Il Pagellone NBA / Week #15

Il Pagellone NBA / Week #15

Il pagellone della settimana NBA.

Commenta per primo!
www.latimes.com

10 – Kobe

Che settimana per il 24 gialloviola! Si parte con i 38 punti rifilati contro Minnesota, nell’ultimo scontro con l’altro dinosauro NBA, Kevin Garnett (anche se non ha calcato il parquet dello Staples). Due giorni dopo, a New Orleans, il Mamba ne ha messi 27, conditi da 12 rimbalzi. Si è persino concesso il lusso di piazzare la bomba decisiva, cose da vintage Kobe. Infine, l’altra notte è arrivata la ciliegina sulla torta: l’ultimo valzer in quel di San Antonio. Poco importa se la partita è stata portata a casa dei neroargento, commovente è stato ammirare Bryant abbracciare Popovich e Duncan a fine gara, altrettanto commovente è stato vedere un terzo quarto spettacolare da part del Mamba. Per concludere, il video di tributo dei San Antonio Spurs ha fatto scendere molte lacrime.

9 – Celtic pride

Qual è il segreto di una franchigia data per spacciata ad inizio stagione? Una franchigia che veniva considerata “da lottery” o al massimo “da ottavo posto”… Beh, a volte è bello sbagliarsi e quindi eccoli lì i Celtics, al terzo posto con 4 vittorie di fila. Questa settimana sono arrivati scalpi importanti come quelli dei Detroit Pistons (altra lieta sorpresa) e dei Cleveland Cavaliers, battuti alla Q-Arena per 104-103. I Celtics hanno poi sconfitto team sicuramente meno combattivi come i Knicks e i Sacramento Kings. Ora sotto ai Milwaukee Bucks, bisogna blindare questo terzo posto nella Eastern Conference! Con un Isaiah Thomas del genere ogni discorso è aperto.

 

milehighsports.com

 

8 – La sveglia del Gallo

Nonostante la stagione dei Denver Nuggets sia cominciata come peggio non ci si sarebbe aspettati, Danilo Gallinari sta facendo vedere cose molto interessanti, tanto che sta attirando parecchia attenzione su di sé. Questa attenzione si traduce in rumors di possibili trade. Le voci non paiono distrarlo però, in quanto in settimana ha sfornato 24 punti a Salt Lake City, 33 in faccia ai Bulls e infine 19 al Madison Square Garden, suo vecchio palcoscenico. La ciliegina sulla torta di quest’ultima partita è stata il canestro da metà campo allo scadere del primo quarto. Fortuna? Anche, ma c’è da leccarsi i baffi con questo Gallo!
E i Nuggets sono a 5 gare dalla zona playoff…

7 – In the mood

L’umore è quello giusto a Salt Lake City, dopo una settimana che ha riportato i Jazz in zona playoff. Quattro vittorie in altrettante uscite per Utah, che ha vinto 6 delle ultime 7 giocate tra le mura amiche.
L’aria di casa e il ritorno di qualche infortunato (Favors su tutti) ha quindi portato aria fresca in casa Jazz: dopo la vittoria su Chicago è arrivata quella molto importante sui Nuggets, a cui hanno fatto eco il +3 su Milwaukee e la W conquistata a Phoenix; a dare una mano al solito Hayward (più di 20 punto, 6 rimbalzi e 4 assist di media per lui) c’è soprattutto Rodney Hood, che con i suoi 18.8 punti a partita ha dato una bella mano alla causa dei Mormoni.
Portland e Sacramento sembrano in crisi, se Utah continuerà su questa strada potrebbe pure cominciare a dar fastidio ai Mavs, che sono appena 2 gare sopra ai Jazz.

6 – No man’s land

Oklahoma City sembra galleggiare in una terra di mezzo, sospesa tra la coppia inarrivabile Warriors-Spurs e gli altri inseguitori della Western Conference. I Thunder hanno infatti 5 partite e mezza di distacco da San Antonio e 3 e mezza di vantaggio sui Clippers, per un terzo posto in classifica provvisoria che difficilmente cambierà padrone da qui a fine mese.
In settimana OKC ha battuto abbastanza agilmente Washington e soffrendo oltremodo contro Orlando, per poi soccombere nella gara a casa dei Warriors. Sembra sempre che manchi quel centesimo per fare una Lira e che forse non basti un Durant da 35+9.3+4.7 per arrivare al top della lega…

 

www.businessinsider.com

 

