Il Pagellone NBA / Week #11

Il Pagellone NBA / Week #11

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10 – Los Angeles Clippers In settimana ne sono arrivate 3 di fila, ma la striscia di vittorie dei Clippers è arrivata alla nona W. Senza Blake Griffin, fermo fino a febbraio, con un Pierce che sta dimostrando di saperci ancora fare e un Chris Paul da MVP (23.7+12.3) sono arrivate le vittorie sul difficile campo dei Blazers (21 punti e 19 assist per CP3), la passeggiata contro gli Hornets (25 sempre per il numero 3 da Wake Forest) e infine, ieri notte, la pronosticata vittoria ai danni dei Pelicans orfani di Anthony Davis. Oddio, se si potesse evitare di andare all’overtime in casa contro New Orleans sarebbe ancora meglio, ma non si può chiedere tutto.   9 – DMC La settimana di DeMarcus Cousins è stata a dir poco sfavillante, meno quella del resto della banda allenata da coach Karl. Il centro da Kentucky non è mai sceso sotto i 29 punti e 10 rimbalzi negli ultimi sette giorni, catturando addirittura 19 carambole nella vittoria sul campo dei Thunder. Pazienza se poi sono giunte le sconfitte contro Dallas e Golden State e la vittoria sui derelitti Lakers, Sacramento pare sia riuscita a far quadrare il cerchio, bisogna vedere se DMC avrà ancora voglia di giocare con la maglia nero viola.
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8 – Sorpresa ad Auburn Hills Candidata ad essere una delle maggiori sorpresa della Eastern Conference, Detroit ha inanellato 3 vittorie di fila in settimana, portandosi a casa gli scalpi di Orlando (sorprendentemente sconfitta per 115 a 89), Boston (periodo difficile per i Celtics, vedi al 4) e Brooklyn. Con un Reggie Jackson in forma smagliante e un Brandon Jennings rientrante in più, il piazzamento playoff non è poi così un miraggio. Il calo di prestazioni fisiologico di Andre Drummond (comunque 17.7+9.3 per lui) è stato assorbito eccellentemente.   7 – Ish E chi mai si sarebbe aspettato che Ishmael Smith, detto Ish, diventasse un giocatore capace di sfornare certe prestazioni? Gioca a Philadelphia direte, certo, però in una lega dominata da point guard, riuscire a giocare alla pari con avversari di caratura internazionale non è poco. In settimana i Sixers hanno portato a casa 3 sconfitte e una vittoria contro i T’Wolves, mentre la loro point guard titolare, dopo il fantastico inizio a New Orleans (poi terminato con il rientro di Holiday ed Evans) ha collezionato la bellezza di 19.8 punti e 8 assist di media, affrontando però avversari agguerriti come Kyrie Irving, Kyle Lowry e Jeff Teague. Niente male per uno alla nona squadra in cinque stagioni…  
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6 – Dove sta Zazà Scottati dalla vicenda DeAndre Jordan, i Mavericks quest’estate hanno optato per Zaza Pachulia come centro titolare. Mai si sarebbero immaginati di aver pescato un possibile All-Star. Ebbene sì, stando al secondo scrutinio dei risultati dei voti per il prossimo All-Star Game, il georgiano si trova all’ottavo posto nella Western Conference, persino davanti (con il doppio dei voti) al suo compagno di squadra Dirk Nowitzki, 13 volte partecipante al match delle stelle. Ovviamente il contributo maggiore a questo risultato è stato dato dai tifosi georgiani, però il destino a volte è beffardo, infatti il centro dei Mavs è inseguito (oltre che da Cousins e Aldrige) da DeAndre Jordan! Chi la fa l’aspetti…   5 – Ian I Golden State Warriors hanno sì una gran difesa, ma alla fine è l’attacco che vende i biglietti. Le capacità balistiche degli uomini della Baia sono ben note e temute in tutta la lega, ma questa settimana c’è un neo all’interno del loro ruolino di marcia: Ian Clark. La guardia 24enne ha infatti chiuso le ultime 4 gare con 3 punti di media in 16 minuti, tirando un complessivo 4/18 dal campo. Avrà bisogno di ripetizioni dal Maestro Steph in allenamento!   4 – Celtic pride? Lunedì i Celtics hanno fatto fuori i derelitti Nets, ma da allora ne sono seguite 3 L in fila, tra cui quelle pesanti (non tanto in termini di scarto, quanto di classifica) contro Detroit e Chicago. I biancoverdi quest’anno non riescono a trovare continuità e alternano invece strisce di vittorie e di sconfitte quasi senza soluzione di continuità: ne hanno perse infatti 5 delle ultime 6, ma avevano vinto le 4 precedenti. Ci sono spiragli di ottimismo anche nelle sconfitte (come per esempio i sette uomini mandati in doppia cifra nella sconfitta contro i Bulls) e il record è ancora positivo, ma una settimana come quella appena trascorsa allontana Boston dal sogno playoff.   3 – Sdeng! Caro Russell, troppa fiducia nei propri mezzi ogni tanto fa fare brutte figure. Da non perdere la reazione di Kanter in panchina…   2 – Portland Trail Blazers Ennesima settimana di alti e bassi per i Blazers, ma purtroppo per loro sono più i secondi. Portland è infatti partita con 3 sconfitte casalinghe in fila contro Grizzlies, Clippers e Warriors per una media di quasi 15 punti di scarto, per poi vincere in rimonta contro OKC. Come ciliegina, nella gara contro L.A. i dirigenti dei Blazers si sono “dimenticati” di inserire McCollum nella Active list, lasciando quindi seduta a guardare la guardia che la settimana precedente aveva tenuto 28.7 punti di media. Piove sul bagnato…
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  1 – Charlotte Hornets Colano sempre più a picco gli Hornets con le ultime 4 sconfitte consecutive (siamo a 7 contando le 3 della settimana precedente), salutando momentaneamente la zona playoff e finendo ben sotto al fatidico 50% di vittorie. Emblematico il tabellino settimanale del leader Kemba Walker, che ha sì segnato 17.3 punti a gara, ma tirando col 34.2% dal campo (4/17 solo da oltre l’arco) e perdendo 2.8 palloni di media. Sulla stessa falsa riga la sua riserva Jeremy Lin, che in settimana vanta 2.5 perse di media a partita e nell’ultima gara contro Denver ha segnato solo 2 punti con 0/9 dal campo. 0 – Questa è una storia vera Fargo è prima un film e poi una serie televisiva, le cui vicende si svolgono in un Minnesota vagamente noir e perennemente innevato. La visione di entrambe le produzioni è anticipata da una scritta che annuncia la veridicità dei fatti narrati, e tale dovrebbe comparire anche prima delle partite dei Timberwolves: ennesima settimana con filotto di sconfitte per loro, con l’apice (verso il basso) della sconfitta di 10 a Philadelphia. (spoiler) Nonostante i disclaimer le storie di Fargo sono inventate di sana pianta dai fratelli Coen, purtroppo lo stesso non si può dire delle avventure di Garnett & co.   Fuori classifica Kobe edition – Kobe Bryant entra nel ristretto gruppo dei 33.000 punti segnati, ennesimo record di una carriera al top. Giocare al fianco di un futuro Hall of Famer però non è sempre facile; a farne le spese è stato Tarik Black, che nella trasferta alla Arco Arena s’è dovuto cambiare su una seggiolina in pieno stile Minors.
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  Pare che anche arbitrare Kobe non sia semplice, parola del grigio scaraventato a terra in Lakers-OKC.  

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