Il Pagellone NBA / Week #12

Il Pagellone NBA / Week #12

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    10 – La macchina perfetta di Pop E siamo a 11 di fila! San Antonio Spurs stabilmente seconda forza ad Ovest e imbattuti tra le mura dell’Alamo. In settimana sono arrivati 4 successi, due pronosticabili sui Nets (+27) e sui Pistons (che hanno dato cara la pelle), il vero esame è arrivato quattro giorni fa quando gli Speroni hanno ospitato Lebron James e i suoi Cavaliers, rispedendoli a casa 99-95. Infine c’è stato il derby texano contro i Mavericks, concluso con un perentorio 112 a 83. Se poi a tenere i timeout è coach Parker…  
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9 – The Chicago’s Next Big Thing Jimmy Butler si sta caricando i Bulls sulle spalle e li sta trascinando ai Playoff a suon di prestazioni monstre, come quella sfornata contro i derelitti Sixers. Certo, segnare 53 punti tirando col 50% dal campo e la stessa percentuale da  punti contro Philly non è certo impossibile, ma sono sempre cinquantatre punti. Pazienza se Chicago sia in un momento negativo e che la suddetta partita sia finita all’overtime, quello messo a referto da Jimmy Buckets è il primo cinquantello con più di 5 rimbalzi e 5 assist dai tempi di His Airness. 8 – Pablo Prigioni Ciò che ha fatto il play argentino forse non merita un voto così alto nel nostro pagellone, ma 8 sono i recuperi messi a referto da Pablo nel corso della partita vinta dai suoi Clippers per 104 a 90 contro i Miami Heat. La particolarità? L’argentino ha rubato 8 palloni in 15 minuti di gioco! La cosa più sorprendente è che l’ultimo giocatore ad essersi avvicinato alle cifre di Prigioni è un certo Doc Rivers che, il 6 novembre 1991, ha messo a referto 9 furti in 18 minuti sul parquet 7 – Double D: Denver&Danilo Ok, i suoi Nuggets sono deficitari, ma in settimana la banda Gallinari ha portato a casa due scalpi eccellenti, il primo (e più rinomato) è stato quello dei Golden State Warriors, anche se è lecito supporre che con un Draymond Green in più la partita sarebbe stata alquanto diversa. Come se non bastasse il n°8 dei Nuggets ha portato via il pallone decisivo dalle mani dell’MVP Curry lanciando poi il contropiede. Dopo quest’impresa c’è stata la pronosticabile sconfitta per mano dei Miami Heat 98 a 95 (poteva anche andare peggio). Infine il colpo di coda con la sofferta vittoria 129-126 sui Pacers di Paul George. Tutto questo con un Gallo in odore di All-Star Game.  
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6 – Piccolo calo fisiologico? La settimana dei Golden State Warriors non è stata delle migliori, chissà che un leggero accenno di stanchezza sia subentrato nello spogliatoio di coach Walton. Infatti, negli ultimi sette giorni sono arrivate 2 sconfitte alquanto impronosticabili. Prima di tutto c’è stata la vittoria sul parquet amico contro gli Heat, successivamente la sconfitta contro i Nuggets in trasferta. A ciò è seguito il successointerno contro i poveri Lakers, ma poi si è consumato il misfatto; in occasione del ritiro della maglia di Big Ben Wallace, Curry&Co hanno perso malamento al Palace of Auburn Hills contro i Detroit Pistons 95-113 con un’ottima prestazione da parte di quasi tutti i giocatori di casa (menzione particolare per Caldwell-Pope). La vittoria più importante però è arrivata stanotte, quando Golden State ha asfaltato Cleveland 132 a 98. 5 – Atlanta torna sulla Terra Dopo una stagione straordinaria come quella della passata stagione, gli Hawks paiono essere tornati nel limbo della Eastern Conference, troppo forti per restare fuori dai Playoffs, ma inadatti per puntare seriamente in alto. Settimana altalenante quella dei ragazzi di Budenholzer, due sconfitte contro Charlotte e Milwaukee seguite da due vittorie a spese dei Nets e dei Magic. Tuttavia, il dato negativo peggiore lo hanno fatto registrare contro gli Hornets, perdendo 84 a 107 e mandando il solo Millsap in doppia cifra. 4 – Wall cosa combini? Nella sconfitta contro i Celtics, John Wall ha messo a referto una prestazione davvero strabiliante: 36 punti, 7 rimbalzi, 13 assist e 7 rubate (primo giocatore dal ’73 con queste cifre). Tuttavia, il play degli Wizards ha sbagliato un facile (per lui) layup che avrebbe regalato la vittoria ai suoi. Infatti, dopo il canestro decisivo di Crowder (stagione super la sua), Wall si è buttato dentro l’area, è sgusciato tra Olynik e Smart e ha appoggiato alla tabella, sbagliando clamorosamente, peccato…   3 – Imparate dal maestro! 27 perse per i Bucks nella sconfitta contro i Washington Wizards! Leggasi ventisette! I giocatori di Jason Kidd dovrebbero riguardarsi qualche video del suo allenatore quando indossava una canotta NBA e prendere appunti per quanto riguarda la gestione della palla. Difficile puntare ai Playoffs se si continua così… 2 – Miami Heat Nightmare Week quella dei Miami Heat. Negli ultimi 7 giorni sono arrivate 3 sconfitte e una difficile vittoria sui Nuggets. Prima una sconfitta prevedibile contro i Golden State Warriors, nonostante le doppie doppie dei leaders Bosh e Wade, poi il tonfo contro i Clippers e quello contro i Thunder (con la miseria di 74 punti messi a segno. 1 – Chicago, bella incompiuta Cosa succede a questi Bulls? Squadra pazza se ce n’è una! Il momento negativo di inizio stagione pareva essere stato superato grazie a 6 vittorie di fila. Tuttavia, negli ultimi 7 giorni è successo di tutto nella Windy City: due sconfitte contro Washington e Milwaukee, i 53 punti di Butler nella vittoria al supplementare sui Sixers che ha forse segnato l’inizio dell’Era-Butler. Nella partita successiva è arrivata una sconfitta contro i Mavs e la perdita di Joakim Noah per il resto della stagione (la sua ultima in maglia Bulls?). Infine, Chicago è tornata alla vittoria sbancando il Place of Auburn Hills di Detroit. Cosa riserverà il futuro per una squadra che non sembra destinata a rimanere una media potenza dell’Est?  
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0 – Russell Westbrook e i Mavs Zero come i punti segnati dal numero zero dei Thunder contro i Dallas Mavericks giovedì scorso. A cosa è dovuta questa prestazione? L’espulsione rimediata dopo 15 minuti di permanenza sul parquet per un alterco con Barea punito da due falli tecnici in successione. Pazienza se nelle successive due partite sono arrivate due triple doppie, la maturazione di un giocatore dipende da molte cose, ma sbagliare in partite contro possibili avversari futuri nei Playoffs non dovrebbe accadere.   Fuori classifica:
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  • Noel che diserta l’inizio del match contro i Bulls per “bisogni fisiologici”

 

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  • Buon intercetto di Jokic!

 

  • Noah e il tornado, risultati discutibili

 

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