellone NBA – Ultima settimana

Il Pagellone NBA – Ultima settimana

L’ultimo pagellone della stagione regolare NBA.

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10 – Kobe/Warriors

Un ex-aequo è quello che ci vuole, non ce la siamo sentita di decidere a chi dare il massimo dei voti.
Kobe Bryant ha chiuso stagione e carriera con un acuto degno del miglior tenore, che in soldoni si traduce col 60ello rifilato agli Utah Jazz (compresi i 23 punti dell’ultimo periodo, decisivi per la vittoria).
I Golden State Warriors invece , passata la battuta d’arresto con Minnesota dopo un supplementare, sono tornati a fare filotto di W battendo anche gli Spurs a domicilio e finendo la stagione col record (in tutti i sensi) di 73-9. Curry nelle ultime due gare ha messo insieme cifre da capogiro: 41.5 di media in 32.6 minuti, col 60.9% dal campo di cui 14/28 da tre punti.
Playoffs, arriviamo!

 

9 – KAT

Il probabilissimo Rookie of the Year prossimo venturo ha chiuso col botto la sua prima stagione NBA: quasi 21 punti e 10 rimbalzi di media nelle ultime 5 gare, tra cui spiccano il 20+12 e canestro della vittoria contro i Warriors.
Contano poco o nulla ma sono comunque quattro su cinque le vittorie con cui Minnie ha salutato i propri fans, se non altro di buon auspicio; così come fa ben sperare la crescita di Towns, che grazie anche allo spazio concessogli dall’ormai esonerato coach Sam Mitchell sembra essere indirizzato a diventare una stella.

 

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8 – Heat

Questi Miami Heat non mollano di una virgola: battuti per due volte i Pistons e per una volta Bulls e Magic, mentre la sconfitta nell’ultima uscita di stagione regolare contro Boston non scalfisce il piccolo capolavoro rappresentato dal terzo posto a Est.
Gli stessi Heat hanno infatti concluso la stagione a parimerito con Hawks, Celtics e Hornets, ma grazie alla sempiterna classifica avulsa si sono aggiudicati la testa di questa insolita carovana. Wade sembra di almeno 3 anni più giovane, mentre Whiteside pare aver raggiunto la maturità che gli permette una certa costanza nel rendimento.
Al primo turno troveranno proprio Charlotte, ma non stupitevi se la cavalcata di Miami andrà anche oltre il secondo turno…

 

7 – Mavs

Zitti zitti, approfittando del crollo di Memphis i Dallas Mavericks sono riusciti a issarsi fino alla sesta posizione a Ovest, lasciando ad altri l’ingrato compito di affrontare Golden State e San Antonio, almeno al primo turno.
Tutte a Ovest le ultime cinque gare degli uomini di Carlisle, usciti vittoriosi dagli scontri con Houston, Memphis e Utah, e sconfitti da Clippers e Spurs.
Ora li aspettano i Thunder e non sarà comunque facile uscirne indenni, ma siamo sicuri che Nowitzki & co. venderanno carissima la pellaccia.

 

6 – Rockets

Massimo risultato col minimo sforzo. Più volte su queste pagine abbiamo criticato questi Rockets, incapaci di dare continuità o parvenza di bel gioco; ma i risultati parlano chiaro, e alla fine sono stati loro ad agguantare l’ottava piazza nel selvaggio West.
Dopo le sanguinose sconfitte contro Dallas e Phoenix sono infatti arrivate tre comodissime W (scarto medio oltre il +26) contro Lakers, Timberwolves e Kings, abbastanza per spodestare Utah e allungare la stagione ancora per almeno altre quattro gare.
E nonostante un Harden in grande spolvero (33.6 col 53.2% da 3 nelle ultime cinque uscite), difficilmente Houston arriverà anche solo a gara 5 contro Golden State.