5 – Cleveland tira il fiato

Dopo aver staccato tutti a Est, sembra che i Cavs stiano veleggiando d’inerzia; al momento la cosa non desta preoccupazioni, ma Toronto e Boston stanno attraversando ottimi momenti e potrebbero cominciare presto a infastidire Cleveland per la vetta della Conference.
I Cavs hanno battuto non senza patemi i non irresistibili Pacers, dopodiché sono usciti sconfitti sia da Charlotte (senza Kemba Walker) e dalla gara casalinga con gli stessi Celtics (vinta allo scadere da una pazza bomba di Bradley); la vittoria di sabato scorso contro New Orleans è ordinaria amministrazione, non fa notizia.
James viaggia a 26+7+6 di media in settimana, ma sfoggia anche un 2/18 da 3 non proprio onorevole; Irving ne ha messi poco meno di 25 a gara col 52.1% dal campo, ma forse 5.3 assist sono pochini per il tuo play titolare, soprattutto se rapportati alle 2.3 perse; Love poi si è appena infortunato (ne parleremo più sotto). Insomma, non butta benissimo per Cleveland.

4 – Vento di passioni a Chicago

Passioni sì, ma non nel senso di amori travolgenti. Sono infatti le sofferenze a pesare sulla settimana dei Bulls, usciti sconfitti da 3 delle 4 gare in programma, peraltro tutte contro compagini con record ben inferiore a quello dei Tori.
Utah, Denver e Minnesota hanno messo sotto Chicago, capace solo di uscire vittoriosa da Sacramento con 5 punti di scarto, davvero troppo poco; e va bene che erano tutte gare on the road, ma se non s’impara a vincere fuoricasa durante la stagione regolare, ai playoff poi sono uccelli per diabetici (cit.).

3 – Solo sull’isola

Doveva essere una stagione ricca di soddisfazioni quella dei New Orleans Pelicans, ed invece il record di 18-32 condanna Davis e compagni ad abbandonare il sogno Playoffs con 32 match ancora da disputare.
L’impressione è quella che il #23 sia una cattedrale nel deserto: 28.5 punti, 10.3 rimbalzi e 2 stoppate a partita non sono bastati a vincere neanche uno dei quattro incontri settimanali. E se le sconfitte contro Cavs, Spurs e anche Grizzlies potevano essere preventivate, quella con i Lakers doveva essere vinta a tutti i costi, soprattutto data la prestazione mostruosa di Davis da 39 punti e 11 rimbalzi. Certo che è davvero difficile vincere se tre giocatori dello starting five mettono insieme appena 2 punti (realizzati da Norris Cole con un osceno 1/10 dal campo).
Sarà per l’anno prossimo, forse.

 

www.foxsports.com

 

2 – Infortuni

Gli Spurs sono avanti 104-93 su New Orleans a 2’26” dalla fine, Ryan Anderson commette fallo in attacco su Ginobili e l’argentino cade a terra facendo fatica a rialzarsi. La paura ed il silenzio piombano sull’AT&T Center di San Antonio perchè l’infortunio sembra serio e potrebbe significare stagione e, probabilmente, carriera finita per Manu. Alla fine si tira un sospiro di sollievo grande quanto tutto il Texas perchè Ginobili dovrà star fuori dalle 4 alle 6 settimane per un infortunio all’inguine e quindi non dovrebbe avere grossi problemi per rientrare nel finale di stagione.
Alla lista degli infortunati della settimana si aggiungono anche Rudy Gay (problema alla caviglia), Kevin Love (infortunio al quadricipite) e Jimmy Butler (problema al ginocchio).

1 – Tracollo a NY

Non un ottimo periodo per le squadre della Grande Mela. I Knicks perdono tre partite in casa (contro Boston, Memphis e Denver) ed una in trasferta (Detroit) con 93.8 punti segnati a partita, abbandonando quasi definitivamente il sogno Playoffs. Brooklyn riesce a fare leggermente meglio vincendo contro Sacramento ma uscendo sconfitta dagli incontri con Detroit, Indiana e (ebbene sì) Philadephia.
Ed anche quest’anno, si vince l’anno prossimo…

0 – Mejri/Pop

Sul -23 contro gli Spurs, Salah Mejri inchioda una bella schiacciata. Potrebbe finire qui, ma il lungo dei Mavs non si accontenta e va di trash talking contro coach Popovich.
Non ci siamo, Salah.

 

 

 

Fuori classifica

– Damian Lillard è diventato il 6° giocatore dal 2003 ad aver raggiunto quota 6000 punti in 4 stagioni.

– Kawhi Leonard è il giocatore con più vittorie in assoluto (231) nelle sue prime 300 gare giocate in NBA.

– Onore e gloria all’addetto al Jumbotron dei Knicks, che ha bellamente schernito i bandwagon dei Warriors presenti al Madison.

www.twitter.com

 

– di Marco Morandi, Elia Trevisan & Simone Zurlo

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy