Il Pagellone NBA / Week #1

Il Pagellone NBA / Week #1

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10 – Steph Curry Pronti, via: l’MVP in carica ha ricominciato con una settimana… da MVP. Lo scricciolo da Akron guida i suoi a tre vittorie consecutive mettendo subito a referto un quarantello ed una prestazione monstre da 53 punti, aggiungendoci anche 7.3 assist, 5.7 rimbalzi e 2.3 recuperi. Chi aveva dei dubbi su un’altra stagione pazzesca per ora è stato smentito: la mano è calda e la voglia di vincere e di dominare è rimasta intatta. Steph gonna Steph! 9 – Detroit Pistons Detroit imbattuta dopo tre partite, chi ci avrebbe scommesso anche solo un euro si faccia avanti. Atlanta, Utah e Chicago al tappeto senza subire mai più di 94 punti, dominio a rimbalzo e gerarchie che sembrano finalmente chiare in Michigan. Marcus Morris si è ambientato alla grande ed è il miglior marcatore dei suoi con 19.3 punti di media, Reggie Jackson si conferma un ottimo play e Caldwell-Pope sembra pronto al salto di qualità. A tutto ciò aggiungeteci un mostruoso Andre Drummond da 18.7+16.3 che per ora ha aumentato del 20% le sue percentuali dalla lunetta ed il dado è tratto: i ragazzi di Van Gundy sono pronti e determinati a stupire.
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8 – Blake Griffin 96 punti nelle prime tre partite a Los Angeles sponda Clippers non li aveva mai fatti nessuno. Blake è giunto alla stagione della consacrazione e da quando il suo range di tiro si è ampliato è molto più difficile marcarlo. I suoi numeri dopo questo inizio di stagione sono spaventosi: 32 punti, 9 rimbalzi e 4 assist, 64% al tiro e schiacciate sempre e comunque entusiasmanti. Può sembrare un’utopia ma per la corsa all’MVP non dimenticatevi del #32 in maglia Clippers. 7 – Esordi Una ventata di freschezza non fa mai male, soprattutto se di questa entità. Karl-Anthony Towns parte in quarta e mette subito a referto due doppie doppie (28+14 contro Denver) guidando i Timberwolves a due vittorie consecutive, Kristaps Porzingis riesce a strappare applausi al Madison Square ed il che è tutto dire, Jahlil Okafor si presenta alla NBA con 26 punti e 7 rimbalzi e Mario Hezonja appena mette piede sul parquet per la prima uscita ufficiale regala tre minuti di puro orgasmo cestistico ai Magic. Bene anche Mudiay, Stanley Johnson e Winslow, mentre finora il più “deludente” è D’Angelo Russell che soffre l’avvio negativo dei suoi Lakers. Se il buongiorno si vede dal mattino sarà una grande annata per loro: la lotta al premio di ROY è appena iniziata, ma promette scintille.
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6 – Kendrick Perkins Chi? Perkins? Are you kidding me?!? Sì, il “buon” Kendrick ci regala un esordio da 5/5 al tiro contro i Warriors ed in tre match ha mantenuto l’80% al tiro. Due soli falli commessi finora e nessuna palla persa sono una buona notizia se si parla di lui, o no? 5 – Derrick Rose Le sue condizioni di salute ed i suoi continui infortuni sono oramai una questione nazionale. Il #1 dei Bulls però si presenta con tanto di mascherina sin dall’esordio e dimostra di tenerci particolarmente. 18 punti e vittoria alla prima uscita nonostante un rivedibile 36% dal campo, 15 messi dentro per battere i Nets e poi il calo. Rose segna appena 14 punti in 66′ contro Orlando e Detroit, perde 8 palle senza recuperarne alcuna e sparacchia con un 6/21 complessivo (ancora nessuna tripla in stagione). Butler è pronto a detronizzare l’MVP del 2011, Derrick è avvisato. 4 – Derrick Williams Davvero un buon esordio in maglia Knicks con 24 punti per l’ex Sacramento, e in generale una settimana da ottimo mestierante NBA: niente figuracce, né fuochi d’artifi… Ah, no.
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3 – New Orleans Pelicans Se l’attacco gira, la difesa nelle prime tre uscite di questi Pelicans fa acqua da tutte le parti: numeri alla mano sono la peggiore del campionato con 119 punti subiti di media, anche se a onor del vero è più merito di Curry che colpa degli uomini di coach Gentry. Resta comunque il fatto che da una franchigia in ascesa e con aspirazioni al secondo turno di playoff qual è New Orleans, non ci si aspettava una partenza così stentata. 2 – Milwaukee Bucks La compagine del Wisconsin vanta un roster giovane ma pieno di talento, una mina vagante su cui si potrebbe scommettere per un exploit stagionale; vista la prima settimana, sembra che il timer sia stato fissato con un certo ritardo: se la sconfitta contro i Wizards ci poteva stare ampiamente, i due 20elli presi da Knicks e Raptors gridano vendetta. E quando subisci più di 115 punti di media, significa che la testa è ancora altrove. Starà a coach Kidd metterci del suo per ritornare in carreggiata. 1 – Brooklyn Nets Il calendario non è stato certo gentile con i Nets, che si sono visti arrivare a casa i Bulls all’esordio stagionale e hanno fatto visita a Spurs e Grizzlies nelle due gare successive. Totalino: tre sconfitte in doppia cifra, con una media di 106 punti subiti e meno di 89 segnati. Ancora riecheggiano le parole del Mago Bargnani, che in estate dichiarò di aver scelto Brooklyn per gli stimoli che gli arrivavano dalla società. Diciamo che quelli non mancano…
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0 – Houston Rockets Basti dire che i Rockets sono la prima squadra della storia a perdere le prime 3 gare stagionali con almeno 20 punti di scarto ciascuna. Come ulteriore beffa, nell’ultima partita settimanale contro Miami, Houston era sopra di 21 punti ed è riuscita a perdere di 20… Il barbudo leader dei texani ha sì messo 18 punti di media, ma con un rivedibile 22.2% dal campo, che si striminzisce a 9.4% per i soli tiri da oltre l’arco; ai 6 assist e 6.3 rimbalzi a partita rispondono le 4 perse di media, per un inizio di campionato davvero da incubo. Siamo ancora all’inizio, ma (ribadiamo) se il buongiorno si vede dal mattino, questi Rockets potranno restare a letto e sognarsi i playoff.     Fuori classifica: – Rajon Rondo ormai raschia il fondo del barile, siamo ai trucchetti alla Garnett per distrarre gli avversari: – Salutiamo con caloroso affetto il ritorno in video del bordocampista Craig Sager, a lungo assente per gravi problemi di salute. Daremmo invece volentieri l’addio al suo guardaroba.
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