 

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5 – Jazz

Come buttare una stagione negli ultimi 10 giorni. Quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite sono costate care a Utah, che finisce per prendere la medaglia di legno a Ovest. Sono soprattutto le partite perse contro i panchinari dei Clippers e contro Dallas a bruciare, evidentemente l’atteggiamento non è stato quello ideale e la fame di Playoffs non era abbastanza.
A parziale discolpa dei mormoni dobbiamo dire che sono stati letteralmente funestati dagli infortuni per tutto l’anno (Gobert, Burks, Favors, tra gli altri), ma nonostante ciò la post-season sembrava potesse essere alla loro portata.
Si consoleranno tra 20 anni, quando ripensando a questa stagione ricorderanno la storica partita d’addio di Kobe che li ha visti suoi rivali.

 

4 – Grizzlies

Con Marc Gasol fuori da metà febbraio già la situazione non era delle più rosee, ma quando anche Mike Conley s’è dovuto fermare a causa di un brutto fastidio al tendine d’Achille, i Grizzlies sono sprofondati.
Dal 12 marzo hanno vinto solo tre gare sulle diciassette disputate, e i sogni di vantaggio del fattore campo ai Playoffs si sono presto frantumati contro la cruda realtà: questi Grizzlies non sanno da che parte girarsi, e se la stagione regolare fosse durata anche solo una settimana in più, avrebbero rischiato seriamente di non fare i Playoffs.

 

www.blogabull.com

3 – Bulls/Wizards

Le due vere delusioni della stagione sono loro: partiti con velleità da Finali di Conference, chiudono tra i lazzi degli avversari, soprattutto dei gongolanti Pistons e Pacers.
Per Chicago la stagione si sarebbe pure chiusa in crescendo con le tre W contro Cleveland, New Orleans e Phila, però i giochi erano ormai compromessi da un paio di settimane a questa parte e non sono riusciti a ribaltare la cattiva situazione in cui s’erano infilati; e più o meno lo stesso discorso si può trasportare su Washington, incapace di rialzarsi in classifica nonostante le quattro vittorie nelle ultime cinque uscite.
Ci sarà molto da fare per i GM delle due franchigie.

 

2 – Pelicans

Dal 5 aprile in poi si conta una vittoria nel ruolino di marcia dei Pelicans, contro i derelitti Lakers. Per il resto solo sconfitte, come del resto è stato per buona parte della stagione.
L’infortunio ad Anthony Davis non ha certo aiutato New Orleans, anzi: i Pelicans non hanno saputo trovare altri giocatori al suo livello, con buona pace di Ryan Anderson e Jrue Holiday.
Gli obiettivi erano ben altri, e non vediamo come poter giustificare gli uomini di coach Alvin Gentry: 26° in punti concessi agli avversari, 22° in rimbalzi catturati e il 46.8% al tiro concesso agli avversari…

 

1 – Knicks/Nets

Se ce la fai qui, ce la puoi fare ovunque (cit.); ma se qui non ce la fai, sono bastonate.
New York si lecca le ferite con un record complessivo tra Knicks e Nets da 53-111, e se almeno nella prima metà di stagione Carmelo & co. avevano dato l’impressione di giocarsela per i Playoffs, per i cugini di oltrefiume l’argomento non è praticamente mai stato messo sul tavolo.
Phil Jackson ha già dato i primi segni di cedimento lontano dalla sua L.A., mentre a Brooklyn la situazione è talmente confusionaria che solo la nebbia dell’Hudson più opaca. I media della Grande Mela non perdonano, così come i tifosi, sempre esigentissimi; Porzingis è un buon inizio, ma quando devi partire da -20 le cose si fanno più complicate.

 

ftw.usatoday.com

0 – Sixers

Lasciamo che siano le cifre a parlare per Phila: ultimi per rimbalzi presi, penultimi per punti segnati e per quelli subiti e 20° negli assist; record di 10-72, che sommato alle due stagioni precedenti raggiunge la ragguardevole soglia di 47-199 (19.1%).
Hinkie è stato rimosso, ma abbiamo dubbi che fosse lui il cancro.

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